Recentemente ho terminato la lettura del saggio di Mario Pincherle, Enoch, il primo libro del mondo. Mi ha profondamente colpito il fatto che, nell'Antico Testamento, il viaggio di Enoch non sia menzionato in tutta la sua maestosità, lasciando un vuoto narrativo su questa figura così enigmatica.

Pur non essendo di religione ebraica, mi interesso molto a questi temi e mi chiedo: quante informazioni sono state omesse o celate nel corso dei secoli dalle autorità religiose? In particolare, che fine hanno fatto i manoscritti originali del Libro di Enoch?

La figura di Enoch, citata brevemente nella Genesi (5, 21-24), è al centro di una vasta letteratura apocrifa. I testi che compongono il Corpus Enochi non sono stati inclusi nel canone della Bibbia ebraica (Tanakh), né in quella cattolica, ad eccezione della tradizione della Chiesa ortodossa etiope.

I manoscritti più celebri sono stati rinvenuti tra i Rotoli del Mar Morto a Qumran, scritti prevalentemente in aramaico. La versione più completa giunta fino a noi è però quella in lingua ge'ez (etiope classico). Il motivo della loro esclusione dai canoni ufficiali risiede spesso nella natura estremamente visionaria e angelologica del testo, che si discostava dalla linea teologica prevalente nei primi secoli dell'era volgare.