In questo Daf, la Gemara affronta temi profondi legati all'invarianza della scrittura sacra, alla natura delle traduzioni aramaiche (Targumim) e alla gerarchia tra studio della Torah e servizio sacerdotale. Attraverso l'analisi delle lettere miracolose sulle Tavole della Legge e le visioni profetiche di Daniele e Yonatan Ben Uziel, il testo esplora il confine tra rivelazione divina, interpretazione umana e protezione spirituale.

(a) Le lettere finali e il miracolo delle Tavole

Si afferma che le lettere "chiuse" (Mem finale e Samekh) sulle Tavole della Legge sarebbero rimaste al loro posto per miracolo, sospese nel vuoto poiché incise da parte a parte. La Gemara discute se i profeti (Zofim) abbiano introdotto le forme finali delle lettere (Sofiyot) o se queste fossero state dimenticate e poi ristabilite. Poiché "nessun profeta può portare aggiunte alla Torah", l'innovazione profetica è interpretata come una riscoperta di regole preesistenti ma dimenticate.

(b-c) Onkelos, Yonatan Ben Uziel e il Targum

Il Targum (traduzione aramaica) della Torah fu composto dal proselita Onkelos sotto la guida di Rabbi Eliezer e Rabbi Yehoshua. Il Targum dei Profeti fu opera di Yonatan Ben Uziel, ispirato da Aggeo, Zaccaria e Malachia. Si narra che alla rivelazione del Targum dei Profeti la terra tremò: una Bat Kol (voce celeste) chiese chi avesse rivelato i segreti divini. Yonatan rispose di averlo fatto per la gloria di Dio, affinché non aumentassero le divisioni dottrinali. Gli fu però impedito di tradurre gli Agiografi (Ketuvim) perché in essi è celata la data del Messia (Qetz ha-Mashiah).

(d-e) L'esoterismo dei Profeti e la visione di Daniele

Perché la terra tremò solo per i Profeti? Perché mentre il Pentateuco è chiaro, i Profeti contengono passi esoterici. Ad esempio, il lutto citato in Zaccaria 12,11 sarebbe incomprensibile senza la parafrasi del Targum. Viene poi citata la visione di Daniele (Daniele 10,7): i suoi compagni (Aggeo, Zaccaria e Malachia) non videro la visione ma furono colti da terrore. La Gemara ne deduce che anche se un uomo non vede un pericolo, il suo Mazal (genio spirituale/destino) lo percepisce. Il rimedio contro il terrore improvviso è la recitazione dello Shema.

(f) La precedenza della Meghillah sulla Torah e sul Tempio

Dall'esegesi di Ester ("famiglia per famiglia"), si deduce che tutte le classi d'Israele devono interrompere le loro occupazioni per ascoltare la Meghillah. I Sacerdoti (Kohanim) devono lasciare il servizio dei sacrifici, i Leviti le loro piattaforme e gli studiosi la Torah. Si applica il principio del Qal va-homer (dal minore al maggiore): se si interrompe il servizio al Tempio, tanto più si può interrompere lo studio della Torah per compiere il precetto della lettura di Ester.

(g) L'angelo e Yehoshua (Giosuè)

Viene discusso l'incontro tra Yehoshua e l'angelo (Giosuè 5,13). L'angelo lo rimproverò per aver trascurato il sacrificio pomeridiano e lo studio della Torah quella notte. Yehoshua chiese per quale motivo fosse venuto, e l'angelo rispose: —Sono venuto adesso—, indicando che la trascuratezza dello studio era la colpa più grave. La discussione tocca anche il tema degli spiriti maligni: è sconsigliato salutare qualcuno di notte in campo aperto, per timore che sia un demone.

Note di Rashi e Tossafot:

Rashi sottolinea che il termine Qetz (fine) riferito al Messia nel libro di Daniele indica un termine ultimo. Collega inoltre il lavoro di Ezra alla restaurazione della lingua ebraica e della Massorah (accentuazione e note). I Tossafot approfondiscono il divieto di salutare di notte, distinguendo tra ambiente urbano e rurale, e avvertono che l'ambiguità notturna è il regno del negativo.