Halakhah 2,7: Colui che legge la Meghillah e commette un errore nella lettura è comunque uscito d'obbligo, purché l'errore non ne alteri il significato grammaticale fondamentale. In questa sezione si analizzano le modalità formali della lettura pubblica e privata.
Si può leggere in piedi o seduti, persino davanti al pubblico. Tuttavia, per rispetto della comunità, non si dovrebbe iniziare la lettura pubblica stando seduti. Se leggono in due o persino in dieci persone contemporaneamente, sia i lettori sia gli ascoltatori sono usciti d'obbligo. È inoltre permesso che un adulto legga insieme a un fanciullo, anche in pubblico.
Halakhah 2,8: Non si legge in pubblico una Meghillah tratta da un libro degli Agiografi (Ketuvim) che includa altri testi; se lo si fa, non si è uscito d'obbligo. Ciò vale anche se nella pergamena c'è un'aggiunta o manca un segno. Al contrario, il singolo individuo può leggere anche da una copia che presenta aggiunte o mancanze, purché legga correttamente il testo, ed è uscito d'obbligo.
Note:
1. Non va corretto, dice lo Shulchan Aruch (Orach Chaim 690), ma alcuni sostengono che l'errore vada corretto se, ad esempio, si dice —Yehudim— al posto di —Yehudiim—. Questa è un'Halakhah tratta dal Talmud Yerushalmi. La Mishnah Berurah spiega che si può sbagliare, ma non al punto di invertire i tempi verbali, come —Yeze— al posto di —Yaza—, o —Nofel— al posto di —Nafal—.
2. Perfino due o dieci: lo Sha'arei Teshuvah commenta che, trattandosi della narrazione del miracolo, è fondamentale che gli ascoltatori prestino la massima attenzione per udire distintamente ogni parola.
3. Un segno? Rambam chiarisce più avanti: se una parola è mancante nel testo scritto, ma colui che legge la recita correttamente a memoria, l'obbligo è comunque assolto.
(a cura di Luciano Tagliacozzo)