Akavyah ben Mahalalel è l'autore della celebre massima di mAvot 3:1: — Rifletti su tre cose e non cadrai in balia del peccato: sappi da dove vieni, dove vai e davanti a Chi dovrai rendere conto della tua vita.

La bellezza e la fama di questa frase non gli impedì di avere una vita assai travagliata, in quanto in diverse occasioni dissentì dalla maggioranza, la quale si risentì oltremodo.

Secondo una versione tramandata da mEduyyot 5:6, la maggioranza in questione volle usare con lui il bastone e la carota: il bastone era la scomunica, la carota la promozione ad Av Bet Din (Presidente del Tribunale). Ma il nostro eroe rifiutò, dicendo che per lui era meglio essere considerato pazzo dagli uomini che malvagio davanti a D-o, tantopiù che la gente avrebbe detto che lui aveva ritrattato solo per amore del potere.

Curiosamente, sul letto di morte l'impenitente Akavyah volle consigliare al figlio di attenersi al parere della maggioranza; il figlio voleva da lui parole di raccomandazione, che il nostro eroe però rifiutò di dire, rispondendogli invece che sarebbero state le sue azioni a raccomandarlo per il bene o per il male (mEduyyot 5:7).

Non che tanta nobiltà d'animo gli sia servita a molto: il medesimo trattato mishnico dice che il tribunale rabbinico lapidò la sua bara post mortem.

Ma ci sono altre versioni: R. Kahana lo considerava un "anziano ribelle" (ovvero, colui che dava pareri legali contrari a una decisione del Sinedrio), ma gli fu risparmiata l'esecuzione capitale perché i suoi pareri si rifacevano a una tradizione (bSanhedrin 88a).

Altri invece sostennero che la scomunica non ci fu mai; come disse Judah b. Ilai (mEduyyot 5:6): — D-o non voglia che si pensi che Akavyah fosse stato scomunicato, perché il cortile del Tempio non fu mai chiuso in faccia a nessun uomo in Israele di tanto gran sapienza e timore del peccato come Akavyah ben Mahalalel!

Il lettore decida a quali versioni dar credito, tenendo presente che si sa per certo che un altro famoso tannaita, Eliezer Ben Hyrcanus, fu scomunicato in vita e coperto di onori post mortem.