Mishnah: Una donna è "acquistata" (ovvero consacrata in matrimonio, Kiddushin) attraverso tre vie e acquisisce la propria libertà in due. È acquisita per moneta (Kessef), per contratto (Shtar) o per unione coniugale (Biah). Per quanto riguarda la moneta, la Scuola di Shammai richiede un denaro o un valore equivalente; la Scuola di Hillel stabilisce invece la misura minima di una Perutah o il suo equivalente.

Gemara: Perché la Mishnah usa il termine —acquistata—? Altrove si dice che un uomo —si fida— (Mekaddesh). Il termine deriva dall'analogia legale (Gezera Shava) con l'acquisto del campo di Efron da parte di Abramo: come per il campo è scritto "io ti darò moneta", così il prendere una moglie è equiparato a un'acquisizione formale che richiede un atto tangibile.

Efraim e Rachel erano sotto la Chuppah, visibilmente commossi. Il Rabbino mostrava la Perutah ai testimoni per validare l'atto, mentre in un angolo della sinagoga i talmudisti discutevano le implicazioni profonde del testo.

L. osservò: l'acquisizione della sposa richiama l'acquisto della Terra d'Israele. La Mishnah nel trattato Yoma chiama la sposa Beito (—la sua casa—), poiché la moglie è l'essenza stessa della casa ebraica. Come i campi d'Israele, anche la sposa è parte integrante del retaggio spirituale del popolo.

C. proponeva una lettura mistica: i tre modi del matrimonio corrispondono ai tre livelli di acquisizione della Torah:

  • Moneta (Kessef): Il senso letterale (Pshat).
  • Contratto (Shtar): Il senso omiletico e midrashico (Drash).
  • Unione (Biah): Il senso segreto ed esoterico (Sod).

Il Cantico dei Cantici (4:10) esprime questo legame: —Come sono piacevoli le tue carezze, sorella mia sposa!—. La dazione della Torah sul Sinai è l'atto matrimoniale supremo tra Dio e Israele. La Chuppah evoca il baldacchino di Re Salomone circondato dai prodi (Cantico 3:7), simbolo del matrimonio mistico tra il Cielo e la Shekhinah (la Presenza Divina).

D. ricordò che anche la Mishnah (Ta'anit 4:8) interpreta il "giorno delle nozze" come il giorno del dono della Torah, il momento in cui il patto divenne eterno.

E. concluse citando la danza escatologica descritta in Ta'anit 31a: nel mondo a venire, il Santo (Benedetto sia) riunirà tutti i giusti in una danza (Machol) circolare nel Giardino dell'Eden. Dio siederà al centro e ognuno lo indicherà con gioia, celebrando la salvezza finale come un eterno banchetto nuziale.

Il resto delle riflessioni si perse nel fragore del Mazal Tov e del Siman Tov, mentre piovevano i confetti e il bicchiere veniva infranto sotto il tallit.