Ci sono in tutto due Mitzvot positive tratte dalle parole dei Soferim (Saggi). Esse non sono incluse nel computo dei 613 precetti della Torah. La spiegazione di queste due Mitzvot, riguardanti la lettura della Meghillah e l'accensione della Hanuccah, è riportata nei seguenti capitoli.

Hilkhot Meghillah

Halakhah 1,1: La lettura della Meghillah al tempo stabilito è una Mitzvah positiva secondo le parole dei Soferim e si tramanda che essa sia stata istituita dai profeti. Tutti sono tenuti all'ascolto della Meghillah: uomini, donne, proseliti, schiavi liberati; anche i fanciulli devono imparare a leggerla.

Persino i Cohanim interrompevano il servizio dei sacrifici per venire ad ascoltare la Meghillah. Allo stesso modo, si interrompe lo studio della Torah per l'ascolto della Meghillah e, a maggior ragione, tutti gli altri precetti della Torah passano in secondo piano rispetto a questo dovere, fatta eccezione per la Mitzvah di seppellire un morto che non abbia chi se ne occupi (Met Mitzvah). Se ci si trova davanti a un defunto insepolto, lo si seppellisce prima e poi si legge la Meghillah.

Halakhah 1,2: Quando una persona legge la Meghillah e un'altra ascolta, colui che ascolta assolve il proprio obbligo a condizione che chi legge sia a sua volta obbligato al precetto. Pertanto, se chi legge è un minorenne o un demente, colui che ascolta da lui non esce d'obbligo.

Note:

1. Di queste Mitzvot non elencate nel numero delle 613, e quindi riconducibili ad altri principi, ne parla diffusamente Rambam stesso nell'introduzione al Sefer Ha-Mitzvot (Il Libro dei Precetti).

2. Dice la Mishnah (Meghillah 2,4): —Tutti devono leggere la Meghillah escluso un sordo, un pazzo o un demente—. Da qui si deduce che anche le donne hanno l'obbligo. Nel Talmud (Megillah 3a) è descritto come anche i Cohanim debbano abbandonare i sacrifici per correre a sentire la lettura. Il Kesef Mishneh spiega che per —sordo— i Maestri intendono chi può parlare ma non sente; ciò vale in analogia all'obbligo di ascoltare quando si recita lo Shema.

3. I Rabbini cercano a lungo un appiglio nella Torah per la Meghillah. Viene proposta l'espressione —mor dechayah— (mirra pura) presente nel Targum, che conterrebbe un'allusione al nome di Mordechai.

4. Viene dunque data precedenza assoluta alla sepoltura rispetto a qualsiasi altro atto o periodo di lutto.

5. Lo Shulchan Aruch (Orach Chaim 587) aggiunge che questo vale se c'è Minyan (quorum di dieci). In mancanza di Minyan, il Cantore legge ma gli altri dovrebbero seguire sulla propria Meghillah, a meno che solo uno sappia leggere: in quel caso gli altri possono affidarsi al suo ascolto.

(a cura di Luciano Tagliacozzo)