Capitolo 2, Halakhot 2,1-2,4

Halakhah 1: È un precetto positivo (Mitzvah) amare e temere questo Dio glorioso e terribile, come è scritto: —Amerai il Signore tuo Dio— (Deuteronomio 6,5) e ancora: —Temerai il Signore tuo Dio— (Deuteronomio 6,13).

Halakhah 2: Quali sono i sentieri che conducono all'amore e al timore di Dio? Quando l'uomo contempla le Sue grandi opere e le Sue creature, scorgendo in esse una sapienza infinita e senza confini, egli è colto da un amore profondo e dal desiderio ardente di conoscere il Suo grande Nome. Come disse Davide: —La mia anima ha sete di Dio, del Dio vivente— (Salmi 42,3).

Al contempo, meditando su queste stesse meraviglie, l'uomo si sgomenta e trema, comprendendo di essere una creatura piccola, limitata e debole di fronte alla perfezione della Saggezza Divina. Come dice il Salmo: —Quando vedo i Tuoi cieli, opera delle Tue dita... che cos'è l'uomo perché Tu Te ne ricordi?— (Salmi 8,4-5). Su questi principi esporrò i fondamenti dell'opera del Padrone dei mondi, affinché servano da porta per la comprensione di Hashem.

Halakhah 3: Tutte le creature create dal Santo, Benedetto Egli sia, si dividono in tre categorie ontologiche:

1. Creature composte di materia e forma: Esse sono soggette a generazione e corruzione continua (nascita e morte). In questa categoria rientrano i corpi degli uomini, degli animali, delle piante e dei metalli.

2. Creature composte di materia e forma immutabili: Esse possiedono una materia differente da quella terrestre e una forma fissa in perpetuo. Sono le sfere celesti e le stelle; non cambiano natura né si dissolvono.

3. Creature dotate di sola forma, prive di materia: Sono gli Angeli. Essi non hanno corpo né fisicità, ma sono "forme separate" (Intelligenze), distinte l'una dall'altra secondo il proprio grado.

Halakhah 4: Perché i profeti descrissero gli angeli come esseri di fuoco o alati? Si tratta di visioni profetiche e parabole, utilizzate per indicare che non possiedono peso né densità corporea. Anche quando la Scrittura dice —Hashem è un fuoco divoratore— (Deuteronomio 4,24), si esprime per metafora, così come quando si dice che Egli fece gli angeli —come venti— (Salmi 104,4).

Note:

1. Amore e timore non sono precetti distinti ma facce della stessa medaglia: il timore impedisce la trasgressione dei divieti, l'amore spinge all'osservanza dei precetti positivi. L'obbligo di rischiare la vita o le sostanze per Dio ricade sotto l'unica Mitzvah di amare Hashem con tutto il cuore.

2. Per il Rambam, lo studio delle scienze naturali e dell'astronomia è lo strumento teologico per eccellenza per intuire l'infinità divina.

3. Il confronto con la filosofia sufi (Ibn Arabi) mostra quanto fosse universale nel XII secolo il dibattito sull'impossibilità di definire logicamente l'essenza divina.

4. La "Saggezza" umana è solo omonima di quella divina: la natura della conoscenza di Dio è qualitativamente diversa dalla nostra.

5. Le "50 porte della conoscenza" sono un tema ricorrente anche in Nachmanide.

6. Cfr. Baraita di Rabbi Meir sulla contemplazione del Creatore.

7. La divisione dell'universo in tre stadi è un pilastro della cosmologia medievale.

8. Materia (Golem) e Forma (Tzur).

9. "Tamid" indica il ciclo perpetuo di trasformazione della materia terrestre.

10. Le sfere celesti appartengono a un ordine di grandezza e durata differente, pur essendo creature.

11. L'uomo è l'unica creatura "completa" perché unisce la massima materia con la forma spirituale, mentre gli angeli sono limitati alla sola funzione spirituale.

12. "Zo mi-zo": le gerarchie angeliche sono distinte per funzione. Il poeta Shelomo Ibn Gabirol nel "Keter Malkhut" descrive magnificamente queste schiere che emanano dalla sorgente di luce divina.

13. L'uso del termine "fuoco" per gli angeli è un'omonimia per indicare l'immaterialità.

14. L'equivalenza tra "spirito" e "vento" (Ruach) attraversa tutto il Tanakh, a partire dalla Genesi.

(a cura di Luciano Tagliacozzo)