MMAX dice: "No... no... museificare mi fa tanto 'estinto'...".

Anche senza arrivare alla genealogia ellenistica dell'idea, è evidente che si mette in un museo qualcosa che non c'è più. In Italia aprono un sacco di musei ebraici e ci sono comunità che vanno scomparendo; sembra un po' il progetto nazista realizzato... in ogni caso vorrei sapere se si aprono musei cattolici, e come i cattolici vedrebbero la trasformazione delle chiese in musei.

Aprire un museo, signori miei, è redditizio: è redditizio perché vendi oggetti d'arte. È redditizio perché gli immobili delle sinagoghe stanno di solito in pieno centro storico... Perché non farci una galleria d'arte, qui? Tanto di ebrei ce ne sono pochi, c'è mica una saletta di là? Possono andare a pregare di là, no?

Diciamola tutta. C'è in Italia chi vorrebbe sostituire alla religione ebraica la religione della memoria della Shoah. Chi legge questo newsgroup lo sa. Per queste persone gli ebrei hanno qualcosa da dire solo quando sono vittime (della persecuzione nazista — di solito, per ora, non di quella stalinista) o diventano materiale per nutrire oleografiche nostalgie (dei fasti del Bund, per esempio).

La religione della memoria, signori miei, è politicamente redditizia. Ed esiste, in Italia, una industria politica della memoria della Shoah. A sinistra e a destra c'è gente che venderebbe tutto l'albero genealogico per annoverare tra i propri lari un sopravvissuto ad Auschwitz. Quelli di destra perché così attesterebbero un avvenuto sdoganamento; quelli di sinistra per continuare la lotta. Sai quanto sarebbe utile contro Fini e Berlusconi; sai quanto sarebbe utile contro Berlusconi e D'Alema. Nota: sempre contro, mai a favore di qualcosa.

Questa gente di ebraismo non sa nulla. Se ne saranno accorti i lettori di questo newsgroup. A questi idolatri della memoria non frega assolutamente nulla dei problemi che sono urgenti per l'ebraismo italiano: il crollo demografico, la necessità di separare politica e religione, il rapporto con le realtà ebraiche europee e di Oltreatlantico — abbiamo in Italia centinaia di ebrei argentini e brasiliani...

Chi coltiva la religione della memoria della Shoah di solito se ne strafrega del futuro dell'ebraismo italiano, perché non è un argomento spendibile politicamente. Facciamoci un bel museo e non parliamone più. Anzi, parliamo degli ebrei, ma di quelli uccisi: sarà utile per condannare Ariel Sharon, avremo ancora più autorità morale. Anzi, rafforziamo questa autorità morale: accanto al museo ebraico facciamo un memoriale dell'Olocausto — che non ho capito perché non possiamo utilizzare quella bella parola greca. Che non ho capito perché gli ebrei pretendono il diritto di chiamare il loro massacro con la loro lingua.

A me i musei non piacciono. Per me il razzismo si combatte in un altro modo.

Nahum