Per casher si intende un cibo adatto a essere consumato secondo le regole alimentari ebraiche.

Queste regole riguardano, in maggioranza, il consumo di carne.

Secondo la tradizione ebraica, ai tempi di Adamo gli uomini non si cibavano di carne; fu concesso loro di farlo solo dopo il Diluvio universale e il patto con Noè.

Il consumo di carne fu tuttavia limitato da alcuni divieti fra i quali cibarsi di sangue, di alcune parti di grasso e della carne attorno al nervo sciatico, cioè del filetto. Fu anche proibito cibarsi della carne mescolata al latte o derivati del latte, ad esempio friggere la bistecca nel burro o mettere del formaggio sul ragù.

Anche la macellazione segue un preciso rituale: colui che vi è preposto deve essere riconosciuto uomo di sapienza e deve saper macellare recidendo di netto la giugulare con un coltello affilatissimo per garantire che l'animale muoia in pochi secondi, meno di cinque, e non abbia il tempo di soffrire. Deve, infine, saper controllare i polmoni per scartare i capi di bestiame che abbiano risentito di malattie polmonari.

Un'ultima limitazione riguarda la specie di quadrupedi commestibili: in generale sono casher quelli ruminanti e con l'unghia del piede spaccata, ad esempio il manzo o l'agnello, mentre non lo sono quelli che mancano anche di una sola di queste due caratteristiche, ad esempio il cavallo e la lepre.

Sono casher i gallinacei e alcune specie di uccelli ma non quelli rapaci.

Non sono casher gli animali anfibi, ad esempio le rane, e i pesci privi di pinne o di squame, ad esempio i molluschi e l'aragosta. Non sono casher i vermi, ad esempio quelli che si nascondono nella frutta o si mimetizzano nella verdura; ciò spinge i nostri cuochi e i loro controllori alle più estreme tecniche di lavaggio.

Infine il vino è casher quando controllato da un rabbino dalla spremitura all'imbottigliatura: ciò garantisce, fra l'altro, che non si usi altro che uva.