Il foglio 4a del trattato Meghillah approfondisce le città murate dai tempi di Giosuè, l'obbligo delle donne nella lettura della Meghillah e le normative sullo studio della Torah durante le festività. Attraverso l'analisi storica di località come Lod e Ono, i Maestri collegano la continuità degli insediamenti ebraici alle riforme di Giosuè e dei successivi re di Giuda, stabilendo al contempo le basi per la celebrazione comunitaria di Purim.

1. Le città murate e la ricostruzione storica
Rabbi Yehoshua ben Levi affermò che Lod e Ghe Haharashim erano cinte da mura già ai tempi di Giosuè (Yehoshua bin Nun). Sorge un'obiezione: non fu Elpaal a costruirle, come citato in I Cronache 8,12? E non fu forse il re Asa a fortificare le città di Giuda (II Cronache 14,6)?

Rabbi Eleazar spiegò la continuità: questi luoghi furono murati originariamente da Giosuè, devastati durante i tragici fatti della concubina di Gibea (Giudici 20), ricostruiti da Elpaal e successivamente restaurati da Asa. Questo dimostra che le città risorgono sulle proprie fondamenta storiche entro i confini stabiliti all'epoca della conquista della Terra d'Israele.

2. Obblighi delle donne e Purim di Shabbat
Rabbi Yehoshua ben Levi insegnò che le donne sono obbligate alla lettura della Meghillah poiché furono anch'esse partecipe del miracolo (attraverso il ruolo cruciale di Ester). Inoltre, egli stabilì che se Purim cade di Shabbat, tutte le discussioni e le lezioni pubbliche del giorno devono vertere sulle leggi e sui significati della festa.

3. Lo studio del giorno di festa
Perché menzionare specificamente Purim? Mosè diede una regola a Israele: si discutono le leggi di ogni festa nel giorno stesso della ricorrenza (le regole di Pesach a Pesach, di Shavuot a Shavuot, di Succot a Succot). Nel caso di Purim era necessario ribadirlo per evitare che la particolarità del calendario o altre ordinanze rabbiniche distraessero dallo studio specifico della festa.

4-6. La ripetizione della lettura
È dovere di ciascuno leggere la Meghillah la sera e ripeterla al mattino. Rabbi Yehoshua ben Levi cita il Salmo 22,3: —O mio Dio! Io grido a te durante il giorno, ma tu non mi rispondi e nel tempo della notte non rimango zitto—. Rabbi Helbo, in nome di Ulla di Biri, riporta invece il Salmo 30,13: —Cosicché la mia persona salmeggerà a te e non tacerà, o Eterno Dio mio, ti ringrazierò per l'eternità—.

Alcuni studenti intendevano che si dovesse leggere la Meghillah di sera e studiare la relativa Mishnah di giorno, ma Rabbi Yeremiah chiarì che la lettura del testo va ripetuta integralmente in entrambi i momenti.

7. La concessione ai villaggi
(Mishnah) I villaggi possono anticipare la lettura al "giorno del tribunale" (lunedì o giovedì precedente). Rabbi Haninah spiegò che questa concessione fu fatta dai Rabbini affinché gli abitanti dei villaggi, liberi dall'obbligo nel giorno stesso di Purim, potessero fornire cibo e acqua ai loro fratelli nelle città più grandi (4b).

Note di commento

1. Corsi e ricorsi della civiltà ebraica: Citta cadono e risorgono, ma sempre entro i confini indicati da Mosè e Giosuè. Questi cicli storici riflettono la realtà della Malkhut (il Regno), indicando una continuità spirituale che precede e segue l'era messianica.

2. Partecipazione al miracolo: Chi trae beneficio da un intervento divino ha l'obbligo del ricordo. Le donne, avendo condiviso il pericolo e la salvezza, sono pienamente tenute alla Tefillah (preghiera) e alla lettura della Meghillah, così come partecipano al Seder di Pesach.