Una precisazione: il tema non l'ho scelto io, ma l'ho accettato perché mi pareva necessario dire qualcosa di "cattivo" e provocatorio. In un confronto onesto, le critiche devono venire fuori subito per stimolare una discussione reale.
Eliminerei subito il termine "post-sionista": lo Stato d'Israele esiste, e il rapporto con l'entità "in fieri" (la Medinah ha-derech) è ormai superato. Il vero punto interrogativo è sul concetto di "nuovo".
Lo shock dell'incontro (1944)
Si veda la polemica tra Giorgio Piperno e i soldati israeliani della Brigata Ebraica arrivati a Roma dopo la Liberazione. Gli ebrei romani li accolsero come un miracolo, ma rimasero scioccati nel vedere questi "nuovi ebrei" accendersi sigarette di sabato davanti alla sinagoga (Bet Ha-Knesset). Gli ebrei italiani, pur assimilati, non avrebbero mai violato pubblicamente il sacro in quel modo. Era il primo segnale di una società che chiedeva di "cambiare abitudini".
Normalizzazione vs Identità
In Eretz Israel si affrontano da sempre due linee:
- La Normalizzazione: l'idea di andare in Israele per essere "un popolo come tutti gli altri", con i propri ladri, truffatori e prostitute. Questa linea è oggi rappresentata da scrittori come Avraham Yehoshua.
- La specificità ebraica: rappresentata dalla voce isolata di Yeshayahu Leibowitz, preoccupato che la società israeliana stia creando "due popoli distinti", entrambi chiamati ebrei ma con valori inconciliabili.
Il rischio della disunione
Cosa c'entriamo noi della Diaspora? Se dialoghiamo solo con una parte di Israele, rischiamo di minare l'unità del popolo ebraico. Dobbiamo fare uno sforzo (Savlanut e Sordanut) per mantenere i rapporti anche con chi non rispecchia il nostro modo di essere. La Diaspora europea ha un rapporto non simmetrico: siamo tributari verso Israele per dottrina, giovani e modelli educativi.
Il dialogo con il mondo cristiano
Il dialogo non è una passeggiata, ma una necessità per eliminare i pregiudizi. Dobbiamo abbattere la teologia della sostituzione: l'idea cristiana che gli ebrei siano un "fossile" terminato nel 70 d.C. Questo confronto ci costringe a studiare noi stessi e ad approfondire il nostro retaggio.
La Lingua Ebraica come collante
Qual è l'elemento strutturale su cui fondare la cultura ebraica? La risposta è la lingua ebraica. Non come lingua straniera, ma come strumento per appropriarsi dell'identità. Dobbiamo creare gruppi di parlatori di ebraico in ogni comunità, perché la lingua declina storicamente chi siamo.
(Trascrizione di un intervento seminariale)