[3b] In questo foglio si discute di quei risarcimenti che non corrispondono esattamente all'ammontare del danno subito. La Mishnah insegna che i "mezzi danni" sono considerati come un'indennità non corrispondente all'ammontare totale; in questo modo si è stabilito tradizionalmente, in via incidentale, il principio del mezzo danno.
Tre giudici deliberanti: così hanno tramandato i Maestri. Da dove deriva questa tradizione? — si chiede la Gemara. —E sarà fatto giurare il padrone di casa presso i giudici— (Esodo 22,7): ecco un giudice. —Ai giudici sarà portata la parola di entrambi— (Esodo 22,8): ed ecco due giudici. —Condanneranno i giudici— (ib.): ed ecco tre giudici. Queste sono le parole di Rabbi Yoshia. Ma Rabbi Yohanan dice: riguardo al primo giudice, il midrash ha come inizio solo —ai giudici sarà portata la parola di entrambi—, da cui deriva il primo giudice; —condanneranno i giudici—, da cui deriva il secondo giudice; e non c'è tribunale in cui non si aggiunga un altro giudice, da cui risultano tre giudici.
È stato detto ancora nel midrash che l'inizio del verso è composto da parti separate, secondo l'opinione di un Maestro che dice che si deve leggere esegeticamente dall'inizio del verso, mentre un altro Maestro dice che non bisogna leggere esegeticamente dall'inizio dello stesso verso; tuttavia, secondo la maggioranza, non bisogna iniziare il midrash dall'inizio del verso. Ci ha detto Rav Yoshia: se fosse così detto —si porterà il padrone di casa dal giudice—, perché è scritto testualmente EL ELOQIM? Indica il numero.
Rabbi Yonatan oppone l'argomento che sempre e dappertutto si intende che, come è detto, gli uomini vengano portati a una legge per seguire la legge. E Rabbi Yoshia dice che si recano al tribunale, ma tramanda Rabbi Eliezer, citando Rabbi Yossi il Galileo: il Talmud insegna —Segui la maggioranza— (Esodo 23). Dalla Torah viene detto: fatti un tribunale che decida in modo equanime. Gli risponde nella stessa maniera Rabbi Yehudah, dicendo che il Gran Sanhedrin, secondo la tradizione della Mishnah, era di settantuno persone, mentre Rabbi Yehudah dice: di settanta.
Cosa ha ascoltato Rabbi Yehudah? Nel Gran Sanhedrin la Scrittura parla dicendo di seguire la legge, coloro che la ascoltano, perché non vi sia desolazione. E secondo la Mishnah si giudicano con tre giudici: l'imposizione delle mani degli anziani, la ARIFAH e la AGALAH, secondo le parole di Rabbi Shimon, mentre Rabbi Yehudah dice: in un tribunale di cinque persone. Si dice: cosa significa secondo Rabbi Yehudah —E sosterranno due anziani...— (Levitico 4)? "Due" e "Anziani" al plurale indicano quattro, ma non formano un tribunale valido. Se ne aggiunge ancora uno e sono cinque.
Rabbi Yoshia aveva la stessa ipotesi di ragionamento che aveva Rabbi Yehudah, salvo che per Rabbi Yehudah solo il Gran Sanhedrin doveva essere di numero dispari e non gli altri tribunali. Ma il caso di Rabbi Yoshia dov'è spiegato? Si applica nel caso di giudizi capitali, ma nei giudizi civili (che riguardano denaro) si tramanda che se due giudici dicono "innocente" e uno dice "colpevole", il convenuto è innocente, mentre se due giudici dicono "colpevole" e uno dice "innocente", il convenuto è innocente... Ne segue che non è in accordo con Rabbi Yoshia? Il giudizio secondo Rabbi Yoshia si applica anche ai casi civili per una deduzione logica da quelli capitali, e poiché nei casi di giudizi capitali la Legge Divina dice di seguire la maggioranza, ciò vale anche per il processo civile.
Tramandano i Maestri: i processi civili sono trattati da tre giudici, ma Rabbi dice da cinque nel caso di giudizio non unanime. Forse si obbietta: in tre non si può raggiungere la maggioranza? È prescritto che ci sia fra i tre giudici l'unanimità... Questa opinione fu messa in ridicolo da Rabbi Abahu, poiché il Gran Sanhedrin consisterebbe allora di centocinquantuno giudici, dovendo completare il giudizio dei settantuno, e un piccolo Sanhedrin di quarantacinque che dovrebbe convalidare quello di ventitré.
Questo non può essere sostenuto, dato che il testo biblico parla di settanta anziani d'Israele. Rispetto al verso che dice —una comunità condanna, una comunità assolve—, ci si riferisce al momento in cui la comunità delibera. Nella stessa maniera si può concludere che il verso —e il padrone di casa andrà presso i giudici— si riferisce al momento in cui appare nel tribunale; in questo momento sono richiesti tre giudici.
Rabbi aveva dedotto il numero di tre dal plurale in cui è detto —i giudici condannano—, relazionandolo al fatto che "Elokim" è anche un plurale, indicante al minimo due, e nello stesso modo l'altro "Elokim" ne indica altri due. Sono quattro, aggiungendone un altro per fare un numero dispari, ecco cinque giudici.