In questo Daf si analizzano i criteri secondo cui una piccola quantità di merce proibita può invalidare un'intera partita. Partendo dal caso dell'uovo deposto in un giorno festivo, la discussione approda a un principio generale: quando un oggetto è di tale valore o natura da essere venduto a singole unità (Davar she-be-minyan), anche una sola unità proibita non può essere annullata (neutralizzata) dalla maggioranza, invalidando l'intero lotto. Negli altri casi, la quantità prevale sulla qualità attraverso il principio della neutralizzazione.
3b.(a) Rabina chiarisce che non si devono sovvertire le autorità rabbiniche. Secondo Rabbi Yehudah, egli esponeva il parere dei Saggi (Rabbanan): —Secondo la mia opinione l'uovo è permesso persino nel primo giorno di festa poiché è cibo designato, ma secondo la vostra opinione (che lo proibite il primo giorno), dovreste almeno permetterlo nel secondo giorno—. I Rabbanan tuttavia rispondono che, nella diaspora, i due giorni sono considerati come un'unica santità lunga.
Rabina, figlio di Rabbi Ullah, specifica che si parla di una gallina destinata alla deposizione delle uova; in questo caso Rabbi Yehudah concorda con la proibizione a causa del principio di Muktzeh (oggetti non designati per l'uso festivo).
(b) Viene sollevata un'obiezione: un uovo deposto di Shabbat o di Yom Tov non può essere spostato per coprire un vaso, né usato come spessore per la gamba di un letto. Tuttavia, un vaso può essere posto sopra di esso per proteggerlo. Se vi è un dubbio sulla natura dell'uovo, esso è proibito; anche se mescolato con mille uova, rimangono tutte proibite.
(c) Secondo Rabbah, che fonda la norma sul concetto di "preparazione" (Hachanah), il dubbio riguarda un divieto della Torah (Deoraita), e ogni dubbio Deoraita va trattato con rigore. Al contrario, secondo Rabbi Yose e Rabbi Itzhak, si tratta di una misura preventiva rabbinica, e i dubbi rabbinici (Derabbanan) solitamente si risolvono con indulgenza.
(d) Si esamina il caso di un dubbio di Terefah (animale con difetti mortali). Se un uovo è proibito perché deposto in un giorno festivo, esso è un "oggetto che diventerà permesso" (Davar she-yesh lo mattirin) attendendo la fine della festa; tali oggetti non sono mai neutralizzati dalla maggioranza. Se invece il dubbio riguarda la Terefah, l'uovo non diventerà mai permesso, ma potrebbe essere neutralizzato se mescolato in un gran numero di uova Kasher.
(e) La discussione si sposta su cosa definisca un oggetto "importante" che non si annulla. Si cita il caso di un fascio di fieno greco Kilayim (coltivazione mista proibita) della vigna. Secondo Rabbi Meir, se mescolato, tutto deve essere bruciato. I Saggi (Chakhamim) invece ritengono che sia neutralizzato in una proporzione di uno a duecento.
(f) Rabbi Meir sostiene: ciò che si vende contandolo pezzo per pezzo (Et she-darko limnot) è troppo importante per essere annullato. I Saggi limitano questa categoria a sei cose specifiche (sette secondo Rabbi Akiva), tra cui: le noci di Pereq, i melograni di Baden, i barili sigillati e i torsi di cavolo.
(g-i) Queste misture seguono le leggi dell'Orlah (frutti dei primi tre anni) o dei Kilayim. Rabbi Yohanan e Resh Lakish discutono se la regola si applichi solo a ciò che viene *sempre* contato o anche a ciò che lo è *occasionalmente*. Rabbi Papa conclude che, se un oggetto è venduto a numero, persino un divieto rabbinico impedisce la neutralizzazione.
(l) Si cita infine l'esempio di un litra di fichi secchi premuto sul fondo di un'anfora: se non si sa in quale anfora sia finito, Rabbi Meir segue Rabbi Eliezer sostenendo che la massa non si annulla facilmente.
Note:
1. Autorità: Il principio Dina de-malkhuta dina e il rispetto della gerarchia rabbinica impongono che un giudizio possa essere ribaltato solo da un'autorità superiore o equivalente.
2. Sostegno al letto: Un uovo, per la sua forma, può teoricamente sostenere carichi notevoli se la forza è applicata assialmente; usarlo così di Shabbat è proibito perché non è un uso designato (Muktzeh).
3. Pagnotta del locatario: Riferimento alle leggi di Chametz durante Pesach.