Da una lettura superficiale della Bibbia si potrebbe arrivare alla conclusione che il ruolo della donna nel periodo biblico fosse molto ridotto. Potrebbe sembrare che il suo posto sia esclusivamente entro le mura domestiche; ciò sembra emergere da una frase simbolica rivolta a Sara, la nostra matriarca: — Ecco, è nella tenda — (Genesi 18, 9).
L'idea di concentrare la donna nei compiti casalinghi è espressa in forma sintetica nei Salmi: — L'onore della principessa è all'interno — (45, 14): la principessa con tutto il suo splendore si trova nel suo palazzo. D'altro canto, è spesso sottolineata nella Bibbia la centralità dell'uomo; già nell'elenco delle discendenze in Genesi emerge chiaramente questo elemento.
Anche se la donna ha un ruolo fondamentale nella procreazione, in ogni generazione è scritto "chi ha generato chi", senza ricordare quasi mai la figura materna. Quando il testo menziona una donna nelle genealogie, lo fa con formule particolari: — La sorella di Tuval-Cain era Naama — (Genesi 4, 22), espressione che i commentatori sentono l'esigenza di spiegare nel dettaglio.
Non solo la donna è raramente protagonista degli eventi storici, ma il suo statuto giuridico appare inizialmente subordinato. Basti ricordare che un suo voto può essere annullato dal marito (Numeri 30, 9) o che, in caso di divorzio, è l'uomo a dover assumere l'iniziativa della redazione e consegna dell'atto (Deuteronomio 24). Lo stesso termine ishah (donna) deriva da ish (uomo), quasi a trovarsi all'ombra di quest'ultimo: — Per questo verrà chiamata donna (ishah) poiché è stata tratta dall'uomo (ish) — (Genesi 2, 23). Molto spesso la donna è ricordata per il suo aspetto esteriore, portando a pensare che l'essere "bella d'aspetto" fosse l'unico riferimento per il suo status.
Tuttavia, questo quadro è incompleto e non del tutto veritiero.
Approfondendo lo studio delle fonti, si ricava un'immagine opposta. È necessario però classificare le spiegazioni secondo due criteri:
- La Bibbia copre un arco di quindici secoli; non è paragonabile lo status di Sara con quello della Regina Ester.
- Il lavoro del lettore è comporre un mosaico con "pietre preziose" sparse tra racconti storici, passi profetici e sapienziali.
Nel pensiero biblico, la storia è frutto di una collaborazione tra il fattore terreno e quello celeste (Hashgarah, la Provvidenza Divina). La donna si inserisce pienamente in questo sistema di interazione.
Analizzando i diversi capitoli storici, non vi è professione o condizione a cui la donna non abbia partecipato. Troviamo donne sapienti la cui intelligenza incide sulle situazioni sociali più delicate: una donna di Tekoa impedisce l'uccisione di Avshalom (2 Samuele 14); una donna anonima salva una città intera trattando con Yoav (2 Samuele 20).
Oltre alla sapienza generica, troviamo le Profetesse. La prima è Miriam, il cui ruolo a fianco di Mosè e Aronne è rivendicato dal profeta Michea (6, 4): — Ti ho inviato Mosè, Aronne e Miriam —. Troviamo poi donne tra i Giudici, come Debora, che governava Israele e alla quale il popolo si rivolgeva per chiedere giustizia.
Vi è stata persino una regina regnante, Ataliah, sebbene il suo governo fosse segnato dall'idolatria. Anche in ambito militare il contributo femminile è decisivo: si pensi a Giaele (Yael) che uccide il generale Sisera, o alla donna che salva una città gettando una pietra di macina sulla testa di Avimelekh (Giudici 9, 53).
Ad eccezione dei ruoli sacerdotali (riservati ai Kohanim), le donne hanno ricoperto ogni incarico amministrativo e decisionale. Un ambito fondamentale è quello dell'aiuto simmetrico (Ezer kenegdo). La Genesi afferma: — L'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie — (Genesi 2, 24); è l'uomo a dover cambiare ambiente per creare una nuova realtà con la "socia fedele".
La letteratura sapienziale loda la "Donna di Valore" (Eshet Chayil, Proverbi 31). Il rapporto tra moglie e marito è così stretto da essere usato come metafora del legame tra Dio e Israele.
Due esempi classici di influenza politica sono Izevel (Gezabele) ed Ester. Entrambe, seppur con scopi opposti, esercitano un potere tale da avere in mano il sigillo reale. Mentre l'influenza di donne straniere (come le mogli di Salomone) è spesso vista come negativa per l'identità spirituale del popolo, l'azione di Ester salva l'intera nazione.
Infine, vi è il ruolo della donna come madre ed educatrice. Nell'epoca biblica la casa era spesso definita "casa della madre" (Genesi 24, 25; Rut 1, 8). La Torah comanda lo stesso rispetto per entrambi i genitori. Sara è la prima a intuire i pericoli educativi per Isacco, e Dio stesso ordina ad Abramo: — Tutto quello che Sara ti dice, ascoltalo — (Genesi 21, 12).
Esempi di donne che hanno cambiato il corso della storia sono:
- Tamar e le figlie di Lot, le cui azioni portarono alla nascita di intere nazioni o lignaggi regali (come quello di Davide).
- Shifra e Pua, le levatrici che sfidarono il Faraone.
- Rachav, che rese possibile la conquista di Gerico.
- Le figlie di Tzelofchad, che ottennero da Mosè una riforma delle leggi sull'eredità (Numeri 27).
Tre figure spiccano per l'indirizzo etico-religioso: Rebecca, che con la sua bonta verso il servo di Abramo entra nel progetto storico; Channah (Anna), la cui preghiera per un figlio (1 Samuele 1) è così potente da diventare il modello della preghiera ebraica (Tefillah); e Rut, la moabita, che con la sua bonta (Chesed) costruisce il mondo e diventa la madre della dinastia davidica.
In conclusione, l'esistenza del popolo d'Israele è legata indissolubilmente alle donne. Se Eva ha dato inizio alla storia dell'umanità, un'altra donna, Rut, ne prepara la redenzione finale attraverso la sua discendenza. Qualsiasi donna, camminando sulla strada della bontà, possiede la capacità di costruire il mondo.