Più che un Saggio, questi è il protagonista di una poetica leggenda (bShabbat 49a).

I Romani avevano decretato che chiunque avesse indossato i Tefillin avrebbe avuto il suo cranio trafitto — ma Elisha violò il divieto andando a passeggio con i Tefillin in testa.

Un questore romano lo vide, gli intimò inutilmente l'alt, e lo inseguì. Elisha si tolse i Tefillin dal capo e li chiuse dentro il pugno.

Quando il Romano lo raggiunse, gli chiese: — Che hai in mano?, ed Elisha rispose: — Ali di colomba; aprì la mano, e quelle aveva!

Per questo fu soprannominato Ba'al Kenafayim (Dotato d'un paio d'ali), e si diceva che chi non era come il nostro eroe pronto a rischiar la vita pur d'indossare i Tefillin, non era degno di metterli.

C'è chi dice che in origine le ali di colomba fossero un'allusione allo scrupolo con cui il nostro eroe teneva pure le mani; e Giulio Busi ritiene che il brano talmudico in questione testimoni che i Tefillin un tempo non venivano indossati soltanto durante la preghiera del mattino, ma tutto il giorno e anche, appunto, a passeggio.

Ma credo che in questo caso sia più bella la leggenda.