Leggendo la Torah spesso troviamo alcune descrizioni che sembrano essere in netto contrasto con le nostre conoscenze attuali, ad esempio a proposito della creazione del mondo, o più in generale l'età del mondo.

Secondo la tradizione ebraica il mondo sembrerebbe esistere da 5760 anni, mentre invece secondo le dottrine scientifiche che si sono evolute col passare degli anni, il mondo esisterebbe da svariati miliardi di anni. Il contrasto fra le due teorie è fin troppo evidente, e la differenza di tempo tra le due è immensa.

C'è da considerare poi la teoria dell'evoluzione, che sembra non essere considerata neanche in minima parte dalla Bibbia.

Vediamo come nel tempo la dottrina religiosa ha cercato di spiegare questa evidente contraddizione.
Innanzitutto partiamo da vari Midrashim che sembrano andare contro il significato letterale della Torah.

  1. Midrash Rabbah - Genesi: È scritto "Vayehi erev vayehi voker" (E fu sera e fu mattina). I maestri si chiedono il significato della vav; infatti spesso la vav nella Torah viene spiegata come Vav Ha-Chibur, una lettera d'unione, di legame tra il racconto passato e quello presente. "E fu sera" vuol dire, secondo l'opinione di R. Jeuda figlio di Simon, che c'era un periodo prima della creazione, e da ciò ne ricava R. Abbahu che D-o crea e distrugge mondi a propria volontà. Da ciò vediamo come i maestri non si siano sentiti obbligati a spiegare la Torah solo secondo lo Peshat, il suo significato letterale, ma hanno provato soluzioni diverse.
  2. In un passo talmudico poi (Masechet Eruvin, Cap. 2) troviamo una cosa assolutamente sorprendente. C'è una discussione tra Rav e Shmuel su quale fosse la parte del corpo asportata dall'uomo per creare la donna. Mentre uno dice che la parte asportata fosse un osso del viso, l'altro pensa fosse la "coda"; quindi da qui si deduce che il primo uomo avesse la coda, che gli è stata tolta da D-o per formare la donna.
  3. In un altro passo talmudico sembra esserci qualcosa che vada a favore di una specie di teoria dell'evoluzione. Ogni giorno della creazione del mondo viene suddiviso in 12 ore. Per quanto riguarda il sesto giorno, quello della creazione dell'uomo, viene detto che nella prima ora è stata creata la polvere, nella seconda il Golem (cioè viene assemblata questa polvere ma è ancora inanime), nella terza il Golem ha cominciato a muovere le braccia, ad acquisire mobilità, nella quarta vi è stata soffiata l'anima, e nella quinta il corpo si è alzato in piedi... (Talmud Sanhedrin Cap. 4).
  4. In Masechet Shabbat, capitolo nono, c'è scritto: quando Moshe va da D-o a prendere la Torah, gli angeli chiedono al Sig.: "Cosa ci fa qui un uomo a prendere la Torah, da Te conservata 974 generazioni prima della creazione del mondo?". Come sappiamo Moshe è la ventiseiesima generazione dell'umanità e così il verso dei Salmi recita Davar Tziva Le-elef Dor = Una cosa insegnata a 1000 generazioni. 974 + 26 = 1000. Rashi nel suo commento in loco parla di 974 generazioni precedenti la creazione, che però non sono state create in quanto non adatte a ricevere la Torah.
  5. In un Midrash viene detto inoltre che un giorno della creazione è uguale a 1000 anni, in quanto è detto "Ki elef shanim be-enecha ke-yom" = poiché mille anni ai Tuoi occhi sono come un giorno (Salmo 90).

Da queste fonti sembra venire meno forte il conflitto tra scienza e religione.
Vediamo come in secoli successivi i maestri hanno cercato di spiegare questa apparente contraddizione.

Il Malbim, che vive nel 1800 (contemporaneo di Darwin), attacca la scienza (comm. Parashat Noach).

Egli sostiene che gli scienziati hanno trovato delle ossa interrate e hanno supposto che fossero molto antiche come gli strati in cui si trovavano, non considerando però il fatto che durante il Diluvio universale c'è stato un miscuglio della terra, tra quella superiore ed inferiore; quindi non si può dedurre l'età del mondo dall'età dei fossili. In pratica il Malbim attacca la scienza ed il suo metodo, assumendo che non sia corretto e che non possa giungere quindi a nessuna conclusione indiscutibile. Tutto ciò che loro dicono è vano.

Il Tiferet Israel di Israel Lipschitz (1700) espone razionalmente le proprie idee citando anche le scoperte scientifiche del suo tempo.

Egli sostiene che è stato scoperto che la terra è formata da quattro strati ed ognuno è formato da materiale diverso; in ognuno di questi strati ci sono delle ossa fossilizzate. Ciò dimostra che la terra è stata creata e distrutta 4 volte. È stato trovato anche l'uomo preistorico, e queste sarebbero le 974 generazioni prima della creazione del mondo.

Praticamente il Tiferet Israel dice che la scienza viene solo a dimostrare la tradizione rabbinica.

Secondo Rav Kook, noi avremmo trovato dei resti di mondi precedenti; solo che la grande differenza tra ciò che dice la religione e ciò che dice la scienza è che secondo la religione questi mondi furono distrutti completamente, non così secondo la scienza, che parla di evoluzione.

In realtà non ci sono prove che questi mondi non siano stati distrutti: sono solo teorie.

Ma anche se così fosse, non sarebbe assolutamente preoccupante, perché per noi, dice Rav Kook, conta molto di più il conto degli anni secondo lo Peshat (interpretazione letterale) che le teorie dei geologi.

Il Rambam invece parla nella sua opera Moreh Nevuchim (Guida dei Perplessi) di differenti modi di interpretazione del testo della Torah. Ad esempio spesso troviamo scritto nel testo "la mano di D-o" e cose simili: queste espressioni non devono essere spiegate secondo un'interpretazione meramente letterale, ma bisogna andare oltre.

Per tornare al nostro argomento, il Rambam sostiene che nonostante lui sia contro la teoria platonica (che sostiene che il mondo è sempre esistito e non fu mai creato) nessuna chiave interpretativa ci è chiusa, neanche questa: c'è da dire però che questa teoria platonica non porta prove migliori della teoria della creazione, quindi anche se si potrebbe interpretare senza problemi il testo biblico sulle orme di questa teoria, non ce n'è nessun bisogno! Ma nel caso ci siano delle scoperte scientifiche inconfutabili, dobbiamo essere pronti a reinterpretare la Torah.

Procediamo ora con teorie di maestri del nostro secolo.
Rav Schneerson (l'ultimo Rebbe di Lubavitch) zzl difende strettamente il significato semplice della Torah, senza nessun tentativo di soluzione mediana (più o meno come il Malbim - v. sopra).

Egli sostiene infatti che gli esperimenti con i quali dall'età dei fossili si ricava l'età del mondo siano sbagliati perché si basano sull'ipotesi che vi fossero condizioni di pressione, temperatura e radioattività uguali ad oggi, mentre non possiamo esserne sicuri.

Come spiega invece Rav Schneerson il ritrovamento di fossili? Secondo la sua idea potrebbero essere anche stati creati direttamente i fossili, e D-o ha un motivo per fare ciò, motivo a noi ignoto (N.d.R. Forse per mettere alla prova la nostra fede?).

Veniamo ad un Rabbino italiano: U. Cassuto zzl, presidente dell'accademia rabbinica di Padova, primo professore di Bibbia all'università di Gerusalemme, esperto in ricerche bibliche.
La Torah è stata data al popolo d'Israele attraverso un determinato linguaggio: il linguaggio degli uomini di quel tempo!! Secondo le loro conoscenze (ad esempio i "quattro angoli della terra" che si riferisce alla cognizione di quel tempo della terra piatta).

La descrizione del mondo secondo la Torah non ha nessun valore scientifico, ma ci vuole dare un determinato messaggio, e questa è la cosa importante. D'altronde la Torah non è un libro di scienza.
Questa è all'incirca l'idea anche di Yeshayahu Leibowitz.

In pratica noi possiamo cercare di spiegare questa contraddizione tra queste due teorie in vari modi...

Ad esempio potremmo dire che è la scienza che fa male i suoi conti, in quanto la scienza opera principalmente su tre condizioni:

  1. Tutte le forze che agivano nel passato, agiscono anche oggi
  2. Tutte le forze che agiscono oggi, agivano anche in passato
  3. Noi conosciamo tutte le forze

Noi però non conosciamo tutte le forze... la nostra conoscenza scientifica è limitata agli ultimi due secoli massimo.

Le condizioni ambientali potrebbero non essere state le stesse negli ultimi mille anni. Se vogliamo fare un esempio, è come un bambino che chiede da dove è venuto: gli si risponde che è stato nove mesi nello stomaco, ma lui pensa... "come è possibile? Se oggi stessi tre minuti sott'acqua morirei!!!".

Quindi non dobbiamo dire che ci troviamo di fronte ad una fede contro dei dati di fatto, ma più correttamente a due fedi contrapposte.

Naturalmente si possono trovare delle contraddizioni grandissime anche nel racconto biblico; ad esempio, prima del terzo giorno, nel quale è stato creato il sole, come possiamo parlare di giorno di 24 ore? (e fu sera e fu mattino?).

Per concludere c'è chi sostiene che non sia importante se la creazione sia avvenuta in sei giorni o in miliardi di anni; la Torah non è un libro di scienza, ma evidentemente ci vuole insegnare un messaggio.

E poi come dice Rav Kook zzl: il Ma'aseh Bereshit (la creazione) insieme al Ma'aseh Merkavah (visione di Ezechiele) è considerato uno dei segreti delle cose nascoste della Torah; se sapessimo con esattezza cosa successe, che segreto sarebbe?

Fabrizio Mieli

Sulla base di fonti raccolte dal Maestro Dov Gottlieb
Yeshiva Hakibbutz Hadati 1999-00