La Parashah Vayishlach contiene un unico precetto negativo (divieto): la proibizione di nutrirsi del nervo sciatico (Gid Ha-Nasheh).
Maimonide, nel Sefer HaMitzvot, codifica così questa norma:
Il 183° precetto è la proibizione di nutrirsi del nervo sciatico; esso è espresso dal verso: "Perciò i figli d'Israele, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico che è sopra l'articolazione dell'anca" (Genesi 32,33).
Secondo la legge, chiunque consumi l'intero nervo (anche se di dimensioni ridotte) o una quantità pari a un'oliva (Ke-zayit) è passibile della sanzione delle Makkot (percosse previste dalla norma rabbinica). Le normative dettagliate riguardanti la rimozione di questo nervo e delle parti grasse ad esso collegate sono spiegate nel settimo capitolo del trattato Chullin del Talmud.
Note Tecniche
Questo precetto è unico perché la sua origine non è legata a una motivazione igienica o rituale astratta, ma a un evento storico-spirituale: la ferita di Giacobbe (Yaakov) durante la lotta con l'angelo. A causa di questa proibizione, le parti posteriori degli animali (come il controfiletto o lo scamone) richiedono un processo di pulizia estremamente complesso e specializzato chiamato Nikkur (estrazione delle vene). In molte comunità della Diaspora, a causa della difficoltà di questo processo, la parte posteriore dell'animale non viene consumata affatto e viene venduta a macellerie non kosher.
(a cura di Luciano Tagliacozzo)