Cosa si dice ad una sposa? Sembra un gioco di società, invece è il tremendo problema: la verità è sempre necessaria? Hillel dice che per il bene sociale si può lodare una brutta sposa.

Ma allora si deve lodare anche un Rav per dei meriti che non ha? Oppure bisogna sempre lodare il governo di Israele? La vera lode è affermare una cosa logica, propone Shammai.

(16b) I nostri Rabbini hanno insegnato: cosa bisogna dire di fronte ad una giovane sposa?

Secondo la scuola di Shammai, bisogna descriverla come essa è. (17a) (a) Secondo la scuola di Hillel, bisogna dire che ella è bella e graziosa.

(b) I discepoli di Shammai obiettarono a quelli di Hillel: "Ammettiamo che la sposa sia zoppa e orba, voi direte che è bella e graziosa? 'Tu non pronuncerai parola menzognera' (Ex. 23,7) dice la Torah".

I discepoli di Hillel risposero: "Se uno ha appena fatto un cattivo acquisto al mercato, dobbiamo felicitarci del suo acquisto o disprezzarlo ai suoi occhi? Dobbiamo evidentemente felicitarci".

I Hakamim hanno ben detto: bisogna essere di modi cortesi con tutte le creature.

Quando R. Dimi arrivò da Erez Israel raccontò: ecco quel che si canta là di fronte ad una sposa:

Non si è truccata né occhi né viso,
Né si acconciò i capelli,
Tuttavia ha la grazia di una gazzella.

(c) All'ordinazione di Rabbi Zera' i Rabbanim cantarono in suo onore: "Non si è truccato né occhi né viso, né si acconciò i capelli, tuttavia ha la grazia di una gazzella".

All'ordinazione di Rabbi Ammi e Rabbi Assi si cantò in loro onore:

Scegliete come maestro gente come questo e questo,
Ma non scegliete tortuosi e ciarlatani,
Saggi per metà o per un terzo.

(d) Quando Rabbi Abbahu venne all'accademia alla corte dell'imperatore, ragazze vennero fuori dalla casa imperiale davanti a lui e cantarono per lui: "Principe del popolo, capo della sua nazione, luce splendente, benedetto sii tu che vieni in pace".

(e) Si racconta che R. Yehudah Ben Elai aveva l'abitudine di danzare davanti ad una sposa, con un ramo di mirto in una mano, cantando: "La sposa è bella e graziosa".

R. Shemuel Ben Izhak danzava con tre rami di mirto.

"Questo vecchio ci fa vergogna", disse Rabbi Zera.

Quando R. Shemuel B. Izhak morì, una colonna di fuoco sorse fra lui e il resto del mondo. Ora sappiamo che questo avvenimento non si produce che una volta o due per generazione.

Ciò che fece dire a R. Zera: "È la sua condotta che vale in favore di quest'uomo". Secondo altri egli disse: "È la sua follia che vale in suo favore".

(f) Rabbi Aha aveva l'abitudine di danzare portando la giovane sposa sulle spalle.

"Possiamo agire nella medesima maniera?", gli domandarono i Rabbanim.

"Se voi la portate come portereste una trave, allora potete, altrimenti astenetevi dal farlo".

(g) R. Shemuel Ben Nachamani dice a nome di R. Yonatan: è permesso di contemplare il viso di una sposa durante la sua settimana nuziale, in modo tale che ella diventi cara a suo marito. Ma la Halacha non ha tenuto conto di tale affermazione.

(h) I nostri Rabbanim hanno insegnato: si ferma un corteo funebre per fare posto ad un corteo nuziale ed entrambi di fronte a un re di Israele.

Si dice che re Agrippa cedette il passaggio ad un corteo nuziale, e fu approvato dai Rabbini. Essi l'hanno approvato, ma bisogna concludere che egli avesse ragione?

R. Ashi ha detto riguardo a ciò: si può pensare, a rigore, che sia permesso mancare di rispetto al Nassi, se egli lo concede; ma non sarebbe lo stesso per un re di stirpe davidica perché un maestro ha detto: "Tu metterai un re al di sopra di te" (Deut. 17,15). Ma era ad un incrocio.

(i) I nostri Rabbanim hanno insegnato: si interrompe lo studio della Torah per seguire una processione funebre ed accompagnare la sposa al baldacchino. Questo si applica solo quando non c'è gente sufficiente per una processione funebre, ma se c'è gente sufficiente non si interrompe lo studio della Torah.

E quanti sono sufficienti? R. Shemuel figlio di Inni dice in nome di Rab: dodicimila uomini e mille trombe. Alcuni dicono dodicimila uomini e seimila trombe. E alcuni dicono dodicimila uomini e oltre a loro seimila trombe.

Ullah disse: per esempio quando la gente forma una fila dalla porta della città fino al luogo della sepoltura.

R. Sheshet, e alcuni dicono R. Yonatan, dicono: quando ci si allontana dalla Torah è come quando fu data: e fu data a seicentomila uomini, così si va via in presenza di seicentomila uomini. Questo riguardo ad uno che legge la Torah e studia la Mishnah.


Note:

(b) Non si è truccata...: La stessa formula vale per la sposa e per l'ordinazione del Rav: entrambi sono un matrimonio con il cielo. L'antichità di questa formula è nella sua semplicità: la sposa non viene acclamata perché bella e ornata, ma in quanto semplice e leggiadra. Cioè per la sua verità, non per i suoi orpelli. Da notare che l'insegnamento è che la verità è nella semplicità e nella consequenzialità.

(c) Con tortuosi e ciarlatani...: Equivalente è la formula con cui viene acclamato Rabbi Abbahu: il principe è chiaro, senza tortuosità, quindi è Rav Hokhmah ricolmo di saggezza come Giosuè.

(e) Con tre rami di mirto...: Rashi dice: lanciandoli in aria e riacchiappandoli. Cosa ci ricorda? Ci ricorda il Midrash di Bar Yochai, che, uscito dalla sua grotta, incontrò un vecchio che correva con due rami di mirto per onorare lo Shabat. Nella Mishnah Succah III, 4 (V. Commento ad loc. di Ovadia da Bertinoro) i Hasidim lanciano in aria quattro o otto fiaccole lanciandole e riprendendole. L'innocente gioco da circo nasconde qualche altro significato? Notate che nel caso della sposa i rami di mirto (segno d'acqua e d'oscurità) sono 1 o 3 (dispari), mentre le fiaccole (segno di fuoco e di luce) di Succah III, 4 sono pari (4 oppure 8).

(i) Si interrompe...: Altro caso: per leggere la Meghillah di Ester o per ascoltarne la lettura (V. B. Meghillah).