Stilli come la pioggia il mio insegnamento: come questa pioggia è una sola e scende sugli alberi dando a essi sapori diversi, ognuno per quello che è, così le parole della Torah sono un tutt'uno e vi è in esse la Torah scritta, la Mishnah, le norme e le Haggadot (Sifré Ha'azinu, 5-2).

Perché il mondo è stato creato con la lettera Beth? Come la Beth è chiusa da tutti i suoi lati ed è aperta davanti, così non hai il permesso di investigare ciò che è sopra e ciò che è sotto, ciò che è davanti e ciò che è di dietro, ma solo dal giorno in cui è stato creato il mondo in avanti (Bereshit Rabbah 1, 7-14).

Ha detto R. Elazar Be-Rabbi Shimon: — Perché a volte fa precedere la terra al cielo e altre volte il cielo alla terra? Per insegnarti che sono equivalenti tra di loro (Bereshit Rabbah 1, 8-25). —

E fu sera e fu mattina il primo giorno. Non è detto qui "fu sera", ma "e fu sera". Da qui si deduce che c'era un ordine dei tempi precedenti alla creazione (Bereshit Rabbah 3, 8-28).

Perché non è detto nel secondo giorno che era buono? Rabbi Chanina disse: — In quanto in questo giorno fu creata la controversia — come è detto: vi sia una distesa che separi tra acqua e acqua (Bereshit Rabbah 4, 9-34).

E ogni arbusto della campagna (siach): tutti gli alberi è come se parlassero (messichin) gli uni con gli altri; tutti gli alberi è come se parlassero con le creature. Tutti gli alberi sono stati creati per il piacere delle creature (Bereshit Rabbah 13, 9-36).

È descritto: D-o fece i due grandi luminari ed è detto: il grande luminare e il piccolo luminare. Disse la luna di fronte al Santo Benedetto Sia: — Padrone del mondo, è possibile che due re si servano di una sola corona? — Le fu risposto: — Va' e diminuisciti. — Gli rispose: — Padrone del mondo, dato che ti ho detto una cosa giusta, diminuirò me stessa. — Ma è anche detto: vai e domini di giorno e di notte (Chullin 60, 9-40).

E tutte le loro schiere: perfino le cose che tu consideri come superflue nel mondo come mosche, zanzare, pulci, anche esse fanno parte della creazione del mondo e a ogni cosa il Santo Benedetto Egli Sia affida un incarico, perfino alla rana, perfino alla zanzara (Bereshit Rabbah 10, 12-58).

Nel momento in cui il Santo Benedetto Sia creò il primo uomo lo prese e lo fece girare fra tutti gli alberi del giardino dell'Eden, e gli disse: — Guarda le mie opere quanto son belle e degne di lode! E tutto ciò che ho creato l'ho creato per te. Stai attento a non rovinare e distruggere il mio mondo, perché se lo rovinerai non vi sarà chi potrà rimetterlo a posto (Qohelet Rabbah 9, 12-59). —

Dal di dietro e dal davanti tu mi hai dato forma. Se merita gli si dice: — Tu hai preceduto gli angeli del servizio divino. — Altrimenti gli si dice: — La mosca ti ha preceduto, il lombrico ti ha preceduto nell'opera della creazione (Sanhedrin 38, 12-60). —

Dal di dietro e dal davanti tu mi hai dato forma. Ha detto Rabbi Irmiahu Ben Elazar: quando il Santo Benedetto Egli Sia creò il primo uomo, lo creò androgino, secondo quanto è detto: maschio e femmina li creò (Bereshit Rabbah 8, 13-69).

Ho saputo che tutta l'opera del Signore è eterna, nulla vi si può aggiungere o togliere, e che il Signore fece così perché gli uomini provassero timore di Lui (Ecclesiaste 3, 14; 20-111).

Ha detto Rabbi Yehoshua Ben Levi: sette giorni ha fatto lutto il Santo Benedetto Egli Sia per il suo mondo prima di portare il diluvio, come è detto: e si rattristò in cuor suo (Bereshit Rabbah 27, 21-128).

La colomba tornò a lui verso sera portando una foglia verde d'ulivo. Disse la colomba: — Padrone del mondo, che il mio cibo sia amaro come quest'ulivo ma che sia affidato a Te, piuttosto che sia dolce come il miele ma che sia affidato all'uomo (Sanhedrin 108a, 12-596). —

Tanto l'uno quanto l'altro li ha fatti D-o: il Santo Benedetto Egli Sia ha creato il mondo a coppie per far sapere che ogni cosa ha un compagno e ogni cosa ha un sostituto, e se non ci fosse l'uno non ci sarebbe l'altro (Temurah 14, 596).

Ha detto Rabbi Yossé Bar Chanina: Shamaim (cielo) deriva da Sham (lì) e Mayim (acqua). Insegnano i maestri: fuoco (Esh) e acqua (Maim). Questo ci insegna che il Santo Benedetto Sia ha mescolato l'uno con l'altro e ne ha fatto una distesa (Chaghiga 12a, 23-596).

Il sole ha attorno a sé una guaina e una vasca d'acqua di fronte a lui. Nel momento in cui sorge, il Santo Benedetto Sia smorza la sua forza con l'acqua perché non prorompa bruciando il mondo (Bereshit Rabbah 6, 29-597).

Alla sera l'uomo deve dire: — Ti sia gradito o Signore mio D-o farmi uscire dall'oscurità alla luce. — Al mattino deve dire: — Ti ringrazio o Signore mio D-o che mi hai fatto uscire dall'oscurità alla luce (29-597 bis). —

Al mattino l'uomo deve dire: — Ti sia gradito o Signore mio D-o, così come mi hai dato il merito di vedere il sole al suo sorgere, così dammi il merito di vederlo quando tramonta (Berachot 68b, 600). —

Ha detto Rabbi Yehoshua Ben Levi: — I tuoni sono stati creati solo per raddrizzare le tortuosità che sono nel cuore — come è detto: il Signore fece così perché gli uomini provassero timore di Lui (Berachot 59a, 61-600).

Chi ha aperto agli acquazzoni i canali: molte gocce ho creato nelle nubi e a ogni goccia ho creato una forma sua propria, affinché non ci siano due gocce che escano da uno stesso stampo, perché se due gocce escono da uno stesso stampo esse confondono la terra che non produce frutti (Bava Batra 16a, 78-602).

Hanno insegnato: il fuoco e i kilaym (gli incroci) non furono creati nei sei giorni della creazione, ma la loro creazione fu pensata (Bereshit Rabbah 82). Molte luci sono nel fuoco (Berachot 52b). Ha detto Rabbi Levi: — Ecco, ti sei affaticato, hai arato, hai seminato, hai sarchiato, hai falciato, hai zappato, hai trebbiato, hai raccolto i covoni, hai pestato il grano e ne hai fatto un mucchio; se il Santo Benedetto Egli Sia non manda il vento che sparga i semi, come potrebbe vivere quell'uomo? (Yalkut Shimoni Emor, 97-603). —

E gli empi saranno come il mare in tempesta: la prima onda dice — Io salgo e inondo tutta la terra — ma quando arriva alla spiaggia le si china davanti, e la seconda onda non impara dalla prima (Yalkut Shimoni Yeshaia, 107-604).

E la raccolta delle acque chiamò mari. Ha detto Rabbi Joseph Bar Challafta: in verità si tratta di un solo mare. Che cosa ci insegna la parola "mari"? Non è simile il sapore del pesce pescato ad Acco a quello pescato a Tiro, né quello pescato a Tiro a quello pescato a Aspamia (Sifré Ekev, 119-605).

Ha detto Rabbi Chanina Ben Pazi: — Queste spine non vengono né sarchiate né seminate, crescono da sole e si arrampicano. Queste spighe, quanto dolore e quanta fatica per farle crescere (Bereshit Rabbah 45, 125-606). —

Ha detto Rav Yehuda: — Chi esce nei giorni di Nissan e vede gli alberi in fiore dice: "Benedetto colui che non fece mancare nulla nel suo mondo ed ha creato in esso creature buone e alberi buoni perché gli uomini ne possano godere" (Berachot 43b, 132-606). —

Ha detto Rav Tanchuma: — Accadde che una palma che stava in Chamatan non dava frutti; la innestavano, ma non dava frutti. Passò un esperto di palme e la vide. — Disse: — Una palma di Gerico essa vede e in cuor suo la desidera. — Portarono un ramo della palma e la innestarono, immediatamente dette i frutti (Bereshit Rabbah 41, 138).

Nel momento in cui si taglia un albero da frutto la sua voce va da un capo all'altro del mondo, ma essa non viene sentita (Pirke de Rabbi Eliezer 34, 168-609).

Un serpente sulla strada: tutte le bestie camminano in coppia, mentre il serpente procede da solo per la strada (Bereshit Rabbah 99, 169-609).

Il cibo per il serpente è la polvere. Rabbi Amì e Rabbi Assi. Uno diceva: — Perfino se mangia tutte le leccornie del mondo sente il sapore della polvere. — L'altro diceva: — Perfino se mangia tutte le leccornie del mondo non si dà pace finché non mangia la polvere (Yoma 75a, 184-611). —

Hanno detto del re Davide: quando terminò il libro dei Salmi si inorgoglì, disse di fronte al Santo Benedetto Egli Sia: — Padrone del mondo, c'è un'altra creatura al mondo che ha espresso un canto come il mio? — Incontrò una rana che gli disse: — Non ti inorgoglire, il mio canto è superiore al tuo. — Va' alla formica, o pigro, osserva i suoi costumi e diventa savio. Essa non ha né capitano, né ispettore, né signore; eppure prepara nell'estate il suo cibo e raccoglie al tempo delle messi il suo alimento (Proverbi 6, 6-8; 34, 232-615).

Rabbi Chammi Bar Ukba a nome di Rabbi José Bar Rabbi Chanina: l'animale che cresce sulle montagne non cresce nella valle, né l'animale che cresce nella valle cresce sulle montagne (Yerushalmi Sheviit 9, 2; 273-619).

Un pittore mette gli ingredienti in una pentola e tutti acquisiscono uno stesso colore, mentre il Santo Benedetto Egli Sia dà forma al feto nel ventre della donna ed esso assume una specie diversa (Nidda 31a, 280).

Ha detto Rabbi Levi: — Sei cose servono l'uomo, tre sono in suo dominio e tre non sono in suo dominio. Queste sono in suo dominio: la bocca, le braccia, le gambe. Queste non sono in suo dominio: gli occhi, le orecchie e il naso. E quando il Santo Benedetto lo richiede, anche quelle che sono in suo dominio non sono più in suo dominio (282-619). —

Egli ti ha fatto e ti ha reso stabile: insegna che il Santo Benedetto Sia ha creato diversi canali nell'uomo; se si rivolta uno di essi non può più vivere (Chullin 56b).

Chiese un gentile a Rabbi Yehoshua Ben Chorka: — Perché il Santo Benedetto Egli Sia ha parlato con Mosè dal roveto? — Gli fu risposto: — Se avesse parlato da un carrubo o da un sicomoro mi avresti fatto la stessa domanda, ma dato che è impossibile non darti una risposta: perché dal roveto? Per insegnarti che non vi è luogo senza presenza divina, perfino un roveto (Shemot Rabbah 2, 9). —

Finché la terra sussisterà non cesseranno semina e raccolto, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte (Genesi 8, 22).

L'arcobaleno sarà nelle nuvole e io lo vedrò per ricordare il patto perpetuo esistente tra D-o e tutti gli esseri viventi, fra tutte le creature esistenti sulla terra (Genesi 9, 16).

Qualora per caso ti capitasse davanti per strada il nido di un uccello su qualsiasi albero oppure per terra, e contenga pulcini o uova e la madre li stia covando, non devi prendere la madre da sopra i figli; dovrai mandar via la madre e dovrai prendere allora i figli. Ciò affinché tu possa aver bene e si prolunghi la tua vita (Deuteronomio 22, 6-7).

Non dovrai seminare nella tua vigna semi di varie specie, se non vorrai che il prodotto dei semi che avrai seminato e il prodotto della vigna divengano proibiti come se fossero cose consacrate (Deuteronomio 22, 9).

Non arerai con un toro e un asino insieme aggiogati (Deuteronomio 22, 10).

Quando assedierai una città per molto tempo non distruggere i suoi alberi colpendoli con la scure perché solo i suoi frutti potrai mangiare, ma l'albero non potrai tagliare; infatti è forse l'albero del campo come un uomo che può a causa tua ritirarsi in luogo fortificato? (Deuteronomio 20, 19).

Giuseppe è un albero fruttifero presso una sorgente d'acqua le cui propaggini salgono sul muro (...) l'Onnipotente che ti benedirà con benedizioni provenienti dal cielo e dall'alto, benedizioni dall'abisso che giace dal basso, benedizioni dei seni e dell'utero (Genesi 49, 22-25).

Un animale bovino o un animale ovino o caprino, lui o suo figlio non li scannerete nello stesso giorno (Levitico 22, 28).

Quando sarete entrati nella terra che sto per darvi, la terra dovrà riposare per un sabato in onore del Signore: per sei anni seminerai il tuo campo, ma nel settimo anno ci sarà una completa cessazione dal lavoro per la tua terra, un sabato al Signore: non seminerai il tuo campo, né poterai la tua vigna (Levitico 25, 3-4).

Nachman di Breslav: — Non v'è punizione peggiore di quella che l'uomo veda e senta ciò che ha rovinato (Likutei Moharan 98). Ogni uomo deve dire: "Tutto il mondo è stato creato per me", perciò ogni uomo deve vedere di migliorare il mondo e di riempire le manchevolezze del mondo e pregare per esse (Likutei Moharan 5-1). —

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu vi hai disposto, che cosa è l'uomo perché tu lo ricordi, e l'essere umano perché tu ne tenga conto? (Salmi 8, 4-5).

Rav Shalom Bahbout