L'angolo dell'Alachà – Cap. 6, 1
Tratto dal Kitzur Shulchan Aruch di Rav S. Gantzfried
Prima di recitare una benedizione bisogna sapere quale si deve formulare, in modo che quando si pronuncia il nome di D-O, Benedetto Egli Sia, che è l'essenza della benedizione, si sappia come terminarla. È proibito occuparsi di altro mentre si recita una benedizione, come pure non si deve recitarla in maniera affrettata.
Riguardo a tale norma, così il Sefer Chassidim dice: quando si fa la Netilat Yadayim (lavaggio delle mani), o si recita una benedizione frequente, come quelle inerenti ai frutti oppure alle altre Mitzvot che si compiono usualmente durante il giorno, bisogna prestare attenzione a recitarla in nome del Creatore che con immensa misericordia ci ha dato i frutti o il pane per goderne e ci ha comandato i precetti.
Quando si pronuncia una benedizione, non va detta in modo abitudinario facendo uscire le parole dalla bocca senza concentrazione (Kavanà). È per questo infatti che il Santo Benedetto si è adirato e ha inviato il Profeta Isaia ad ammonirci, dicendo: "Poiché questo popolo si mostra a Me vicino, con la bocca e con le labbra Mi onorano, ma il loro cuore è da Me lontano; essi Mi temono solo in forma meccanica" (Isaia 29,13).
Disse il Santo Benedetto al Profeta Isaia: Guarda come si comportano i Miei figli: Mi rispettano solo apparentemente e si considerano osservanti delle usanze tramandate dai loro Padri. Vengono nella Mia casa e pregano le preghiere consuete, ma senza gioia. Si lavano le mani (Netilat Yadayim), tagliano il pane (Ha-Motzi), bevono e benedicono come se fosse cosa ormai acquisita meccanicamente.
Tuttavia, quando Mi benedicono non intendono benedirMi. Per questo il Signore si è adirato e ha giurato sul Suo Santo Nome di far perdere la saggezza ai Suoi sapienti che Lo benedicono senza concentrazione. Infatti in seguito è scritto: "Perciò continuerò a fare prodigi... e si perderà la saggezza dei Suoi sapienti" (Isaia 29,14). Riguardo a ciò i nostri maestri hanno ammonito dicendo: "Agite in nome del Creatore".
[Image illustrating the ritual of Netilat Yadayim with a two-handled cup]È bene quindi che ognuno si abitui a dire le benedizioni a voce alta, perché la voce sveglia l'intenzione.