Nelle leggi sulla lettura della Meghillah (2,4-2,6), Maimonide definisce i criteri di validità per l'adempimento del precetto. Il testo affronta due pilastri fondamentali: l'integrità linguistica (la necessità di leggere dal testo scritto e non a memoria o in traduzioni estemporanee) e la Kavannah (l'intenzione del cuore). Senza la consapevolezza di compiere il precetto e la fedeltà al rotolo scritto, la lettura non è considerata valida né per chi legge né per chi ascolta.

Halakhah 2,4: Se il rotolo è scritto in aramaico o in un'altra lingua delle nazioni (Goim), non si è adempiuto all'obbligo, a meno che la lettura non avvenga in una lingua che l'ascoltatore conosce. Qualora un individuo possieda il testo in ebraico ma lo legga traducendolo estemporaneamente in aramaico per un pubblico che parla tale lingua, non ha adempiuto al precetto: la traduzione orale è equiparata alla recitazione a memoria, mentre la norma impone la lettura dal testo scritto. In tal caso, non è uscito d'obbligo né chi legge né chi ascolta.

Halakhah 2,5: Chi legge la Meghillah senza intenzione (Kavannah) non ha adempiuto al precetto. Se una persona sta scrivendo, commentando o correggendo il rotolo e, durante la lettura delle parole, ha l'intenzione nel cuore di adempiere all'obbligo, la lettura è valida. Se tale intenzione manca, l'atto è considerato puramente tecnico e non religioso.

Halakhah 2,6: In che modo si manifesta l'intenzione del cuore? Essa consiste nell'avere il proposito di trarre dalla lettura del libro ciò che ci è stato trasmesso da Dio nel momento in cui il testo fu redatto. Se non vi è l'intenzione di estrarre dal rotolo scritto il messaggio originale, non si è usciti d'obbligo. Adempie al dovere solo colui che, leggendo dal libro, riproduce fedelmente tutto ciò che vi è scritto nell'istante della lettura.

Note:

  1. Lingua "Machir": Il Maggid Mishneh chiarisce che non si può leggere nell'aramaico del Targum se non lo si comprende; tuttavia, se una persona comprende solo un altro idioma (Loez), può uscire d'obbligo leggendo una Meghillah scritta in quella lingua.
  2. Lettura orale vs scritta: Nella lettura della Torah era consuetudine avere un Meturgeman (traduttore) che spiegava il testo in aramaico al popolo. Per la Meghillah ciò è vietato: il testo deve essere letto interamente dallo scritto (*Mikra*) per preservare la natura di "documento" (Iggeret).
  3. Kavannah: Il concetto di intenzione nasce dal linguaggio dei sacrifici (*Dedicatio*). Come un sacrificio richiede l'intenzione per essere valido, così la lettura della Meghillah richiede la volontà specifica di compiere la Mitzvah.
  4. Dall'Antico: Il termine testuale si riferisce a "L'Antico dei Giorni", ovvero Dio (Kadosh Barukh Hu).
  5. Errore involontario: Questa Halakhah pone le basi per determinare se errori minimi durante la lettura compromettano l'obbligo, a patto che l'intenzione rimanga focalizzata sul testo sacro.