Ele'azar Ben Charsom era un Sommo Sacerdote noto per due elementi contrastanti: la sua solida dottrina e la sua proverbiale ricchezza. Nel Talmud (bQiddushin 49b) si avverte scherzosamente che, se un uomo si fidanza con una donna a condizione che lei sia ricca, non è necessario che lo sia quanto il nostro eroe affinché il fidanzamento sia considerato valido!

Sulla ricchezza di Ele'azar Ben Charsom circolano molte leggende, sebbene l'epoca precisa in cui visse rimanga incerta. Il trattato bYoma 35b riporta che amava lo studio della Torah a tal punto da viaggiare di città in città con un semplice sacco di farina sulle spalle pur di apprendere, trascurando totalmente la gestione dei suoi immensi possedimenti.

Proprio per questo suo stile di vita, egli veniva citato come esempio contro quei ricchi che si giustificavano dicendo di essere troppo occupati negli affari per dedicarsi allo studio: se Ele'azar, con le sue migliaia di villaggi e navi, trovava il tempo per la Torah, nessuno poteva avere scuse.

Il martirio
Alcune tradizioni lo annoverano tra i Dieci Martiri (Asarah Harugei HaMalchut) messi a morte dall'imperatore Adriano per aver sfidato il divieto di insegnare la Legge ebraica. Sebbene il più celebre tra loro sia Rabbi Aqiva, la figura di Ele'azar Ben Charsom incarna il sacrificio della ricchezza materiale in favore della sapienza spirituale.

Tuttavia, le fonti storiche su questo specifico evento sono scarse e la narrazione dei dieci martiri fonde spesso dati storici con elementi elegiaci e liturgici.