Il monumentale codice legislativo di Maimonide (Rambam) culmina con la descrizione della figura del Re Mashiach. In questi capitoli conclusivi, l'era messianica non è presentata come un tempo di miracoli sovrannaturali che alterano l'ordine naturale, ma come il compimento storico e politico della Torah: il ripristino della sovranità davidica, la ricostruzione del Tempio e il ritorno di Israele alla piena osservanza dei precetti agricoli e sacrificali.

Halakhah 11,1: Il Re Mashiach sorgerà e restaurerà il regno della Casa di David, riportandolo al suo antico splendore. Egli ricostruirà il Santuario (il Bet Ha-Mikdash), radunerà i dispersi d'Israele e ripristinerà l'osservanza di tutti i precetti (Mitzvoth) come in epoca antica. Sotto il suo regno si offriranno nuovamente i sacrifici e si osserveranno rigorosamente gli anni sabbatici (Shemitah) e i Giubilei (Yovel), secondo ogni dettaglio insegnato dalla Torah.

Chiunque non creda in lui o non attenda con ansia la sua venuta, non nega soltanto l'autorità dei profeti, ma la Torah stessa e l'insegnamento di Mosè nostro Maestro (Moshe Rabbenu).

L'esegesi messianica nella Torah: La Torah testimonia l'avvento del Messia nella profezia di Bilaam (Numeri 24,17-19). Maimonide interpreta questi versi come una doppia profezia che riguarda sia il "primo Messia" (il Re David), sia l' "ultimo Messia" (il discendente di David):

  • "Lo vedo, ma non ora": si riferisce a David.
  • "Lo contemplo, ma non è vicino": si riferisce al Re Mashiach.
  • "Sorge una stella da Giacobbe": si riferisce a David.
  • "Sorge uno scettro da Israele": si riferisce al Re Mashiach.
  • "Colpirà i fianchi di Moav": si riferisce a David, che sottomise i Moabiti (II Samuele 8,2).
  • "Abbatterà tutti i figli di Shet": si riferisce al Re Mashiach, il cui dominio sarà universale ("da un mare all'altro mare", Zaccaria 9,10).
  • "Edom sarà conquistata": si riferisce a David (II Samuele 8,14).
  • "Sarà conquistata Seir": si riferisce al Re Mashiach (Abdia 1,21).

Note:

  1. I due unti: Il commentario Lechem Mishne chiarisce che il testo di Maimonide traccia un parallelo costante tra l'azione storica di David (il fondatore della dinastia) e quella futura del Mashiach ben David, seguendo l'esegesi di Rashi alla Parashah di Balak.
  2. Continuità della Legge: Il Re Mashiach non viene per abrogare o cambiare la Torah di Mosè, ma per rendere possibile la sua applicazione integrale in uno stato di pace e sovranità.
  3. Simbolismo dei nemici: Mentre David sottomise i popoli limitrofi (Moav, Edom), il Re Mashiach libererà Israele dal dominio spirituale e politico di "Edom", termine che nella letteratura rabbinica identifica storicamente l'Impero Romano e, per estensione, la civiltà occidentale che ne ha ereditato i tratti.