"Il mondo si regge sull'alito dei bambini che vanno a scuola"
La comunità ebraica di Roma è la più antica d'Europa (140 a.C.). Fin dallo stanziamento in Trastevere, studio della Torah e preghiera sono stati i pilastri della sopravvivenza identitaria in terra pagana, mantenendo stretti legami con le scuole di Palestina.
Dall'Antica Roma alle invasioni barbariche
Tra il II e il VI secolo d.C., la popolazione ebraica romana contava circa 40.000 persone, divise in dieci comunità, ognuna con la propria sinagoga e scuola. Figure come Cecilio di Calatte e Giuseppe Flavio diffusero l'amore per la filosofia e le scienze storiche.
Durante le invasioni barbariche, la vita spirituale non si arrestò: biblioteche ricche di manoscritti e scribi provetti assicurarono la copia dei sacri testi, del Talmud e dei commentari, intesi come unica difesa contro il caos esterno.
Il periodo del Ghetto (1555 - 1870)
L'istituzione del Ghetto portò a un progressivo isolamento e impoverimento. Nonostante la miseria, sorsero i Talmud Torah per preservare le tradizioni. Tuttavia, il decadimento culturale tolse gradualmente alla comunità romana il ruolo di guida intellettuale che aveva rivestito in passato.
Dall'Unità d'Italia alle Leggi Razziali
L'apertura del Ghetto nel 1870 rischiò di tradursi in una totale assimilazione. L'illusione che l'emancipazione liberale cancellasse ogni diversità portò a un declino delle istituzioni scolastiche. La riscossa avvenne nel Novecento:
- 1924: Fondazione della scuola elementare sul Lungotevere Sanzio (poi intitolata a Vittorio Polacco).
- Riforma Gentile: Rendendo obbligatorio l'insegnamento cattolico nelle scuole statali, spinse la comunità a creare scuole ebraiche come strumento di autodifesa.
- 1938-1945: Le leggi razziali e la persecuzione paradossalmente risvegliarono una coscienza ebraica sopita, trasformando le scuole medie e il liceo (nati nel 1939) in "fucine di ebraismo".
La ricostruzione del dopoguerra
Dopo la soppressione temporanea post-liberazione, la scuola media venne ricostituita nel 1952. Nel 1956, l'amministrazione deliberò la demolizione del vecchio fabbricato pericolante sul Lungotevere per costruire un edificio moderno capace di ospitare oltre 700 alunni tra elementari e medie.
"Il nuovo edificio costerà centocinquantamilioni di lire! Sta a voi, o ebrei di Roma, risolvere questo problema... per apprendere con la scienza profana quella ebraica sacra e tradizionale."
L'appello finale richiama la generosità della comunità per garantire un futuro alle nuove generazioni, unendo nuovamente la "casa di preghiera" alla "casa del libro".