I Doenmeh (termine turco per "apostata") sono i seguaci di Shabbetay Tzevi che, dopo la conversione di quest'ultimo all'Islam per salvarsi la vita, ne seguirono l'esempio pur mantenendo credenze messianiche segrete. Dal punto di vista ebraico, essi sono considerati minim (eretici) e non sono riconosciuti come parte del popolo ebraico: non fanno minyan, la loro macellazione non è kasher e i loro rotoli della Legge non sono ritualmente validi.

Da quando i Giovani Turchi, nel luglio 1908, vinsero la loro rivoluzione, c'è chi continua a prendere a pretesto la presenza di Doenmeh tra i loro quadri per dichiarare la loro rivoluzione nata da un complotto giudaico.

Chi conosce i rapporti tra la Repubblica Turca ed i suoi ebrei nel corso del XX secolo EV di queste affermazioni ride; ma per chi non sa queste cose ho dovuto scrivere questo documento.

I Doenmeh (parola turca che significa "apostata") sono le persone che hanno continuato a credere che Shabbetay Tzevi fosse il Messia anche dopo ch'egli, per salvarsi la vita, s'era convertito all'Islam — e seguirono il suo esempio.

Dal punto di vista ebraico, essi sono considerati minim (eretici): se in una sinagoga ebrea ci sono 9 ebrei ed 1 Doenmeh, non si recita il Qaddish, non si ripete l'Amidah ad alta voce, non si proclama la Qedushah — perché i Doenmeh non fanno minyan.

Se un Doenmeh macella un bove o pigia l'uva, carne e vino non sono kasher. Se un Doenmeh verga un Rotolo della Legge, tanto di cappello, ma anche se ha fatto un buon lavoro il suo rotolo non è ritualmente valido.

Gershom Scholem, nella voce "Doenmeh" dell'Encyclopaedia Judaica, aggiunse che i Doenmeh vivevano a Salonicco in quartieri diversi da quelli degli ebrei, e credo che questo lo abbiano voluto gli ebrei, non i Doenmeh.

Infatti, se in un palazzo od una via vivono solo ebrei, è facile costituire un eruv che semplifichi notevolmente l'osservanza del Sabato; se in mezzo a loro c'è anche una sola famiglia non-ebrea, questa può impedire la costituzione dell'eruv e rendere il Sabato un supplizio e non una gioia.

Immagino pertanto che, una volta costituita l'"eresia" dei "Doenmeh", gli ebrei di Salonicco abbiano fatto di tutto per levarseli di torno perché non li riconoscevano più come ebrei.

Questo dovrebbe bastare a dimostrare che i turchi, che anche dopo l'abolizione del sistema del millet continuavano a considerare i "Doenmeh" un gruppo diverso dagli "ebrei", avevano perfettamente ragione, e che le (notevoli) conquiste dei Doenmeh all'interno della società turca non vanno necessariamente a vantaggio degli ebrei.

Poiché però ci sono persone a cui queste argomentazioni non bastano, riferisco alcuni sgradevoli eventi che sono capitati agli ebrei in Turchia nel XX secolo EV:

  • Nel 1915 venne imposto l'uso del turco in tutte le scuole del Paese (comprese quelle ebraiche), e da allora la storia e la geografia debbono essere insegnate da turchi (musulmani).
  • Tra le due guerre mondiali si sviluppò in Turchia una potente xenofobia di cui fecero le spese anche le minoranze non-musulmane, sebbene nel 1928 l'Islam cessasse di essere Religione di Stato.
  • Ci sono stati dei ministri doenmeh nei governi turchi, ma nessun ebreo; e tra il 1923 ed il 1924 tutti i funzionari di Stato turchi non musulmani furono destituiti, per il motivo di cui al punto precedente.
  • Agli ebrei (e agli altri non-musulmani, salvo i Doenmeh, che nella maggior parte dei casi erano equiparati ai musulmani) fu di fatto vietato l'accesso alle accademie militari e, quando erano coscritti, non venivano preparati a combattere, ma inviati a lavori pesanti come la costruzione di strade.
  • Nel 1924 lo Stato impose alle scuole dell'Alliance Israélite Universelle in Turchia di rompere i rapporti con la casa madre a Parigi, di insegnare o in turco o in ebraico e di adottare i programmi scolastici ufficiali.
  • Poiché rari erano gli ebrei padroni della Lingua Santa (la maggior parte di loro parlava il Ladino o Giudeo-Spagnolo), essi dovettero rassegnarsi alla turchizzazione; poiché inoltre venne abolito l'insegnamento della religione, le possibilità di imparare l'ebraico crollarono.
  • Nel 1931 fu vietato ai cittadini turchi di frequentare scuole elementari straniere (come ad esempio quelle dell'Alliance).
  • Nel 1934 fu vietato a coloro che non erano di madrelingua turca di fondare un nuovo gruppo, villaggio, quartiere, associazione operaia o artigiana.
  • Durante la Seconda Guerra Mondiale i turchi furono sordi, come e più delle altre nazioni occidentali, alle suppliche di chi stava cercando di sfuggire alla Shoah — tristemente famoso il caso della nave Struma.
  • Il colpo di grazia alla teoria che vede lo zampino ebraico dietro la nascita della Turchia kemalista lo dà l'imposta straordinaria del 1942: perché gli ebrei avrebbero dovuto far nascere uno Stato che gliel'avrebbe fatta pagare così cara?

Nel 1942, con la scusa di tassare i superprofitti che la guerra aveva consentito anche alla Turchia neutrale di accumulare, fu introdotta un'imposta sul capitale. La legge distingueva quattro categorie di contribuenti:

  • Stranieri residenti;
  • Non-musulmani;
  • Musulmani;
  • Doenmeh.

L'imposta non venne applicata sulla base di un accertamento fiscale, ma a discrezione di apposite commissioni composte da funzionari di Stato ed uomini d'affari musulmani. Queste commissioni agirono spesso in modo arbitrario, allo scopo di nuocere a pericolosi concorrenti non-musulmani.

Il risultato fu che, secondo alcune stime:

  • L'aliquota media per i musulmani fu del 5% del reddito annuo;
  • L'aliquota per i greci fu del 156% del reddito;
  • L'aliquota per gli ebrei fu del 179%;
  • L'aliquota per gli armeni (superstiti al genocidio) fu del 232%.

Molti non-musulmani si trovarono a dover pagare un'imposta molto superiore all'intero loro patrimonio, e chi non ci riuscì fu deportato e mandato ai lavori forzati.

Quando l'imposta fu abolita, nel 1944, il fisco era riuscito a raccogliere il 74,11% delle somme iscritte a ruolo; il 53% fu pagato dai non-musulmani, il 36,5% dai musulmani, il 10,5% dagli stranieri.

Non per nulla la maggior parte degli ebrei turchi fece fagotto nel 1949, quando furono aperte le frontiere e poterono emigrare in Israele!

Le informazioni sono tratte dal libro:
BENBASSA, E.; RODRIGUE, A.
Storia degli Ebrei Sefarditi
Torino, Einaudi 2004
ISBN 88-06-16821-5

Ecco tutto; posso aggiungere che ogni tanto si favoleggia che Mustafa Kemal Atatürk fosse un Doenmeh, ma il Governo turco continua a smentire, e non so quali prove abbia chi sostiene questo.