Halakhah 3,3: La Teru'ah è il suono alto e acuto (simile a un pianto a scatti). Lo Shevarim è composto da tre suoni simili a sospiri, emessi uno dopo l'altro. L'ordine fondamentale delle suonate è il seguente: dopo la benedizione si suona Teki'ah, seguita da tre Shevarim, poi Teru'ah e infine Teki'ah. Questo schema completo viene ripetuto tre volte per assicurare l'adempimento del precetto.

L'ordine dei suoni prosegue poi con altre combinazioni: si suona la Teki'ah, poi la Teru'ah e infine la Teki'ah (ripetuto tre volte). Complessivamente, il numero minimo di suoni necessari per soddisfare l'obbligo è trenta, suddivisi secondo le diverse tradizioni di interpretazione del termine biblico "Teru'ah".

Halakhah 3,4: La misura della Teru'ah deve corrispondere alla durata di tre suoni brevi. La misura dei tre Shevarim deve equivalere, nella durata totale, a quella della Teru'ah. Pertanto, quando si suona la Teki'ah seguita dalla Teru'ah e dalla Teki'ah finale, quest'ultima deve essere prolungata. La regola generale è che la Teki'ah (il suono dritto) deve avere una durata proporzionale ai suoni spezzati che essa "avvolge".

È fondamentale non interrompere la sequenza con discorsi estranei finché non si sono completati i suoni prescritti. L'obiettivo è generare una serie di suoni che riflettano l'ordine stabilito: Teki'ah (inizio), il suono spezzato (nucleo) e Teki'ah (chiusura).

Commento

Nel Siddur (libretto di preghiere), queste note sono spesso indicate con le iniziali ebraiche: T (Teki'ah), SH (Shevarim), R (Teru'ah). Dal punto di vista simbolico, l'alternanza tra la nota lunga e dritta (Teki'ah) e le note spezzate o tremolanti rappresenta il movimento dell'anima: la stabilità iniziale, la rottura interiore dovuta al rimpianto per il peccato e il ritorno finale a Dio (Teshuvah) attraverso un suono di nuovo integro e risoluto.

(a cura di Luciano Tagliacozzo)