(abc) La Ghemarah parte da una contraddizione fra due diverse tradizioni estranee alla Mishnah attribuite a Rabbi Yehudah; e ritorna sul problema del tempo unico o molteplice. Non si tratterà di diversa grandezza dell'abitato.
(def) Si cerca quindi di spiegare il perché della Mishnah che riguarda le città cinte da mura dall'epoca di Giosuè. Città e villaggio, citati dalla Meghillà, sono da riportarsi a che epoca? All'epoca di Assuero, dice una tradizione; all'epoca di Giosuè, dice la Mishnah. Da notare che in assenza di tradizione orale, questi versi della Meghillà si potrebbero riferire a unità amministrative indeterminate.
(ghilm) E invece, i maestri R. Yehoshua Ben Korhà, R. Yehoshua Ben Levi, Rabbi Yeremiah, R. Hiyà Ben Abbah vogliono trarre dalla Meghillà anche insegnamenti riguardo a ciò che significa villaggio e ciò che significa città. Gerusalemme è e sarà sempre città. Teheran sempre un villaggio, e anche Roma, poiché non era cinta da mura all'epoca di Giosuè.
(n) Si introduce l'unità di misura: il miglio (scuola di R. Yeremiah e R. Hiyà Ben Abbah).
(o) Anche le lettere dell'alfabeto dette finali furono stabilite dai profeti che precedettero l'esilio (scuola di R. Yeremiah e R. Hiyà B. Abbah).
La pagina stabilisce dunque una successione di rabbini che vanno da R. Yehuda, che ha esteso la Mishnah, a R. Ashì che ha esteso (secondo la tradizione) il Talmud babilonese.
2b
(a) R. Ashì notò una contraddizione fra due statuti di Rabbi Yehudah e tuttavia attribuì la Baraità a Rabbi Yossé figlio di Rabbi Yehudah (ragionò chiedendo): Poteva R. Yehudah aver detto in quel tempo in modo che ci si riferisca restrittivamente in questa espressione a un tempo? Non dice questo nel tempo opportuno obbligatoriamente?
Rabbi Yehudah disse: quando? (sottintende la Ghemarah, quando può essere letta la Meghillà un giorno avanti?)
(b) I luoghi dove ci si raccoglie il lunedì e giovedì, ma nei posti in cui essi vanno in città il lunedì e il giovedì, ma nei posti in cui non ci si raccoglie il lunedì e il giovedì, si legge nel giorno prescritto comunque viene letto persino in quel tempo.
Ma in accordo a ciò attribuì la Baraità a R. Yossé figlio di R. Yehudah.
(c) (perché viene detto) A causa della contraddizione fra R. Yehudah e R. Yehudah ha attribuito la Baraità a R. Yossé figlio di R. Yehudah?
Rav Ashì ha ascoltato tradizioni in nome di R. Yehudah e tradizioni in nome di R. Yossé Ben Rabbi Yehudah e trovò che una tradizione che l'attribuiva a R. Yehudah era apocrifa, mentre una che l'attribuiva a R. Yossé Ben R. Yehudah era corretta.
(d) In città che erano cinte da mura dai tempi di Giosuè figlio di Nun si legge (la Meghillà) il giorno quindici.
Da dove deriva questa regola? Disse Rabbah dal fatto che la scrittura dice: perciò gli ebrei dei villaggi, residenti in villaggi privi di mura fecero il giorno quattordici di Adar giorno di allegrezza, conviti e festa (Ester 9,19).
Nei villaggi (si legge la Meghillà) il quattordici, nelle città cinte da mura il quindici di Adar.
(e) E perché nei villaggi il quattordici, e non tutte tutte le città cinte da mura? Ma esse non sono anch'esse parte d'Israel? Non è scritto: dall'India fino all'Etiopia? (Ester 9,19)?
Perché (non dire) i villaggi (leggono) il quattordici e le città il quattordici e il quindici, come è scritto: che essi celebrassero il giorno quattordici e quindici del mese di Adar di ogni anno (Ester 9,21).
(f) Ora tuttavia è scritto: il quattordici e (ve-et) il quindici: l'Et viene a marcare una distinzione, fra chi sceglie il giorno quattordici e chi sceglie il giorno quindici.
Ma perché non dice che i villaggi leggono il quattordici e le città circondate da mura il quindici? Il testo dice nella propria stagione (Ester 9,31); la stagione di uno non è quella di un altro.
Ma perché non dice di celebrare il tredici come a Susa? (Perché appunto questa data è limitata alla città di Susa, da cui si deduce che le altre due date sono per altre due categorie di luoghi).
Noi abbiamo contato per la celebrazione di Purim: come sappiamo che la recita della Meghillà deve essere fatta? Il testo dice: che quei giorni siano ricordati.
(g) (ma la Mishnah) Non tramanda come ha detto questo Tannà, come è stato detto: R. Yehoshua Ben Korhà opinò: le città che erano murate al tempo di Assuero leggono il quindici. Qual è la ragione di R. Yehoshua Ben Korhà? Come Susa. Come Susa era cinta da mura ai tempi di Assuero, e legge il quindici, così ogni città murata fino dai tempi di Assuero legge il quindici.
Qual è la ragione del nostro Tannà? Egli nota la ripetizione perazì perazì. È scritto qui: quindi gli ebrei dei villaggi (ha-perazim) (Ester 9,19) ed è scritto in altro posto: nelle città non-murate (ha-perazi), una grande quantità... Città non murate nei giorni di Yehoshua Ben Nun (nel primo caso), città non murate nei giorni di Yehoshua Ben Nun (nel secondo caso).
(h) In sostanza Rabbi Yehoshua Ben Korhà non dice come il Tannà a proposito (dell'analogia) sul verso che dice perazì perazì (viene oggi tradotto: villaggio per villaggio).
Ma perché questo Tannà non dice come R. Yehoshua Ben Korhà?
(i) (la Ghemarah qui inverte l'argomentazione, dicendo) a causa dell'affermazione doppia perazì perazì; e Susa cos'è: né un villaggio né una città murata?
Disse Rabbah, o qualcuno dice Kadì: Susa è un'eccezione, perché in sostanza lì c'è stato il miracolo.
(l) (la Ghemarah vuole fare un'analogia estesa anche agli altri versi della Meghillà in cui vi è una ripetizione medinah ve-medinah e ir ve-ir) in accordo con il nostro Tannà il testo che dice medinah ve-medinah, ir ve-ir (Ester 9,28). Città e città, cittadina e cittadina (noi traduciamo: in ogni provincia e ogni città, ma Medinah ha anche il valore di singola grande città) vale medinah ve-medinah: per distinguere fra città cinte da mura ai tempi di Yehoshua Ben Nun e città cinte da mura ai tempi di Assuero.
Ir ve-ir: per distinguere fra Susa e le altre città. In accordo con Rabbi Yehoshua Ben Korhà: Medinah ve-medinah è per distinguere Susa dalle altre città.
Ma cosa vuol dire ir ve-ir?
Disse R. Yehoshua Ben Korhà: il Tannà aveva ammesso in maniera propria la distinzione fra le classi di città? Se è perazì perazì perché è scritto medinah medinah?
(m) È scritto, dice Rabbi Yehoshua Ben Levi, come Midrash, come verità allegorica per distinguere una cosa dall'altra.
(n) Per R. Yehoshua Ben Levi, tutto ciò che caratterizza una città e tutto ciò che è visibile dall'occhio insieme ad essa è contata come città.
Quant'è questa distanza? Come da Hamtàn a Tiberiade, un mil. Perché non semplicemente un mil? Sappiamo da qui la misura del mil: da Hamtàn a Tiberiade.
(o) E disse R. Yeremiah: così può dire anche Hiyà Bar Abbah: m'n'z'p' e k (le lettere che hanno anche forma finale) sono state stabilite dagli Zofim (gli ultimi profeti antecedenti alla caduta del Primo Tempio). Si può pensare veramente ciò? È scritto: questi sono i comandamenti (Lev. XXVII) che implica che nessuna cosa nuova possa essere introdotta da un profeta.
R. Hisdà ha detto: la Mem e la Samekh in alcune tavolette... (fine pagina)
(a) Rashi ha scritto:
Il luogo in cui si riuniscono: nel luogo in cui il tribunale si riunisce il lunedì e il giovedì (sappiamo dal Talmud Ketubot 2b et aliter che fu istituzione di Ezra e Nehemiah la riunione del tribunale il lunedì e il giovedì ove vi fosse mercato o fiera). A questa data fa riferimento anche la lettura pubblica della Torah, e il matrimonio, che deve essere preferibilmente consumato un giorno prima del tribunale, per eventuali querele dello sposo (v. Ketubot 2a).
(b) R. Yehudah Ben Ilai è uno dei discepoli di R. Aqivà (100-180 e.v.).
(e) Rashi dice:
Dall'India all'Etiopia: come è tramandato è Purim com'è nella scrittura, cioè si conta in tutte le città del regno di Assuero ed è sostenuto altrove che non fu scritto dall'India all'Etiopia, ma fu scritto similmente dall'India all'Etiopia
(come mai Rashi resta così a lungo su un verso così chiaro? È stupefacente. Forse per universalizzare Purim, che accade non solo nelle città dall'India all'Etiopia ma in tutte le città simili, cioè in tutto il mondo).
(g) Il ragionamento analogico (gezerah shavah) che ritrova in due luoghi biblici la stessa definizione è tipico dei maestri. Presuppone una lettura sincronica di tutta la scrittura, che deve essere considerata emessa tutta insieme dal Sinai.
(n) Questo elenco di lettere è possibile vocalizzarlo, leggendo min zofekha, dai tuoi Zofim (dai tuoi profeti). Siamo qui nella mistica dell'alfabeto: come è stata scritta la Bibbia? È possibile che i profeti (zofim) abbiano introdotto un alfabeto diverso da quello con cui Mosè scrisse la Torah?
Il ragionamento è alla base dei successivi: che possibilità c'è di traduzione, in che caratteri vanno scritti Torah e Meghillà ecc.