Eli'ezer Ben Hyrcanus è il Rabbi Eli'ezer protagonista della celeberrima discussione di bBava Metzi'a 59b (il forno di Akhnai), in cui egli produsse miracoli per sostenere la sua tesi, ma fu sconfitto perché la Torah "non è in cielo", ma affidata all'interpretazione della maggioranza dei Saggi.

Molte sono le leggende su Rabbi Eli'ezer, tra cui quella che lo voleva figlio di un uomo molto ricco (Hyrcanus); ma egli abbandonò gli agi della dimora paterna per andare a studiare da Yochanan Ben Zaqqay.

Gli anni dei suoi studi furono poveri materialmente, ma intellettualmente fecondi, tanto che la leggenda dice che il padre Hyrcanus si era recato alla scuola di Yochanan Ben Zaqqay per diseredarlo, ma quando vide e ascoltò il figlio dar lezione, volle addirittura renderlo erede universale (cosa che Eli'ezer rifiutò).

Meno leggendarie sono le lodi che tributava a lui il suo maestro, che diceva che a pesare la sapienza dei Saggi d'Israele, quella di Eli'ezer avrebbe superato quella di tutti gli altri messi insieme.

Altri motivi di lode erano la grande memoria di Rabbi Eli'ezer (paragonata a una cisterna o a un vaso perfettamente impermeabili) e il suo impegno nello studio: non lo si trovava mai senza far niente, ma sempre con il libro in mano; e quando parlava, ripeteva scrupolosamente quello che gli era stato insegnato.

Quando Yochanan Ben Zaqqay dovette uscire dalle mura di Gerusalemme fingendosi morto, Rabbi Eli'ezer fu tra coloro che portarono la bara e beffarono le guardie; e dopo la distruzione del Tempio, fu nella delegazione inviata a Roma per ottenere concessioni.

Sua moglie, Imma Shalom, era la sorella di Rabban Gamaliel, e la sua scuola fu tanto famosa (grazie a lui e grazie ad allievi del calibro di Rabbi Akiva) che il versetto "Giustizia, giustizia seguirai" (Deuteronomio 16:20) fu così inteso: — Segui le opinioni della corte di Yochanan Ben Zaqqai, le opinioni della corte di Rabbi Eli'ezer Ben Hyrcanus.

L'orientamento giurisprudenziale di Rabbi Eli'ezer era fortemente conservatore: la sua grande memoria gli faceva ricordare antiche halakhot, che riteneva tuttora vincolanti malgrado i suoi colleghi ritenessero possibile e opportuno adeguare la normativa.

Fu detto per questo "seguace di Shammay", grande caposcuola conservatore dei Farisei, e la discussione che ho prima citato fu probabilmente l'ultima goccia che indusse i suoi colleghi a scomunicarlo.

Egli era fortemente antiromano (e abbastanza anti-gentile), e fu per questo forse che stabilì che le armi andavano considerate "ornamenti", che potevano perciò essere "indossate" anche di Sabato e portate dentro e fuori casa in quel giorno: una norma del genere rendeva addirittura più facile trasportare le armi delle vettovaglie!

Rabbi Eli'ezer si vantava della propria cultura tanto che, prossimo a morte, la paragonava alla tavolozza di un pittore di cui il pennello (la cultura dei suoi allievi) era riuscito ad assorbire solo alcune gocce.

Considerato che tra i suoi allievi c'era Rabbi Akiva, si trattava di un'affermazione al limite del temerario; ma quando Rabbi Eli'ezer venne a mancare, i suoi allievi caddero nella disperazione (Rabbi Akiva non si stracciò solo le vesti: si strappò tutti i capelli), e coloro che lo avevano scomunicato si resero conto di aver escluso dalla comunità dei Saggi un grande maestro.

Le sue halakhot, prima censurate, furono riammesse nel dibattito, e in alcuni casi l'halakhah segue queste norme, circondate da un certo timore reverenziale, forse dovuto al senso di colpa per aver rifiutato di discuterle mentre il loro autore era vivo, e avrebbe potuto perfezionarle.