Ben Bag Bag e Ben He He sono due figure avvolte nel mistero. I loro nomi sembrano simbolici e diverse fonti (come la Tosefta e il Machazor Vitry) suggeriscono che possano essere pseudonimi per lo stesso individuo. Per questa ragione, la tradizione e lo studio storiografico li trattano spesso congiuntamente.
A Ben Bag Bag è attribuito uno dei detti più celebri del trattato Avot (5:25): "Girala e rigirala [la Torah], perché in essa c'è tutto; contemplala, incanutisci e invecchia con lei...". Questo insegnamento sottolinea l'infinitezza della sapienza biblica, capace di rinnovarsi a ogni lettura. Tuttavia, altre fonti attribuiscono questa massima direttamente a Hillel il Vecchio.
Un aspetto curioso della sua giurisprudenza riguarda la tutela della proprietà: egli sosteneva che se una persona intende riprendersi un bene proprio indebitamente sottratto, non deve agire con circospezione (per evitare l'accusa di furto), ma deve farlo apertamente, dichiarando con forza il proprio diritto. È bene ricordare che tale comportamento, pur ammesso dall'Halakhah in certi contesti, è sanzionato dal diritto italiano come esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
L'ipotesi del proselita
Alcuni studiosi identificano Ben Bag Bag con il celebre pagano che sfidò Hillel chiedendogli di spiegare l'intera Torah nel tempo in cui si può restare in equilibrio su un solo piede. Hillel rispose con la celebre Regola d'Oro: "Ciò che è odioso a te, non farlo al tuo prossimo".
A Ben He He è invece attribuita la massima (Avot 5:26): "La ricompensa è proporzionale all'impegno" (Lefum tza'ara agra). Anche in questo caso, il legame con Hillel è fortissimo: il Talmud riporta numerosi dialoghi tra i due, suggerendo un rapporto maestro-allievo.
Simbolismo dei nomi
L'origine di questi nomi bizzarri è stata interpretata in chiave crittografica:
- Ben Bag Bag: Le lettere B-G (Bet e Gimel) hanno valore numerico 2 e 3, la cui somma è 5, corrispondente alla lettera He (ה).
- Ben He He: Potrebbe significare "Figlio di Abramo (Abraham) e Sara (Sarah)", i cui nomi furono cambiati da Dio con l'aggiunta della lettera He. Questo indicherebbe che i due maestri erano proseliti (convertiti), che assumevano nomi in codice per proteggersi dalle autorità romane durante periodi di persecuzione.
Di costoro non si sa purtroppo molto di più, ma le loro brevi massime restano pietre miliari dell'etica ebraica.