La Ghemarah discute sull'invarianza della scrittura.
Le lettere chiuse sulle tavole sarebbero state miracolosamente al loro posto.
(b-c) Si discute dunque delle traduzioni di Onkelos e di Yonatan Ben Uziel, riportando un'Hagadah: i traduttori stessi avevano tradotto sotto insegnamento dei maestri (Onqelos) e dei profeti (Yonatan), restaurando l'antica traduzione aramaica data da Ezra e dai suoi compagni. I limiti delle traduzioni.
(d-e) Il Targum dà talvolta il senso: le visioni profetiche; Daniele ebbe visioni profetiche? Le visioni di spiriti maligni.
(f) Si ritorna all'esegesi del libro di Ester: tutte le famiglie d'Israel devono lasciare la loro occupazione e correre ad ascoltare il libro di Ester. Tanto più ciò vale per la lettura e lo studio della Torah. Tempio, sacrificio e studio della Torah.
(g) Perché venne l'angelo a Giosuè? Spiriti maligni e angeli.
Miracolo e visione sembrano i motivi conduttori della pagina nella sua stesura tradizionale.
(a) (85. Le lettere Mem e Samech sulle tavole) sarebbero rimaste al loro posto per miracolo. È così: c'erano, ma non si capiva quale forma fosse necessaria all'inizio e quale alla fine della parola, e vennero gli Zofim (i profeti) e stabilirono che alla fine andava la lettera in forma finale. Alla fine, (il verso che dice:) questi sono i comandamenti implica che nessun profeta è destinato a portare aggiunte? Allora esse (lettere) erano state dimenticate e i (profeti) le ristabilirono nel loro uso. (La Ghemarah afferma dunque che il miracolo consiste nella forma stessa delle lettere della Torah e l'innovazione del profeta non può che essere una riscoperta di un significato o di una regola che già preesisteva ed è stata dimenticata).
(b) Rabbi Yeremiah, alcuni dicono R. Hiyya Ben Abba disse anche: il Targum del Pentateuco fu composto da Onkelos il proselita sotto la guida di Rabbi Eliezer e Rabbi Yehoshua. Il Targum dei profeti fu composto da Yonatan Ben Uziel sotto la guida di Aggeo, Zaccaria e Malachia, e la terra d'Israele tremò in un'area di quattrocento parasanghe quadrate e una Bat Kol (voce celeste) venne e proclamò: chi ha rivelato i miei segreti ai figli dell'uomo? Si levò allora Yonatan Ben Uziel e disse: io sono quello che ha rivelato i tuoi segreti ai figli dell'uomo. Sai che non l'ho fatto a gloria di me stesso o della mia casata, ma a tua gloria, perché non aumentassero le divisioni fra gli israeliti. Avrebbe fatto il targum degli agiografi, ma una voce celeste venne e proclamò: basta. Qual è la ragione? Perché la data del Mashiah è negli agiografi (secondo altri vedi Ein Yaakov, perché la data del Mashiah è negli agiografi).
(c) Ma Onkelos il proselita fu lui a comporre il Targum della Torah? Non ha detto R. Ikah in nome di R. Hananiel che ebbe quest'insegnamento da Rav: ed essi lessero nel Sefer, nella legge di D-o, interpretando, e dando il senso, e capirono tutti la lettura (Neh. 8).
Ed essi lessero nel Sefer, nella legge di D-o indica il testo ebraico.
Interpretando indica il Targum.
Dando un senso indica la divisione in versi.
E capirono tutti la lettura indica l'accentuazione, o secondo un'altra versione le note tradizionali (la Massorah).
(d) Perché la terra non tremò a causa della traduzione del Pentateuco, ma tremò a causa di quella dei profeti? Poiché il Pentateuco è espresso chiaramente, e i profeti talvolta sono chiari e talvolta sono esoterici. Ad esempio: è scritto in quel giorno sarà gran pianto in Yerushalaim come il pianto di Hadadrimmon nella valle di Meghiddo. (Zac. 12,11) Rabbi Yosef disse: se noi non conoscessimo il Targum a questo verso, non sapremmo cosa significa.
Nel giorno in cui sarà un gran pianto in Yerushalaim, come il pianto di Achab figlio di Omri che fu ucciso da Hadadrimmon figlio di Rimmon in Rimmon Ghilead e come il pianto di Giosia figlio di Ammon che fu ucciso dal faraone zoppo nel piano di Meghiddo.
(e) E io, Daniel vidi una visione: gli uomini che erano con me non videro la visione; ma un grave scuotimento cadde su di loro ed essi corsero a nascondersi (Daniele 10,7).
Chi erano questi uomini?
Rabbi Yeremiah o alcuni dicono Rabbi Hiyya Ben Abbah disse: erano Aggeo, Zaccaria e Malachia. Essi erano superiori a lui ed egli era superiore a loro. Essi erano superiori a lui, perché essi erano profeti ed egli non era profeta. Egli era superiore ad essi perché egli ebbe la visione ed essi non l'ebbero.
Ma se non videro, perché si impaurirono?
Forse essi non videro, ma il loro mazal (stella, destino, genio) vide: impariamo da ciò che se un uomo si impaurisce senza vedere, il suo mazal ha visto. Quale è il rimedio: reciti lo Shema. Se è in un posto impuro si allontani di quattro cubiti. Se non può dica la formula: il capro della macelleria è più grasso di me.
(f) Ora che hai deciso che le parole medinah w-medinah hanno un significato da investigare, che significano le parole mishpacha vamishpacha (famiglia per famiglia) (che la Meghillà di Ester menziona nello stesso verso)?
Rabbi Yossè Ben Haninah disse: contiene un riferimento alle famiglie dei sacerdoti e dei leviti. (e indica) Che esse devono lasciare il servizio dei sacrifici e correre ad ascoltare la Meghillà di Ester. Perciò disse Rav Yehudah in nome di Rav: i sacerdoti devono lasciare il loro servizio, i leviti le loro piattaforme, e le delegazioni di israeliti il loro posto, tutti devono lasciare per andare a sentire la lettura della Meghillà.
È stato detto perciò: sacerdoti al servizio del tempio, leviti sulla piattaforma, delegazioni di israeliti dal loro posto lascino e corrano a sentire la lettura della Meghillà.
Questo è in relazione con ciò che è detto che i membri della scuola di Rabbi smettevano di studiare la Torah per andare a sentire la lettura della Meghillà.
Essi hanno dedotto dal minore al maggiore (qal vahomer) dal caso del servizio del tempio. Se il servizio del tempio, che è così importante può essere abbandonato, tanto più lo studio della Torah.
(g) Ma se il servizio del tempio è più importante dello studio della Torah?
Sicuramente è scritto: e avvenne che quando Yehoshua fu vicino a Gerico, alzò gli occhi e vide, e sopra di lui un uomo si ergeva ed egli cadde sulla propria faccia (Giosuè 5,13).
E così potrebbe essere che Rabbi Yehoshua Ben Levi ha affermato che è proibito ad un uomo salutarne un altro di notte, per paura che sia un demone?
Qui è differente, perché (l'angelo) gli disse io sono il capitano delle schiere di Hashem (ibid.) ma perché egli si prostrò? Per garantire che non fosse pronunziato il nome di D-o. Egli gli disse: questa sera tu hai dimenticato il sacrificio pomeridiano, e hai dimenticato lo studio della Torah.
Yehoshua replicò: e per quale cosa tu sei venuto?
Rispose: sono venuto adesso. Per esattezza, Yehoshua venne quella notte nel mezzo della vallata (ha-emek), e R. Yohanan disse (qui finisce la pagina).
Rashì dice: la data del messia (qetz hamashiah) nel libro di daniele (be-sefer daniel) letteralmente la Ghemarah usa l'espressione Qetz che più che data, significa in ebraico fine, termine. Ha detto Rabbi Soloveichik nel suo commento alla Parashà Mi-Qez che Qez ha il senso della venuta messianica. Miqez shnataim yamim allora nella Torah indica alla fine dei due (o duemila?) anni, l'uscita di Giuseppe (di Israel) dal pozzo in cui era stato esiliato. È forse questa notazione un richiamo al ritorno dopo duemila anni in Erez Israel?
Rashì commenta: Besefer ezra ketiv: ze miqra, lashon ivri behomash (nel libro di Ezra è scritto: questa è la scrittura, allude alla lingua ebraica del Pentateuco). Il richiamo di Rashì prioritariamente all'ebraico rispetto alla traduzione non è casuale! Anche la Ghemarah a ben vedere valuta più la traduzione parafrasata di Yonatan Ben Uziel (considerata ispirata dai profeti) che quella letterale di Onqelos (di origine rabbinica). Nel Midrash, nella parafrasi, è il nuovo terreno dell'ispirazione profetica.
Come esplode una breve frase in più tempi.
Tossafoth riguardo all'uomo che non si saluta perché potrebbe essere uno spirito maligno, commenta differenziando il caso che l'uomo da salutare venga incontrato in città o in campagna, e ricordando che Giosuè lo incontra nella campagna presso Gerico, proprio mentre si avvicina come nemico. Nel nostro caso si afferma invece, un uomo che di notte porti un libello di divorzio come maleficio, lì è un demone (shed hu). La notte, cioè l'ambiguità è dunque il vero regno del negativo.