Capitolo 1, Halakhot 1,8-1,10

Halakhah 1,8: Ogni uomo in Israele è obbligato allo studio della Torah, sia egli povero o ricco, sano o afflitto da sofferenze fisiche, giovane o anziano le cui forze sono scemate. Nessuna condizione materiale o fisica esonera dall'adempimento di questo precetto fondamentale.

Anche un povero che vive di beneficenza (Tzedakah) e va mendicando di porta in porta, o un uomo gravato dalle responsabilità familiari di marito e padre, deve fissare tempi certi per lo studio, sia di giorno che di notte. Come è comandato in Giosuè (1,8): —Mediterai su di esso giorno e notte—.

Halakhah 1,9: Tra i più grandi saggi d'Israele vi furono persone dedite ai lavori più umili, come tagliatori di legna e portatori d'acqua, e persino uomini affetti da cecità. Nonostante le loro occupazioni e limitazioni, essi si dedicarono allo studio giorno e notte, divenendo anelli fondamentali nella catena della trasmissione della Torah (Masoret) che risale fino a Mosè nostro Maestro (Moshe Rabbenu).

Halakhah 1,10: Fino a quale momento della vita si è obbligati a studiare? Fino al giorno della propria morte, come è detto in Deuteronomio (4,9): —Non si allontanino dal tuo cuore per tutti i giorni della tua vita—. Nel momento in cui una persona cessa di impegnarsi nello studio, inizia inevitabilmente il processo dell'oblio.

Note:

1. "Chiunque adempie la Torah in mezzo alla povertà, infine la adempirà in mezzo alla ricchezza. E chiunque trascura la Torah in mezzo alla ricchezza, infine la trascurerà in mezzo alla povertà" (Pirkei Avot 4,11).

2. Il Talmud (Yoma 35b) insegna che nessuno fu povero come Hillel (che lavorava come taglialegna) e nessuno ricco come Eleazar ben Charsom. Le loro vite testimoniano che né la miseria né l'opulenza giustificano l'abbandono dello studio.

3. Il trattato Eruvin (54a) suggerisce che lo studio della Torah è una cura anche per chi ha gravi problemi di salute. Storicamente, figure come Isacco il Cieco dimostrano che la profondità intellettuale e mistica prescinde dalla vista fisica.

(a cura di Luciano Tagliacozzo)