Nel libro dell'Esodo (capitolo 28, 15-30) viene spiegato, tra l'altro, come doveva essere vestito e corredato il Sommo Sacerdote (Kohen Gadol) per entrare nel Kodesh Hakodashim, il Sancta Sanctorum, il luogo della Presenza Divina. Uno degli oggetti fondamentali era il Hoshen HaMishpat, il pettorale del giudizio.

Su questo indumento rettangolare dovevano esserci quattro file per tre colonne di pietre: una pietra per ognuna delle dodici tribù d'Israele. Le pietre erano: sardonio, topazio, smeraldo, rubino, zaffiro, diamante, opale, agata, ametista, crisolito, onice e diaspro.

Su ognuna delle pietre era inciso il nome di uno dei figli d'Israele. La Torah prosegue con queste parole:

— Aronne porterà sul suo cuore il pettorale allorquando entrerà nel santuario, con i nomi dei figli d'Israele iscritti sul pettorale del giudizio, quale ricordo perpetuo dinanzi al Signore. E metterai nel pettorale del giudizio gli Urim e i Tumim, che saranno così sul petto di Aronne allorquando si presenterà dinanzi al Signore. —

La parola Urim deriva da or (luce) e significava "accesi"; la parola Tumim deriva da tam e significa "spenti" (o completi/integri). Pare che questi Urim e Tumim, ovvero l'accensione e lo spegnimento delle lettere sulle pietre del pettorale, servissero da oracolo. Giosuè, Saul e Davide, in momenti di pericolo, chiesero per mezzo di essi una decisione divina tramite il Sommo Sacerdote. Le pietre fornivano risposte attraverso combinazioni di luce.

Una interpretazione talmudica (Mishnah, trattato Yoma 7,5; Talmud Babilonese Yoma 73) specifica che questo oracolo poteva essere utilizzato solo dal Re, dal Sinedrio (corte di giustizia) o da pubbliche autorità. Per rivolgere una domanda, il richiedente doveva stare di fronte al sacerdote, il quale vedeva le lettere iscritte sulle pietre evidenziarsi accendendosi e spegnendosi per comporre il responso. La persona che rivolgeva la domanda non poteva vedere direttamente il fenomeno luminoso.

Dopo migliaia di anni in cui ha dominato l'intelligenza del carbonio, l'uomo ha inventato uno strumento alla cui base c'è un altro minerale: il silicio. Il silicio è il materiale principale di cui sono composti i deserti, sabbiosi o rocciosi che siano. Nel deserto il popolo d'Israele ha ricevuto la Torah. Nel cuore dei computer e dei sistemi di telecomunicazione vi è un piccolo oggetto fatto principalmente di silicio: il microprocessore.

Negli ultimi anni si è cominciato a diffondere il termine "Intelligenza Artificiale": l'intelligenza del silicio. Un'intelligenza binaria, basata su impulsi accesi o spenti, proprio come quella contenuta negli Urim e Tumim.