Nel numero di novembre della rivista "Nigrizia" compare un lungo e interessante servizio sui berberi del Nordafrica, sui loro difficili rapporti con i compatrioti arabi (specialmente in Marocco e Algeria) e sui loro sforzi di riappropriarsi della propria identità etnica, culturale e linguistica — un percorso simile a quello dei sardi, ma con ostacoli molto più seri.
Due sono gli aspetti che interessano questo newsgroup: il primo è che i redattori di Nigrizia hanno trascurato la storia degli "ebrei berberi"; il secondo è una curiosità sul tifinagh, l'antico alfabeto berbero.
Sugli ebrei berberi si hanno più congetture che notizie certe. Pare che gli ebrei non mancassero neppure a Cartagine e che la Diaspora avesse raggiunto il Marocco già prima della distruzione del Secondo Tempio. Molti degli ebrei della Cirenaica, scampati alla repressione del 115-116 e.v., si rifugiarono tra i berberi della Libia occidentale. Il proselitismo ebraico dei primi secoli dell'era volgare ebbe tale successo tra le popolazioni berbere da suscitare l'indignazione di Agostino e Tertulliano (anch'essi di origine nordafricana); diversi reperti archeologici sembrano confermare questo quadro.
I bizantini obbligarono altri ebrei a rifugiarsi tra i berberi e lo storico arabo Ibn Khaldun sostiene che, al tempo della conquista islamica del Nordafrica, gli arabi trovarono un gran numero di ebrei berberi. Ibn Khaldun racconta inoltre la storia di Dehiyya al-Kahina, regina della tribù berbero-ebraica di Jarawa. Nel 694 e.v., galvanizzando l'orgoglio dei suoi sudditi e alleandosi con le comunità cristiane, la regina iniziò una campagna militare che inflisse sonore sconfitte agli eserciti arabi tra Tunisia e Algeria, finché non morì in battaglia nel 702.
Secondo la tradizione, cinquantamila ebrei berberi preferirono la morte alla conversione all'Islam; gli altri, tuttavia, sarebbero diventati parte essenziale della forza che avrebbe poi conquistato la Spagna visigota. È una storia in cui è difficile distinguere il leggendario dallo storico, ma che merita di essere conosciuta.
Fino al 1956, molte località dell'Atlante conservarono il proprio mellah (quartiere ebraico), dove le attività prevalenti erano la lavorazione dei metalli, il commercio e la produzione vinicola. Dopo la fondazione dello Stato d'Israele, la maggior parte degli abitanti di queste località fece 'aliyah, ponendo fine a queste antiche comunità.
Per quanto riguarda la curiosità linguistica, le lingue berbere sono "camitiche", con una parentela riconoscibile ma remota con le lingue semitiche. Il tifinagh è il più antico degli alfabeti berberi, probabilmente derivato da quello fenicio-punico usato dai cartaginesi. Sebbene sia usato raramente per la scrittura quotidiana, sopravvive nella calligrafia artistica e nell'identità culturale dei Tuareg.