Halakhah 2,1: Colui che legge la Megillah "retrocedendo" (ovvero non seguendo l'ordine cronologico dei versetti) non ha assolto il proprio obbligo. Se un lettore legge un verso, poi torna indietro per leggerne uno precedente, la lettura è considerata nulla per via dell'inversione dell'ordine. Per rimediare, egli deve ricominciare dal punto in cui ha commesso l'errore e proseguire ordinatamente fino alla fine.

Halakhah 2,2: Se un lettore incaricato dalla comunità legge solo metà della Megillah, un secondo lettore non può iniziare dalla seconda metà per poi tornare indietro e completare la prima, poiché l'ordine risulterebbe invertito. La lettura deve sempre procedere dall'inizio alla fine.

Se durante la lettura si verifica un'interruzione (anche prolungata), ma il lettore riprende dal punto esatto in cui si era fermato, l'obbligo è assolto poiché la sequenza testuale è stata rispettata.

Halakhah 2,3: Chi recita la Megillah a memoria non assolve l'obbligo, poiché essa deve essere letta da un testo scritto (Sefer). Riguardo alla lingua:

  • Lingua Santa (Ebraico): Chi ascolta la lettura in ebraico esce d'obbligo anche se non ne comprende il significato letterale.
  • Greco: Se la Megillah è scritta in greco, chi la ascolta esce d'obbligo, a prescindere dalla sua conoscenza della lingua santa (secondo l'opinione halakhica riportata).

Note:

  1. Riferimento Mishnaico: Queste norme derivano dalla Mishnah Megillah (II, 1), che elenca tre casi di invalidità: la lettura all'indietro, la lettura della sola traduzione aramaica e la lettura in lingue non autorizzate (fatta eccezione per il greco in determinati contesti storici).
  2. Intenzionalità: Secondo la Mishnah, l'intenzione (Kavanah) di adempiere al precetto è un requisito fondamentale per validare la lettura, specialmente in caso di interruzioni.
  3. Testo Scritto: Il termine "Megillah" è etimologicamente legato a un rotolo; pertanto, la lettura deve avvenire fisicamente da una pergamena rituale prodotta secondo le leggi degli scriba (Soferim).