Halakhah 3,11: La persona incaricata di suonare lo Shofar durante la sessione in cui l'assemblea è seduta (Teqiot di-Meyushav) è solitamente la stessa che suona durante la ripetizione dell'Amidah (Teqiot di-Meumad). Tra queste due serie di suonate, il suonatore non deve parlare per non interrompere la validità della benedizione iniziale. Tuttavia, se dovesse tossire o emettere suoni involontari non legati alla parola, non è necessario ripetere la benedizione.

Halakhah 3,12: Presso il Sinedrio (Santedrin) l'usanza era rigorosa: si suonava lo Shofar in corrispondenza di ogni sezione delle benedizioni (Malkhuyot, Zikhronot, Shofarot). Originariamente, le suonate "da seduti" servivano per permettere a tutto il pubblico di adempiere all'obbligo principale in modo semplice, senza gravare eccessivamente sulla congregazione durante la preghiera in piedi, dove non tutti riuscivano a seguire l'ordine preciso delle benedizioni a causa della lunghezza del servizio.

Halakhah 3,13: Esiste un principio di indipendenza tra i due obblighi: le suonate non ostacolano le benedizioni e le benedizioni non ostacolano le suonate. Ciò significa che se una persona può solo suonare lo Shofar ma non sa recitare l'Amidah (o viceversa), deve comunque compiere la Mitzvah che è in grado di eseguire.

[Image comparing De-Oraita (Torah law) and De-Rabbanan (Rabbinic law) hierarchy, specifically Shofar vs. Amidah prayer]

Maimonide illustra questo concetto con l'esempio delle due città: se in una città c'è qualcuno che conosce l'Amidah ma non c'è uno Shofar, e in un'altra c'è uno Shofar ma nessuno sa recitare l'Amidah, ci si deve recare dove si può ascoltare lo Shofar. Questo perché il suono dello Shofar è un obbligo sancito direttamente dalla Torah, mentre la forma specifica dell'Amidah è stata istituita dai Saggi.

Commento

1. Storicamente, la distinzione tra le suonate "da seduti" e "in piedi" è nata per garantire che anche chi avesse difficoltà a seguire la lunga preghiera comunitaria potesse comunque uscire d'obbligo per il precetto biblico dello Shofar.

2. Il primato dello Shofar sull'Amidah è un esempio cardine di come l'Halakhah gestisca il conflitto tra precetti di diversa origine: la parola divina scritta ha sempre la precedenza sulla struttura liturgica, per quanto quest'ultima sia fondamentale per la vita ebraica.

(a cura di Luciano Tagliacozzo)