Impedimenti al matrimonio: in ogni caso garantire la donna - la mestruazione della donna, il viaggio del marito. Matrimonio e offerta sacrificale per le mogli dei sacerdoti.
Il foglio 2b analizza le tutele legali della donna quando il matrimonio viene ritardato da incidenti o cause di forza maggiore. Si discute se il marito debba provvedere al mantenimento della sposa e se le mogli dei sacerdoti possano mangiare l'offerta sacra (Terumah) prima delle nozze effettive. Viene inoltre introdotto il tema del divorzio condizionato al ritorno del marito e la validità degli atti postdatati.
Alla scadenza dell'anno cosa succede?
A) [(2a) se essa diventa mestruata, qual è l'Halachah? Se è il periodo regolare non c'è nessun problema] (2b), essa non può dirgli "il suo campo è stato inondato". Quando vi è un problema da porsi? Se il periodo non è regolare, qual è l'Halachah?
(b) Poiché (la mestruazione) non è regolare, ella può dire a lui "il suo campo è stato inondato"? O forse poiché ci sono donne che cambiano i loro periodi? È forse come il suo periodo naturale?
(c) Rabbi Ahai ha spiegato: quando il tempo viene ed esse non sono sposate, esse mangiano il cibo, esse mangiano l'offerta. Non questo è stato stabilito (non è detto) "essi non hanno sposato", ma "esse non furono sposate".
(d) In quale caso si verifica questo? Quando essi agiscano per primi. Perché esse mangiano del cibo di lui, e mangino offerta? Dunque, tu puoi dire che esse erano forzate come in questo caso, ed è stabilito che: esse mangiano del suo cibo e mangiano anche offerta?
(e) Rav Ashi disse: anzi io vi dico che nel caso di un incidente esse non mangiano (del suo). E essi hanno agito per primi. E per diritto egli disse di aver stabilito, essi non possono sposarle. Ma perciò la prima clausola parla delle donne, la seconda degli uomini.
(f) Rabah disse: in caso di divorzio non è così: seguendo Rabah questo incidente non è una scusa riguardo al divorzio. Da dove Rabah trova questo argomento? Io dirò, come abbiamo imparato, guarda: "questo è il tuo atto di divorzio se io non ritorno da ora fino a dodici mesi" ed egli muore entro i dodici mesi, questo non è un divorzio. Egli muore e non è divorzio, ma se rimane ammalato è divorzio.
(g) Forse si può dire che se rimane ammalato non è un divorzio valido, come noi abbiamo udito che non c'è divorzio dopo la morte. Non c'è divorzio dopo la morte, ma una Mishnah previdente insegna: (Se uno dice) dunque, "questo è il mio libello di divorzio se io muoio" o "questo è il mio libello di divorzio a partire dalla mia malattia", non ha detto nulla.
(h) Ma forse per escludere questo i nostri maestri hanno detto: i nostri maestri hanno permesso di sposarsi ancora.
(i) Noi diciamo: chi sono i nostri maestri? Rav Yehuda ha detto che Shmuel ha detto: il Beth Din che ha permesso l'olio (V. Abhodah Zara 36a). Essi pensano come R. Yossé che disse: la data del documento lo segue. (Bava Batra 136a).
(j) Ma nella conclusione: "(questo è il libello di divorzio) da ora se io non ritorno entro dodici mesi", ed egli muore entro i dodici mesi esso è un libello di divorzio. Se egli muore è la stessa legge di se egli resta malato.
(k) Ma forse è divorzio solo se muore, perché dispiacerebbe a lui che ella andasse soggetta al levirato. Ma da questo argomento viene: c'era un uomo che disse a loro: "se io non torno, da adesso entro trenta giorni, questo è un divorzio". Tornò alla fine dei trenta giorni, ma il traghetto lo fermò. Egli disse loro "guardate, sono tornato, guardate, sono tornato", ma Shmuel disse: non è considerato ritornato.
(l) Ma forse un incidente che è frequente è differente, perché egli aveva stipulato questa condizione e non un'altra. Egli ha disonorato se stesso.
(m) Ma Rabah espresse un'opinione propria: bisogna considerare la donna casta e bisogna considerare la donna dissoluta, perché se tu dirai ciò, non è un divorzio.
Pilpul
(a) se il periodo non è regolare
Ci sono due tempi che arrivano. Uno è il tempo degli uomini, dal fidanzamento al matrimonio, che è convenzionale e fissato in mesi. Un altro tempo è il tempo delle donne (Derech Nashim). Le mestruazioni con la loro regolarità (anche l'italiano "regole" dà questa impressione) ci danno un tempo che è immanente ad ogni donna. I fidanzamenti ci danno un tempo sociale. Il tempo come cosa creata e inerente alle creature, V. Rambam (Guida dei Perplessi, II, 30); per attuali ricerche ebraiche sul tempo: V. Levinas "Il tempo e l'altro".
M. Anche la Mishnah fa del tempo il suo argomento preferito. Al di là della banale osservazione che la domanda "da quale tempo?" (Mematai) è quella con cui la Mishnah inizia, e molti trattati iniziano (V. Taanit ecc.). Il tempo ciclico è sempre per i Tannaim testimonianza del divino. Riguardo al ciclo femminile, vediamo la Mishnah Niddah che dà undici giorni di purità da una mestruazione all'altra. Qual è dunque il problema della donna che non ha il periodo regolare? È l'intersezione fra un tempo religioso (il mangiare offerta, o mangiare i cibi in purità) e un tempo soggettivo. La legislazione Rabbinica dà completa libertà alle donne ebree di determinare ciascuna il suo tempo. Questo le rende completamente responsabili, da ogni contratto giuridico in cui vi sia il tempo.
(b) Poiché ci sono donne che cambiano i loro periodi
Chi sarebbero queste modificatrici del tempo? Una è proprio Rachele, nostra madre. Giacché è scritto: ella (Rachele) disse a suo padre: "non ti dispiaccia signor mio, se io non posso alzarmi davanti a te perché ho la regola delle donne" (Gen. 31,35). Dice Ramban (Perushe HaTorah Gen 31,35): la corretta interpretazione mi sembra che nei tempi antichi le donne mestruate erano completamente isolate, non avvicinavano gente e non parlavano con loro. Forse ella ebbe il "piccolo sangue" di cui parla anche il nostro trattato (Ketubot 10a).
(c) Rabbi Ahai ha spiegato: dice la Mishnah (Ket. V, 2):
Si accordano alla vergine, da quando il fidanzato ne chiede la mano, dodici mesi per provvedere al suo corredo e come si accorda alla donna così si accorda all'uomo per provvedere al proprio corredo; alla vedova si accordano trenta giorni. Se è trascorso il tempo e non furono sposate (per impedimenti sorti da parte del marito) mangiano del suo e possono anche mangiare offerta.
Dice Rashi: Rabbi Ahai spiegò così dal passo della Mishnah che dice "esse non furono sposate" (Nissahu) e non "essi non sposarono" (Nissu)... L'espressione significa che Rabbi Ahai raggiunse il significato letterale della Mishnah; essa dunque va interpretata con tutti i sensi (Pardes = Peshat, Remez, Midrash, Sod) con cui va interpretata la Torah scritta.
(d) Quando essi agiscono per primi: l'uomo agisce acquistando la sposa con la promessa, e rifiutando per un proprio impedimento. L'azione dell'uomo mette in moto il proprio tempo. La donna agisce contando il tempo dall'impurità e ispezionando la propria impurità: anch'ella è responsabile così del proprio Derech, del proprio senso del tempo.
(e) R. Ashi disse: perché questa volta non collega il "mangiare cibo di lui" (Mishelo) con il "mangiare offerta" (Terumah)? Potremmo pensare che si tratti in ambedue i casi di mangiare in purità. Dall'espressione "mishelo" che si ritrova ugualmente nella Birkat HaMazon e che si riferisce sia al cibo che ci dà il padrone di casa, sia al cibo che ci dà il padrone del mondo.
Neusner (L'ebraismo nella testimonianza della Mishnah) opina che la normativa sia incominciata dalle normative interne ai Cohanim, dunque inerenti alla Terumah, l'offerta sacra da consumarsi in stato di purità, e sia stata ampliata dai Rabbanim a tutti i pasti. Seguendo questa opinione il fatto generale deriva da un caso particolare. Ma perché allora la Mishnah dice "mangiano del suo e possono mangiare offerta"? Notiamo che questa Mishnah è anonima, quindi tradizionalmente attribuita a R. Meir; la compilazione è dal generale al particolare:
Mangia del suo (in tutto Israel) — mangia offerta (la moglie del Cohen)
(f) Rabah disse: v. Mishnah Ghittin VII, 8: (Se le dice) "questo è il tuo libello se non ritorno da oggi a dodici mesi", ed ei muore entro i dodici mesi, non è libello. Se però dice: "questo è il tuo libello da ora in poi se non ritorno da oggi ai dodici mesi" ed ei muore entro i dodici mesi è libello. L'atto di divorzio fa decorrere il tempo da quando è stato consegnato. Secondo la tradizione il marito di Betsabea e tutti gli altri soldati avevano fatto questo tipo di atto di divorzio andando in guerra.
(i) Il Beth Din che ha permesso l'olio: (Abhodah Zara 37a). Rabbi Yehuda Hanassi una volta stava camminando e insegnando con l'aiuto del suo attendente, R. Simlai, quando egli disse: "Simlai tu non eri presente ieri alla casa di studio quando hanno dichiarato l'olio permesso?". Egli replicò: "Nei nostri giorni tu permettesti anche il pane?". Egli gli disse: "Se abbiamo fatto questo, saremmo chiamati il Beth Din permissivo".