Il documento, redatto da un gruppo di studiosi fascisti sotto l'egida del Ministero della Cultura Popolare, espone i dieci punti fondamentali del razzismo biologico italiano. L'assunto di partenza è che le razze umane non sono astrazioni, ma realtà materiali percepibili basate su caratteri fisici e psicologici ereditari.

  1. Esistenza delle razze: Le razze umane corrispondono a una realtà fenomenica e materiale.
  2. Grandi e piccole razze: Oltre ai gruppi maggiori, esistono gruppi minori (nordici, mediterranei, dinarici) che costituiscono le "vere razze" biologiche.
  3. Concetto biologico di razza: La razza è distinta dal popolo o dalla nazione. Le differenze tra i popoli (italiani, tedeschi, turchi) dipendono dalla loro costituzione razziale originaria.
  4. Origine ariana degli Italiani: La popolazione dell'Italia attuale è di origine e civiltà ariana, rimasta pressoché inalterata per millenni.
  5. Stabilità della fisionomia razziale: Si nega l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici dopo l'invasione dei Longobardi. I 44 milioni di italiani di oggi deriverebbero da famiglie che abitano la penisola da almeno un millennio.
  6. La pura razza italiana: L'antica "purezza di sangue" è definita come il più grande titolo di nobiltà della nazione italiana.
  7. Dichiarazione di razzismo: Gli italiani devono proclamarsi francamente razzisti. Il razzismo italiano deve essere biologico, di indirizzo ariano-nordico, per elevare l'italiano a un ideale di superiore coscienza.
  8. Distinzione dai popoli extra-europei: Viene posta una netta distinzione tra i mediterranei d'Europa e i popoli orientali o africani (semiti e camiti).
  9. Esclusione degli ebrei: Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Vengono definiti come l'unica popolazione mai assimilata poiché costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto da quelli che hanno dato origine agli italiani.
  10. Preservazione dei caratteri europei: È vietata l'alterazione dei caratteri fisici e psicologici italiani tramite incroci con razze extra-europee. L'unione è ammissibile solo tra razze del comune ceppo europeo.