Il testo ebraico a stampa del Tanakh (la Bibbia ebraica), oltre ai segni delle consonanti e delle vocali, presenta altri simboli posti sopra, sotto o dopo le parole: i Teamim. Questi segni costituiscono l'ossatura logica e musicale della lettura pubblica delle Scritture.

Questi segni (o neumi) si chiamano Teamim (ebraico sing. Ta'am), termine che prevalentemente si traduce con "accenti", sebbene in ebraico possa assumere altri significati come "sapore", "senso" o "motivo".

Ai Teamim vengono affidati tre ruoli specifici:

  1. Accentazione: indicano su quale sillaba cade l'accento tonico della parola.
  2. Interpunzione: fungono da punteggiatura logica, dividendo la frase in unità sintattiche (re - "imperatori" - o servi).
  3. Cantillazione: guidano la melodia durante la lettura pubblica.

Come è noto, nei Sifrei Torah (rotoli della Torah) usati nel Beth Hakeneseth (sinagoga), non vi è traccia di alcun segno vocalico o musicale. I Teamim appartengono originariamente alla tradizione orale; la loro codificazione definitiva avvenne intorno all'VIII secolo e.v. a opera dei Masoreti (Ba'alei Hamasora, "padroni della tradizione"), seguendo il sistema grafico cosiddetto di Tiberiade.

I segni usati nel Tanakh si distinguono in due categorie:

  • Segni per la Torah e altri 20 libri.
  • Segni specifici per il "sistema dei tre libri" (Giobbe, Proverbi e Salmi), che presentano una logica poetica differente.

I Teamim, come guida al canto sinagogale, pongono diverse difficoltà:

  • Non indicano note assolute (altezza o durata), ma suggeriscono motivi musicali.
  • Variano secondo gli usi locali (Sefardita, Ashkenazita, Italkì/Romano, ecc.).
  • Esistono melodie diverse per passi specifici (Decalogo, Canto del Mare) o per diversi libri (Profeti, Megillot come Esther).
  • Cambiano in base alle festività o ai giorni di lutto (come il 9 di Av).

I nomi dei Teamim ne indicano spesso il ruolo o la forma: Sof Pasuq (fine del verso), Atnach (riposo), Segol (dalla forma a grappolo), Zaqef (eretto) o il rarissimo Shalshelet (catena). In totale se ne conoscono 28.

Un dettaglio curioso ci arriva dal Talmud (Berakhot 62a), che ricorda l'importanza del linguaggio gestuale (chironomia) per guidare il cantore: anticamente il Segan (direttore) usava movimenti della mano destra per indicare i segni melodici, motivo per cui si raccomandava di preservare la purezza di tale mano.

L'Italia ebraica conserva ancora oggi un rilevante patrimonio di questi riti (Torino, Milano, Roma), nonostante la dispersione di molte piccole comunità locali abbia reso difficile la conservazione della memoria musicale integrale.

Shalom