Si radunino i saggi ed esprimano i loro punti di vista, perché un gran dono sarà loro dato. Venite, figlioli, apprendete il timore di Hashem e le vostre anime saranno come un giardino irrigato, che ciascun uomo che ami la vita ama vedere. Che il re grande non salga contro di lui, ed egli non debba mai piegarli. Che non siate devastati dal vostro orgoglio e sedotti, desolati nel cuore, affinché vengano con cibo e con vino al banchetto. Venite al pasto che ho cucinato, al vino che offro, sulla tavola che ho imbandito. Ed ecco il frutto delizioso nuovo e vecchio.
Il profumo dell'opera è come melagrana che goccioli parole antiche. Offro il mio vino, le vivande del mio prato e del mio covone. Il vino è meglio di una vigna su un poggio fertile, pane dei convivi, tutti mangiano una grassa porzione. Mangiate cibi grassi amici, bevete e ubriacatevi. Questa è la tavola che è di fronte al Signore ed è il commento alla Mishnah che i nostri padri tramandarono ed è la limpida siepe che i pastori misero per aiutarci ad elevarci, e sono i principi fondamentali che sono vostro fondamento e gli usi, i divieti e le sentenze che i maestri fecero come complemento dal giorno in cui il Signore donò la legge e per tutti i secoli. Ed ecco, alta ed eletta come la torre di Davide, mille scudi vi sono appesi, utensili di guerra di eroi, tutte armi di prodi.
Io sono Mosè Maimonide sefardita. Per voi ho scritto, ho tratto dal mare del Talmud, l'ho fondato nel cielo di zaffiro della Tosefta, con l'antimonio del Sifrei li ho dipinti, con l'oro del Sifra li ho ricoperti, con la parola dei Geonim li ho sostenuti, con l'intensità del mio cuore li ho fusi. Ed ecco come una vigna affascinante, una pianta deliziosa li ho piantati e nei giorni e nelle notti li ho curati, in ogni momento li ho irrigati, finché non è venuta la fioritura e i grappoli sono maturi.
Tutte le gemme si sono aperte e l'albero è completamente fiorito. Le mandragole hanno mandato il loro odore e si sono aperte le porte, non sono rimaste segrete, e giorno e notte sono rimaste dischiuse in modo che pure le ho tirate fuori e offerte agli studiosi. Ed eccomi qui ho tolto le parole aramaiche, affinché coloro che siedono di fronte al Signore possano attingere con sazietà, secondo l'antico costume.
Sappi che ogni Mitzvah che il Santo, benedetto sia, ha dato a Mosè, sia a lui pace, è stata data a Mosè in tutta la sua estensione. Il S. comunicava a Mosè una Mitzvah, dopodiché diceva a lui il commento e il ragionamento: Mosè stava nella tenda della radunanza e si univa a lui per primo Aronne (V. Mishnah Eruvin). Mosè diceva in primo luogo a lui una Mitzvah che gli era stata data, e gli insegnava il commento. Aronne usciva e si sedeva alla destra di Mosè Rabbenu. Eleazar e Itamar suoi figli venivano a riunirsi a loro, e Mosè diceva loro quel che aveva detto ad Aronne, poi uscivano. Eleazar si sedeva alla sinistra di Mosè Rabbenu e Itamar alla destra di Aronne. Dopodiché venivano i settanta anziani, e Mosè insegnava loro quel che aveva insegnato ad Aronne ai suoi figli. Poi veniva il popolo e tutti i tementi del Signore: di fronte a lui discutevano quella Mitzvah finché non l'ascoltavano per intero oralmente.
In conclusione: Aronne ascoltava la Mitzvah da bocca di Mosè quattro volte, i suoi figli tre volte, gli anziani due volte e il resto del popolo una volta. Aronne usciva poi e tornava a commentare la Mitzvah che aveva imparato. Ciò che aveva sentito per bocca di Mosè quattro volte e tutto ciò che aveva detto commentando. Aronne si alzava da loro dopo che i suoi figli avevano sentito la Mitzvah quattro volte: tre volte per bocca di Mosè e una per bocca di Aronne. Tornavano Eleazaro e Itamar e dopo che era uscito Aronne insegnavano questa Mitzvah a tutto il popolo, e poi uscivano ad insegnare.
E i settanta anziani ascoltavano la Mitzvah quattro volte: due da bocca di Mosè, una per bocca di Aronne e una per bocca di Eleazar e Itamar. Tornavano anche gli anziani dopo che la Mitzvah era stata data anche alle donne incinte. Tutta la comunità ascoltava quella Mitzvah quattro volte: da Mosè, da Aronne, dai suoi figli e dagli anziani. Dopodiché tutto il popolo andava ad insegnarsi l'un l'altro quel che avevano ascoltato e scrivevano su rotoli questa Mitzvah. Poi commentavano i principi e insegnavano finché non avessero capito tutta la Mitzvah e lo studio su di essa, poi correvano a comunicarlo. Poi tutti studiavano il commento della Mitzvah del Signore.
Ogni commento è nel monte Sinai.
Il commento comprendeva ogni ragionamento. Si scrissero le Mitzvot e si imparò oralmente la tradizione su di esse. Insegnano i nostri maestri, la loro memoria sia di benedizione: e disse Mosè nel monte Sinai (Behar Sinai). Il Talmud dice che non tutta la Torah è stata data nel monte Sinai, ma tutta proviene dal monte Sinai. Per esempio: la regola dell'anno sabbatico è scritta dal generale al particolare nel ragionamento dal Sinai, perché ogni Mitzvah fu detta dal Monte Sinai dal generale al particolare e dal particolare al generale.
Ed eccovi un racconto: il Santo, benedetto Egli sia, disse a Mosè: starete nelle capanne per sette giorni e dopo di ciò comprese che la capanna è un obbligo per i maschi e non per le femmine, che i malati non sono obbligati a stare sotto di essa e anche i viandanti e che la capanna non può essere fatta di piante se non radicate in terra, la capanna non può essere coperta di lana, di seta, di attrezzi da lavoro, anche di ciò che ha radici in terra, o ancora da cuscini o materassi e abiti. E comprese che tu mangerai, ti sazierai e riposerai tutti i sette giorni sotto di essa, come obbligo, né sarà permesso profanarla da sette palmi fino a sette palmi di lunghezza e non sarà alta più di dieci palmi.
Quando venne il profeta, a lui sia pace, ripetette questa Mitzvah e il suo commento orale per quarant'anni e undici mesi, fino al capomese di Tevet. Poi riunì il popolo e parlò a loro: sta venendo il tempo della mia morte, se c'è chi ha ascoltato una Halakhah e non la capisca, venga, domandi e si spieghi. E ciascuno che parlerà con voi di queste cose venga e si discuta con lui come è detto: Poiché Mosè aprì a voi l'insegnamento. Così è detto nel Sifrei:
Ciascuno che dimentichi una Halakhah venga e la ripeta, e ognuno che abbia un commento venga e commenti, ciascuno apprenda una tradizione orale e la impari: commentò tutto quel capomese di Tevet finché ogni uomo fu satollo.Quando fu vicino alla morte, decise di trascrivere la Torah sui sefarim e scrisse tredici Sifrei Torah di pergamena, tutti da Bereshit a le-eyney kol Yisrael e diede un rotolo a ciascuna tribù, perché lo onorasse e si conducesse secondo i precetti. Il tredicesimo Sefer lo donò ai Leviti e disse loro: prendi questo Sefer Torah; dopodiché andò sulla montagna a mezzanotte del giorno sette del mese di Adar, come racconta la tradizione.
La successione dei maestri:
Dopo la morte di Yehoshua figlio di Nun, a lui sia pace, si insegnò agli anziani cosa tramandare come commentario e cosa scrivere nel loro tempo come giudizio. Fra di loro non vi fu disputa. Si decise lì la normativa per ordine degli anziani, tutti i giorni che gli anziani durarono dopo i giorni di Yehoshua. Dopo di ciò gli anziani insegnarono quel che loro era stato tramandato per bocca di Yehoshua ai profeti, a loro sia pace. I profeti se lo insegnarono l'un l'altro e non vi fu tempo in cui non vi fosse intelligenza e ragionamento. I saggi di tutte le generazioni tramandarono le parole originarie. Essi impararono dall'altra generazione i fondamenti e rinnovarono gli argomenti.
I fondamenti che furono tramandati non furono organizzati in capitoli fino al tempo degli uomini della "Grande Congregazione" che furono: Aggeo, Zaccaria, Daniele, Michael, Azariah ed Ezra lo Sofer; Nehemiah figlio di Hachaliah, Mordechai e Zerubavel figlio di Shealtiel si aggregarono a loro profeti di pace: 120 anziani, dall'artigiano al fabbro alle loro discendenze. Compresero i primi precetti, presero le decisioni, rinnovarono nuovi editti. Dopo questa congregazione vi furono i primi Rabbanim che si ricordano nella Mishnah, cioè Shimon il giusto, gran sacerdote in quel tempo.
E, come si racconta, gli anziani dopo di loro fino a Rabbeinu il Santo, a lui sia pace. Egli unificò nella sua generazione i detti dei maestri. Rabbeinu il Santo si chiamava Giuda. Egli fu nella saggezza, nella completezza e nella pietà come fu detto: da Mosè a Rabbi non fu vista Torah e grandezza riunita in un solo posto. Era primo nella pietà e nella modestia come è detto ancora (Mishnah Sotah): fu pieno Rabbi di rugiada di modestia e si guardò dal peccato. Era splendido nella parola ed era eminente.
I sei ordini della Mishnah
Rabbi ordinò questo libro secondo gli argomenti, e lo divise in sei trattati:
- Il primo trattato riguarda le Mitzvot che sono obblighi concernenti l'agricoltura: le miscele dei semi, l'anno sabbatico, la circoncisione degli alberi novelli, le offerte e le decime, le offerte di nutrimento.
- Il secondo trattato riguarda capitoli sulle scadenze dell'anno e sulle feste, e i precetti obbligatori in esse e la tradizione dei precetti e ciò che è tramandato in essi e ciò che è permesso, e ciò che è conveniente, dividendo in ogni capitolo i giudizi sulle Mitzvot.
- Il terzo trattato riguarda gli sposi, distingue i precetti che riguardano gli uomini e le donne e la relazione fra di loro come: il levirato, lo scalzamento, il contratto matrimoniale, i matrimoni e i divorzi, e ciò che si dice in ogni capitolo su queste cose.
- Nel quarto trattato si tratta dei precetti e delle dispute fra un uomo e il suo prossimo, sui commerci, sulle opere e sui doni, sui rapporti di lavoro, sui terreni agricoli e simili.
- Il quinto trattato riguarda i ragionamenti sui sacrifici come è tramandato dalla tradizione e dalle disquisizioni riguardanti questi argomenti.
- Il sesto trattato riguarda i ragionamenti concernenti le cose pure.
Note:
- L'introduzione (Hakdamah) è usata da tutti i maestri dell'epoca per esporre le proprie idee sulla struttura del testo sacro. Qui è un vero e proprio diluvio di brevi citazioni bibliche e talmudiche messe come un fine tessuto o un mosaico multicolore. Torna.
- Offriamo qui alcuni stralci della prefazione alla Mishnah di Rambam, tradotti dall'ebraico da L. Tagliacozzo. Torna.