La storia del pensiero scacchistico annovera numerosi e notevoli giocatori che, attraverso i loro scritti e le loro partite, hanno consentito all'intero popolo dei giocatori dilettanti di raggiungere un'elevata comprensione degli scacchi nei loro aspetti strategici e tattici.
Tra questi scelgo tre giocatori: Emanuel Lasker, Aaron Nimzowitsch (Niemzowitsch) e Robert James Fischer. I primi due sono giocatori ebrei, mentre il terzo è di origine ebraica.
Nel loro pensiero si intravede, chiaramente, una matrice distintiva di tutti i grandi pensatori ebraici: l'originalità e la profondità di comprensione e di analisi della realtà della quale parlano. L'originalità si manifesta nella semplicità delle soluzioni di problemi preesistenti, solitamente mai risolti o risolti in modo poco efficiente, e nella capacità di porre nuove problematiche, alcune delle quali notevolmente anticipate nel tempo. La profondità è solo una caratteristica intrinseca dell'originalità.
Lasker è caratterizzato dalla seconda manifestazione dell'originalità. Infatti col suo gioco, che è stato definito molto psicologico, ha posto problematiche nuove, sintetizzabili con queste domande: — Qual è la mossa migliore, quella oggettivamente rispondente alla posizione creatasi sulla scacchiera o quella più fastidiosa, in termini psicologici, all'avversario? E se è vera la seconda possibilità, qual è il metodo per capire quali sono le mosse che l'avversario non gradisce?
Molto superficialmente è stato affibbiato il termine psicologico allo stile, ossia al metodo di gioco di Lasker. In realtà bisogna distinguere due aspetti dello stesso stile. Il primo riguarda l'applicazione del metodo di gioco, consistente nell'eseguire mosse psicologicamente fastidiose all'avversario, anche se oggettivamente dubbie, a giocatori che Lasker conosceva bene.
Infatti, frequentando gli stessi giocatori ai vari tornei, Lasker ha avuto la possibilità di studiarli, registrando le loro preferenze sia nel campo delle aperture che nella conduzione del gioco, ricavando direttamente dai loro comportamenti le indicazioni pratiche da attuare nel confronto diretto.
Esempio: se ad x piace molto giocare con la coppia degli alfieri, allora cercherò di impostare la partita in modo tale che avvengano delle semplificazioni di uno dei due alfieri oppure cercherò forzatamente di eliminarli, anche al costo di effettuare mosse dubbie (mosse che indeboliscono la propria posizione, anche se in maniera non decisiva). Questo aspetto dello stile di Lasker non è definibile come psicologico, bensì come normale prassi quando ci si ritrova a giocare con le stesse persone.
(fine prima parte)