Le Parashot Matot e Mase' contengono complessivamente 8 precetti (3 positivi e 5 divieti) che regolano l'etica del linguaggio e il sistema giudiziario penale.

Parashah Matot: La Parola Data

  1. Annullamento dei voti: Le regole che permettono a un'autorità (padre, marito o tribunale) di sciogliere un voto in determinate circostanze (Hatarat Nedarim).
  2. Integrità della parola: Divieto di profanare la propria parola (Bal Yachel Devaro); ciò che esce dalla bocca deve essere compiuto.

Parashah Mase': Giustizia e Rifugio

  1. Città Levitiche: Obbligo di assegnare ai Leviti città e spazi aperti (Migrash) per la loro dimora, non avendo essi eredità terriera.
  2. Città di Rifugio (Arei Miklat): Obbligo di istituire città sicure dove l'omicida involontario possa fuggire per scampare alla vendetta dei parenti della vittima.
  3. Giusto Processo: Divieto di giustiziare un presunto colpevole senza un regolare processo davanti a un tribunale (Sanhedrin).
  4. Ruolo del Testimone: Divieto per un testimone di fungere da giudice o di esprimere pareri legali sulla causa in cui depone.
  5. Nessun riscatto per l'omicida: Divieto di accettare denaro per commutare la pena di morte di un assassino volontario.
  6. Nessun riscatto per l'esilio: Divieto di accettare una penale pecuniaria per permettere all'omicida involontario di lasciare la città di rifugio prima della morte del Sommo Sacerdote.

Focus: Il divieto fatto al testimone

Maimonide, nel Sefer HaMitzvot (Precetto 291), chiarisce l'importanza della separazione dei ruoli giudiziari:

«È vietato al testimone esprimere un parere o un giudizio nella causa in cui testimonia, anche se è un grande saggio. Una persona non può essere contemporaneamente testimone e giudice. Il testimone deve limitarsi a riferire ciò che ha visto e tacere; spetta esclusivamente ai giudici valutare la testimonianza.»

Nella Mishnah (Sanhedrin IV, 5) si sottolinea con quale rigore venissero ammoniti i testimoni: essi venivano istruiti a non parlare per supposizione o per sentito dire, ricordando loro che una vita umana dipende dall'accuratezza e dalla purezza della loro visione diretta.

(a cura di Luciano Tagliacozzo)