Moses Ben Maimon, conosciuto come Maimonide o Rambam, nacque nel 1135 a Cordoba. Medico, rabbino e filosofo, la sua figura giganteggia nel Medioevo per la capacità di sintetizzare la cultura araba ed ebraica, portando innovazione nella medicina, nella codificazione della legge e nella filosofia razionalista.

Moses Ben Maimon nacque nel 1135 a Cordoba, Spagna, da una famiglia dotta. Suo padre, medico, rabbino e giudice, notò la precocità del figlio e si preoccupò che fosse istruito sia nella cultura araba che ebraica. Nel periodo giovanile, la sua famiglia, a causa delle persecuzioni religiose dell'epoca, dovette fuggire molte volte, prima in Marocco e in seguito in Palestina. Finalmente si stabilirono al Cairo, in Egitto, dove furono cordialmente accolti come rifugiati religiosi. Questa fu la sua casa per il resto della vita. La sua molteplice e significativa preparazione contribuì alle sue esperienze in tre campi separati, dalle quali trasse fama e notorietà: medicina, religione e filosofia. La fama di Maimonide non fu dovuta solamente alla larga e approfondita conoscenza di ciascuna di queste branche del sapere, ma il suo genio particolare fu nel sintetizzarle tutte e tre.

Durante la sua residenza a Fez, in Marocco, Maimonide studiò l'evoluta medicina araba del tempo. Quando la sua famiglia cominciò a risiedere al Cairo la sua reputazione come medico cominciò a crescere. Fu nominato medico alla corte di Al Malik Al Afdal Saladin, il Vizir d'Egitto. Maimonide ebbe molti punti di vista controversi sulle fondamenta della medicina, alcuni dei quali sono ancora oggi dibattuti. Maimonide affermò che la mente ha un diretto effetto sul corpo e che il corpo non può essere guarito se la mente non è messa in sintonia col processo curativo. Questo fu un concetto rivoluzionario per quell'epoca.

Fu un uomo sensibile. Durante la sua pratica fra i musulmani, Maimonide fu attento a non offendere i loro principi religiosi e rispettò la loro credenza che tutto fosse predestinato durante l'esistenza terrena. Riconobbe anche la loro convinzione che il momento della morte è prestabilito da una forza più alta. Raccomandò lo studio della filosofia come un addestramento per sviluppare un equilibrio mentale e morale al fine di raggiungere una calma vitale per la salute e la longevità.

Durante il suo soggiorno al Cairo, Maimonide fu autore di dodici trattati sulla salute in arabo, contribuì molto alla scienza medica del tempo. Fra le sue più brillanti opere ci furono commentari su asma, emorroidi, ipocondria, veleni e il concetto dell'arte medica. Compilò anche il primo e organizzato glossario di medicine e medicinali. Durante le cure del nipote del sultano, che soffriva di disordini sessuali, ebbe modo di studiare il problema e in seguito scrisse vari documenti su igiene, impotenza, priapismo e afrodisiaci.

Concludendo, Maimonide portò un approccio scientifico ed empirico, applicato con osservazione accurata, sperimentazione e analisi, per guarire e risolvere una malattia. Maimonide era solito citare: — La pratica medica non è soltanto il lavoro di mani che magliano e tessono, ma deve essere ispirato dall'anima, ricolmato di comprensione, e fornito del dono dell'osservazione acuta. Questo era un concetto nuovo fra i medici del tempo che lavoravano primariamente sul corpo come meccanici piuttosto che da scienziati.

Cresciuto, educato e istruito da rabbini, Maimonide fornì all'ebraismo una dottrina estesa e profonda che si fece già apprezzare dalla gioventù. A venti anni aveva già scritto un commentario sulla Mishnah intitolato Sefer-Ha-Mitzvot (Libro dei comandamenti). Uno dei suoi lavori più grandi fu la codificazione del Talmud. Il Medioevo fu marcato da uno sconvolgimento continuo fra il popolo ebraico causato da persecuzioni religiose molto estese. Si può affermare che Maimonide scrisse il Mishneh Torah (Ripetizione della legge) per assicurare che la sua gente potesse afferrare fermamente il Pentateuco come un mezzo per rafforzare le loro credenze religiose, al fine di costituire uno scudo dai pregiudizi esterni.

Prima di quest'opera era difficile per l'uomo comune trovare informazioni e regole certe a proposito di un certo argomento nel Talmud. Maimonide mise tutte le leggi del Pentateuco e quasi tutte quelle della Mishnah e della Ghemarah in un logico e organizzato codice che chiarificò le dottrine tradizionali sui precetti, canoni, dogmi e rituali. Prese i due Talmud e li divise in quattordici libri creando il Mishneh Torah. Certi circoli altamente intellettuali, che erano rimasti perplessi dal Talmud, avevano ora una nuova fonte di chiarimento. Nella sua introduzione al Mishneh Torah affermò: — Ho intitolato questo lavoro Mishneh Torah per la ragione che una persona che prima consulta la legge scritta e dopo questa compilazione, conoscerà tutta la legge senza avere bisogno di consultare alcun altro libro.

Le sue idee influenzarono largamente anche il secolo successivo. Questa influenza fu dovuta dalla facilità di lettura dei suoi insegnamenti, scritti in maniera molto popolare, al punto che studiosi e rabbini temettero che gli studi di Maimonide avrebbero sostituito rapidamente la lettura del Talmud stesso. Ciononostante, appena la sua fama crebbe, i suoi libri furono, e lo sono tuttora, consultati da studiosi ebrei e non di tutto il mondo. Un principio controverso dei suoi pensieri era l'opposizione forte ai movimenti messianici, i quali erano molto popolari tra le masse degli ebrei perseguitate: infatti, molti ebrei sostenevano la loro convinzione nell'arrivo eventuale di un salvatore. Maimonide era un pragmatista. Voleva che la gente facesse affidamento su ragione e fede e specialmente si preoccupava dell'interferenza dell'occultismo e dell'astrologia in particolare, dottrine praticate in quel tempo.

Durante la sua vita Maimonide si potrebbe classificare fra la lunga serie di pensatori che hanno tentato di conciliare il pensiero logico con gli insegnamenti spirituali. A 16 anni, Maimonide scrisse un sommario sulla logica. Sostenne che ragione e fede erano fonti gemelle di rivelazione e come tali non erano incompatibili fra loro, la verità di una non negava la verità dell'altra. Maimonide si batté per la perfezione intellettuale e credette che la conoscenza della verità teoretica è la meta più alta per gli uomini.

A suo parere lo studioso poteva apprendere la logica aristotelica del mondo fisico o la pratica sociale quotidiana di esistenza terrena e l'uso delle istruzioni di D-o per la creatività nella vita personale. In definitiva Maimonide credette che l'uomo comune può conoscere il suo mondo giorno per giorno attraverso una chiara comprensione di giusto e sbagliato, guidato dai dirigenti politici della società. Egli potrebbe conoscere attraverso l'ispirazione di D-o e la fede guadagnate attraverso lo studio e le istruzioni delle sacre scritture. L'uomo superiore potrebbe raggiungere il livello più alto di conoscenza intellettuale attraverso gli studi di fisici e metafisici. Le volontà di D-o, assolute e finali, devono essere rispettate malgrado la spinta e l'attrazione dei desideri personali e della società.

Maimonide cercò uno strumento per esprimere realtà fisiche, in maniera di aggirare il pericolo costituito dalle verità filosofiche per le dottrine religiose tradizionali. Questo l'ha condotto a essere autore del suo migliore e durevole lavoro, Guida dei perplessi, il quale ebbe una grande influenza sul cristianesimo, particolarmente sui grandi pensatori cattolici Alberto Magno e Tommaso d'Aquino. Entrambi questi filosofi religiosi erano discendenti della tradizione empirica aristotelica alla quale anche Maimonide aveva aderito.

Per ironia della sorte questo libro fu scarsamente gradito nella comunità ebraica. Da allora Maimonide fu ritenuto un patrocinatore dello studio e dell'analisi filosofica, in aggiunta all'insegnamento della fede religiosa. A dispetto delle sue opere controverse, così grande fu la sua contribuzione all'ebraismo che Maimonide spesso fu chiamato "il secondo Mosè".