Si parla qui dell'uomo e della sua capacità di danneggiare. Si arriva con un faticoso ragionamento a stabilire che la custodia del corpo umano è grave; compito dell'uomo stesso, il che riguarda sia i danni inferti ad altri che a se stesso (Shemirat HaGuf).
- Ma la natura del DENTE, che non ha intento di danneggiare, non è simile alla natura del CORNO, che ha intenzione di danneggiare. Ma è una conseguenza logica del tipo "de minori ad maiorem". Ora se nel caso del DENTE, ove non c'è intenzione di danneggiare, c'è responsabilità e colpevolezza, nel caso del CORNO, ove c'è (sempre) intenzione di danneggiare non è sempre così.
- Potresti pensare che è simile il caso di uno schiavo o di una schiava. Nel caso dello schiavo o della schiava, non è forse vero che se si pensa che il loro intento fosse quello di danneggiare, tuttavia i padroni sono esenti da colpa?
- Rav Ashi dice: ma uno schiavo o una schiava hanno una particolare ragione per essere esenti? Dato che per esempio un padrone può odiare lo schiavo e lo schiavo per vendetta può incendiare il campo del suo compagno (notate: il padrone viene qui chiamato "prossimo" HAVER, proprio in relazione ad una rappresaglia da parte di uno schiavo). Ciò che rende responsabile il padrone di parecchie centinaia di mine ogni giorno.
- Tuttavia la Mishnah rifiuta questa interpretazione così: La natura del CORNO, ove c'è l'intenzione di danneggiare, non è simile alla natura del DENTE, ove non c'è l'intenzione di danneggiare. E la natura del DENTE, ove c'è gratificazione da questo danno, non è come quella del CORNO, ove non c'è gratificazione nel danneggiare.
- Ma cos'è omesso riguardo al PIEDE? Dice la Mishnah "quando esso danneggia, danneggia obbligatoriamente", e allude al PIEDE. Ma la Mishnah tramanda esplicitamente riguardo al PIEDE? Dice invece Ravah: il Tannah ha pensato "Bue" in riferimento al danno effettuato dal suo piede e "animale pascolante" in relazione al danno inflitto dal suo DENTE.
- Questo è ciò che la Mishnah ci tramanda: la natura del PIEDE, il cui danno è comune, non è come la natura del DENTE, il cui danno non è comune. E la natura del DENTE, ove c'è gratificazione nel danno, non è come la natura del PIEDE, ove non c'è gratificazione nei danni.
- Ma cosa (il Tannah) sottintende? "quando danneggia il suo danno è obbligato" viene ad includere il PIEDE. Ma cosa (il Tannah) insegna esplicitamente sul CORNO? Il Tannah parla solo di coloro che vanno considerati "avvertiti" dall'inizio, ma non parla di coloro che sono da considerare "non avvertiti" all'inizio e diventano "avvertiti" alla fine.
- E Shemuel, perché non parla come Rav (che considera l'animale pascolante come riferentesi all'uomo)? Egli pensa così: se tu pensi che (l'animale pascolante) si riferisca all'uomo, come è tramandato dalla Mishnah: "il Bue avvertito e il Bue che danneggia sulla premessa che vi è un danneggiato, e l'uomo". Ma il Tannah insegna le normative riguardanti l'uomo nella prima parte della Mishnah. D'accordo con Rav, la parte successiva della Mishnah parla dell'uomo.
- Rav ti dice: questa (menzione dell'uomo) serve a contarlo fra l'"avvertito". E d'accordo con Rav: "Il Bue non è come l'animale pascolante". Con ciò la Mishnah sta dicendo che il Bue, che avendo cozzato deve pagare la sua espiazione, non è simile all'uomo che non deve pagare la sua espiazione. E la natura dell'uomo, che è responsabile1 di quattro cose (addizionali), non è simile a quella del Bue, che non ha responsabilità di quattro cose addizionali.
- La caratteristica comune di tutti è la loro natura di danneggiare (Mishnah). Ora, il Bue qual è la sua natura di danneggiare? È il caso del bue "avvertito". Ma nel caso del Bue avvertito è la sua natura di danneggiare? Una volta che il Bue diventa "avvertito" questo è il suo "usuale" comportamento.
- Qual è la natura dell'uomo di danneggiare?
Nel caso dell'uomo che dorme (cioè incosciente). Un uomo in stato di sonno2 ha nella sua natura di danneggiare. - Mishnah: "e l'obbligo di custodirli è su di te". (Ghemarah) Nel caso dell'uomo l'obbligo di custodire il proprio corpo è dell'uomo stesso3.
- Ma d'accordo con il ragionamento (di Shemuel) così è tramandato che Karnah abbia pensato che vi sono quattro danneggiatori principali, e l'uomo sia uno di questi. L'uomo la cui custodia del suo corpo è compito proprio. Infatti come Rabbi Abahu dice ad un Tannah: L'uomo che custodisce egli stesso il suo corpo!
Note:
- Il caso del CORNO e quello del DENTE sono casi del Bue, cioè sono categorie di danni causati da un vivente che si muove e danneggia nel movimento. Abbiamo visto che il Re può essere messo nella categoria del Bue. Cosa è dunque l'uomo che viene indicato nella categoria dell'ANIMALE PASCOLANTE? È evidentemente l'uomo comune, parte del Gregge umano come è scritto "Il Sig-ore è il mio pastore ecc."
- Il caso dello schiavo è quello di un vivente che è custodito, ma ha il libero arbitrio e l'intelligenza, quindi viene considerato MUAD, avvertito.
(I) L'uomo è responsabile sempre per quattro cose: il danno, la pena, le cure mediche e il tempo perduto. La Mishnah aggiunge: anche il disonore procurato. Torna
(M) Lo stato di sonno è chiaramente quello di sonno della coscienza. Torna
(N) L'uomo è dunque il custode di se stesso. "Sono forse il custode di mio fratello?" Torna