Dalla rivoluzione dei Giovani Turchi del luglio 1908, alcuni continuano a usare la presenza dei Doenmeh tra i quadri rivoluzionari come pretesto per definire la rivoluzione un "complotto giudaico". Questo documento mira a chiarire la reale natura dei rapporti tra la Repubblica Turca e gli ebrei nel XX secolo.

I Doenmeh (termine turco per "apostata") sono i seguaci di Shabbetay Tzevi che, dopo la conversione di quest'ultimo all'Islam per salvarsi la vita, ne seguirono l'esempio pur mantenendo credenze messianiche segrete. Dal punto di vista ebraico, essi sono considerati minim (eretici) e non sono riconosciuti come parte del popolo ebraico: non fanno minyan, la loro macellazione non è kasher e i loro rotoli della Legge non sono ritualmente validi.

A Salonicco, i Doenmeh vivevano in quartieri separati. Gli ebrei stessi cercavano di distanziarsene per non compromettere l'osservanza del Sabato (legata alla costituzione dell'eruv). È fondamentale comprendere che le conquiste dei Doenmeh nella società turca non andarono a vantaggio degli ebrei, i quali subirono invece pesanti restrizioni nel corso del Novecento.

La discriminazione degli ebrei nella Turchia moderna

Ecco alcuni eventi che smentiscono la tesi del "governo filosemita":

  • Turchizzazione forzata: Dal 1915 fu imposto l'uso del turco in tutte le scuole ebraiche; nel 1924 fu imposta la rottura dei legami tra le scuole dell'Alliance Israélite Universelle e la sede di Parigi.
  • Esclusione dalle cariche: Tra il 1923 e il 1924 tutti i funzionari di Stato non musulmani furono destituiti. Mentre vi furono ministri Doenmeh, non vi fu mai un ministro ebreo.
  • Servizio militare penalizzante: Agli ebrei era vietato l'accesso alle accademie; venivano inviati a lavori forzati (costruzione di strade) anziché al combattimento.
  • Leggi restrittive: Nel 1934 fu vietato a chi non era di madrelingua turca di fondare associazioni o quartieri.

Il colpo di grazia: l'imposta straordinaria (Varlık Vergisi) del 1942

Nel 1942 fu introdotta un'imposta sul capitale che smaschera definitivamente la natura del regime. La legge classificava i contribuenti in quattro categorie discriminatorie, con aliquote fissate arbitrariamente da commissioni di musulmani:

Categoria Contribuente Aliquota media (stima sul reddito annuo)
Musulmani ~5%
Stranieri residenti Simile ai musulmani
Doenmeh Categoria intermedia (spesso tassata il doppio dei musulmani)
Greci 156%
Ebrei 179%
Armeni 232%

Molti non musulmani dovettero pagare cifre superiori al loro intero patrimonio; chi non riusciva a pagare veniva deportato ai lavori forzati (famoso il campo di Aşkale). Nel 1949, non appena le frontiere furono aperte, la maggior parte degli ebrei turchi scelse di emigrare nel neonato Stato d'Israele.

In conclusione, sebbene si favoleggi che lo stesso Mustafa Kemal Atatürk fosse un Doenmeh, tale ipotesi è costantemente smentita dal governo turco e non poggia su prove documentali solide. La realtà storica è quella di un nazionalismo turco che ha colpito duramente tutte le minoranze religiose.

Dati tratti da: E. Benbassa, A. Rodrigue, "Storia degli Ebrei Sefarditi", Einaudi 2004.