Perché non si consuma il primo rapporto coniugale né la sera dello Shabbat né la sera dell'uscita dello Shabbat? Se per la sera di Shabbat il motivo è legato alla "ferita" (il sangue imeneale), per la sera successiva la discussione si sposta su motivi economici e religiosi. In questo Daf, i Maestri analizzano il concetto di "acconto" virtuale e le deroghe alle attività proibite di Shabbat quando queste riguardano scopi religiosi, affari pubblici o la salvezza di una vita umana (Pikuach Nefesh).

Il Maestro spiegò: tra lo sposo e la sposa non deve esserci il primo rapporto né la sera dello Shabbat né la sera seguente. Rabbi Zera motiva il divieto della sera successiva a causa dell' "acconto" (preparativi economici per il banchetto). Abbaye risponde: —Gli acconti per motivi religiosi sono proibiti?— Rabbi Hisda e Rabbi Hamnuna confermano infatti che calcoli di natura religiosa sono permessi di Shabbat. Rabbi Eleazar aggiunge che si può assegnare la carità ai poveri e Rabbi Yohanan stabilisce che ci si può recare in sinagoga o nei Bathei Midrash per affari pubblici.

Non si tratta di un acconto reale, ma virtuale, fissato nella mente per il banchetto nuziale. La discussione permette di comprendere che le attività vietate per arricchimento personale sono permesse quando riguardano la collettività o la vita umana. Addirittura, alcuni Rabbanim permettono di recarsi in luoghi pubblici (come circhi o teatri dell'epoca) se necessario per discutere interessi vitali per Israele.

La pagina 5a prosegue analizzando i tempi delle nozze:

  • Vergine: Si sposa il quarto giorno (mercoledì) e la consumazione avviene il quinto giorno, per coincidere con la benedizione dei pesci (fertilità) della Creazione.
  • Vedova: Si sposa il quinto giorno (giovedì) e consuma il sesto giorno, per coincidere con la benedizione dell'uomo.

Gli stati della donna e le tappe del matrimonio riepilogano simbolicamente i giorni della Genesi. La Gemara conclude con una riflessione di Bar Kappara: —L'opera dei giusti è più grande della creazione dei cieli e della terra—. Mentre per i cieli è scritto che Dio usò "la mano" (singolare), per il Santuario preparato dai giusti è scritto "le tue mani" (plurale), a indicare una partecipazione e una dignità superiore dell'azione umana consacrata.