Questa pagina del trattato Meghillah si divide in due sezioni fondamentali. La prima definisce i limiti temporali delle Mitzvot che devono essere compiute durante il giorno, analizzando i periodi dubbi come l'alba e il crepuscolo. La seconda parte sviluppa una ricerca scritturale approfondita per convalidare le norme della Mishnah attraverso il metodo logico e l'esegesi dei versetti biblici.
Da A a G si definisce quando una Mitzvah debba essere compiuta di giorno. Si tenga presente che l'individuazione di due periodi dubbi, l'alba e il crepuscolo (g), si ritrovano in molte Aggadot e anche nei racconti che riguardano Rabbi Loew di Praga e la creazione del Golem.
Da a1 in poi comincia una ricerca scritturale in cui si trovano versetti la cui struttura può provare la Mishnah secondo il metodo logico dei maestri.
(a) Richiede che si conti ogni giorno.
(b) Mishnah: se qualcuna di queste cose (cioè leggere la Meghillah, fare una circoncisione, fare il bagno rituale ecc.) viene compiuta dopo lo spuntare dell'alba, si ritiene come fatta.
(c) Da dove deriva questa regola?
(d) Rabbah ha detto: dal fatto che la scrittura dice —e D-o chiamò la luce giorno— (Gen. 1,5).
(e) Ciò che gradualmente diventa luce egli lo chiama giorno.
(f) —Ma in questo caso egli chiamò l'oscurità notte— (ib.) significa che ciò che diventa gradualmente oscurità egli la chiama notte? Non è generalmente stabilito che finché non escono le stelle non è notte?
(g) No, disse Rabbi Zera: noi deriviamo l'argomento così: —così facevamo il lavoro, dallo spuntare dell'alba fino all'apparire delle stelle— (Neh. 4,15) e ancora —così servivano da guardia di notte da forza lavoro di giorno— (ib. 16). Cosa dice la seconda citazione?
Tu puoi dire che dal tempo del primo sorgere non è ancora giorno, e così da quando il sole comincia a calare non è ancora notte ma è più tardi. Tuttavia vieni e ascolta: —così servivano da guardia di notte, da forza lavoro di giorno—.
Mishnah: L'intero giorno è tempo proprio per la lettura della Meghillah, per la recita dell'Hallel, per il suono dello Shofar, per prendere il Lulav, per la preghiera di Musaf, per il sacrificio addizionale, per la confessione sulla vitella, per la determinazione della decima, per la confessione dei peccati nel giorno di Kippur, per l'imposizione delle mani, per la macellazione, per la dimenazione (delle offerte) e per la presentazione (dell'offerta di farina).
Per la prelevazione del pugno di farina, per farla andare in fumo, per spiccare la testa agli uccelli offerti in sacrificio, per ricevere il sangue, per fare con esso le prescritte spruzzature, per dare da bere l'acqua amara alla donna supposta adultera, per accoppare la vitella e per purificare il lebbroso.
Durante tutta la notte è tempo di mietere il manipolo (Omer), di consumare sull'altare i grassi e le altre parti dei sacrifici. Questa è la regola generale: per ogni cosa che per precetto deve essere eseguita di giorno è valevole tutto il giorno, per ogni cosa che per precetto deve essere eseguita di notte è valevole tutta la notte.
Gemara: qual è la regola sulla Meghillah?
(a1) Poiché la scrittura dice: —e questi giorni devono essere menzionati e conservati— (Ester 9,28).
(b1) Per leggere l'Hallel: come è scritto: —dal sorgere del sole al suo calare— (Salmi 113,3). Rabbi Yosef dice: —questo è il giorno in cui l'Eterno fece— (Salmi 118,24).
(c1) Per suonare lo Shofar: come è scritto: —questo è il giorno per suonare il corno per te— (Num. 29,1).
(d1) Per i sacrifici addizionali, come è scritto: —ciascuno nel suo proprio giorno— (Lev. 23,37).
(e1) E per le preghiere di Musaf: perché i rabbini connettono queste nella stessa regola dei sacrifici addizionali.
(f1) E sulla confessione fatta sui buoi il giorno di Kippur, come è detto in riferimento al giorno di Kippur: —(il Cohen Gadol) farà espiazione per se stesso e per la sua casa— (Lev. 16,6). Il testo parla di espiazione fatta con le parole. E l'espiazione è fatta di giorno, come è scritto: —perciò in questo giorno sarà fatta da voi espiazione— (Lev. 16,30).
(g1) E per la determinazione della decima: come è scritto: —e tu dirai davanti all'Eterno tuo D-o: ho tolto le cose consacrate dalla mia casa...— (Deut. 26,13) e nello stesso contesto —in questo giorno l'Eterno tuo D-o ti ha comandato—.
(h1) Per l'imposizione delle mani e per la macellazione: come è scritto: —ed egli imporrà le sue mani... e ucciderà— (Lev. 1,4-5) ed è scritto in connessione con l'uccisione della vittima —nello stesso giorno che voi sacrificherete— (Lev. 19,6).
(i1) E per la dimenazione: come è scritto: —in quel giorno agiterai il manipolo— (Lev. 23,12).
(l1) Per la presentazione: perché è comparata con la dimenazione: come è scritto: —...e il sacerdote prenderà l'offerta farinacea... e la agiterà... e l'avvicinerà all'altare— (Num. 5,25).
(m1) Per spiccare la testa agli uccelli, per prendere il pugno di farina e per bruciarlo e per le spruzzature (di sangue e acqua sull'altare), come è scritto: —in quel giorno che io comandai i figli d'Israele—.
(n1) E per far bere l'acqua amara alla donna supposta adultera: la parola Torah è scritta qui e in altri luoghi per analogia: —e il sacerdote eseguirà su di lei tutta questa Torah—.
(a) Se ognuna di queste cose viene fatta dopo l'alba: è la stessa discussione del giorno e della notte che si è presentata in Mishnah Berachot I,5. Quando è detto dalla Torah "giorno" s'intende dopo l'alba fino al tramonto, quando è detto "tutto il giorno" s'intende anche la notte.
(b) Da dove deriva: è l'argomento del metodo logico il tema dominante in questa pagina del Talmud. Come dice Ramchal (Sefer HaHigayon), l'identità degli eventi si stabilisce per comparazione e distinzione.
(a1-n1) Rabbi Hananiel cita testualmente il Talmud Yerushalmi che ha un analogo florilegio di versetti della scrittura che comprovano la nostra Mishnah. Ciò prova l'antichità della discussione su questo brano, che enumera le Mitzvot da compiere alla luce del sole e quelle da compiere dopo l'uscita delle stelle.