Il foglio 5a del trattato Bezah rappresenta un momento cruciale nel pensiero rabbinico, segnato dalla figura di Yohanan ben Zakai. Al centro della discussione vi è la gestione del tempo sacro dopo la distruzione del Tempio e la ricostruzione del Sinedrio a Yavneh. Attraverso un aneddoto sui Leviti e il canto dei Salmi durante Rosh Hashanah, la Gemara analizza come la dichiarazione della luna nuova influenzi la santità dei giorni e lo stato degli alimenti (come l'uovo), stabilendo il principio che "l'avanzo di un giorno vale come un giorno completo".

[A] L'errore dei Leviti
In un'occasione i testimoni della luna nuova arrivarono tardi (5a) e i Leviti sbagliarono il canto. Di conseguenza, si stabilì che non si potesse più ricevere testimonianza dopo l'ora di Minhah (il sacrificio pomeridiano). Tuttavia, quando i testimoni arrivarono proprio all'ora di Minhah, i saggi osservarono sia quel giorno che il giorno seguente come giorni santi.

[B] La questione dell'uovo e l'autorità di Yohanan ben Zakai
Finché non fu proibito da Yohanan ben Zakai, l'uovo nato nel primo giorno di festa era permesso nel secondo. Dopo la distruzione del Tempio, Rabbi Yohanan proibì che la testimonianza sulla luna nuova fosse ammessa per l'intero giorno. Abayeh obiettò: —Ma Rab e Shemuel non hanno affermato che l'uovo è proibito anche il secondo giorno?— Gli fu replicato: —Io ti parlo di Yohanan ben Zakai e tu mi citi Rab e Shemuel!—. La discrepanza tra le regole si spiega con la differenza geografica: una norma valeva per Babilonia e l'altra per Erez Israel.

[C] Il principio della votazione a maggioranza
Rabbi Yosef sostiene che, anche dopo la proibizione di Yohanan ben Zakai, l'uovo rimane proibito il secondo giorno. La ragione risiede in un principio legale fondamentale: una questione decisa e proibita da una votazione a maggioranza richiede un'altra votazione a maggioranza di pari autorità per essere resa permessa. Questo si deduce dal verso: —Va' a dir loro: "Tornate alle vostre tende"— (Deuteronomio 5,27) e dal segnale dello Shofar sul monte Sinai (Esodo 19,13). Anche la regola sui frutti del quarto anno (Neta Reva'i), che dovevano essere portati a Gerusalemme da un raggio di una giornata di cammino, seguiva criteri di delimitazione precisi (Elat, Akrabah, Lidda e il Giordano).

[D] Il decoro di Gerusalemme
Ulla (o Rabbah ben Bar Hanah a nome di Yohanan) spiegò che la ragione di portare i frutti era decorare le strade di Gerusalemme. Viene citato l'esempio di Rabbi Eliezer, che possedeva alberi del quarto anno in una vigna a est di Lidda, vicino a Kefar Tabi.

Note di Approfondimento

[A] Il canto dei Leviti: Le Tosafot spiegano che durante il sacrificio pomeridiano i Leviti intonarono il salmo del giorno feriale (Shel Hol), non immaginando che i testimoni sarebbero arrivati proprio in quel momento estremo della giornata.

[B] L'Uovo e la Luna Nuova: Il legame tra l'uovo e la luna nuova riguarda il concetto di Mukan (preparazione). Se il tribunale dichiara che il giorno è festivo, il cibo deve essere stato designato (Kavannah) per tale scopo. Il tempo è una costruzione umana e legale: come chi si perde nel deserto e fissa un giorno per lo Shabbat, la nostra volontà dedica la santità alle cose.

[C] La Maggioranza e la Shekhinah: Il ritorno dei figli d'Israele alle tende dopo la Teofania del Sinai fu deciso da una convocazione divina. Allo stesso modo, un Minyan (numero legale/maggioranza) rappresenta la presenza della Shekhinah; pertanto, solo un'autorità equivalente può sciogliere ciò che una precedente autorità ha legato.