Ultimamente molti gentili si divertono nello studiare l'Ebraismo e gli ebrei; non sarà mica un'anticamera del "conosciamo il nemico"?

Sentendomi personalmente "toccata" da questo thread mi permetto di rispondere, con un disclaimer iniziale: non sto cercando di fare polemiche o di litigare con nessuno.

Gal, perdonami, ma vorrei porre l'accento su due parole contenute nel tuo messaggio: "divertirsi" e "nemico". Pensi davvero che chiunque possa considerare un divertimento studiare senza un aiuto, cercare dialogo e un'identità religiosa attraverso l'osservanza di regole piuttosto dure?

Personalmente, quando voglio divertirmi leggo un romanzo, vado al cinema, esco con i miei amici o scrivo racconti. Studiare l'Ebraismo non è cosa semplice, e le mie motivazioni sono molto profonde. E non perché "voglio sposare un ebreo" o "alcuni dei miei migliori amici...", né "mio nonno ne ha salvati tanti".

Ho letto, ho parlato, ho trascorso un lungo periodo di riflessione e poi ho fatto una scelta. Se anche mi venisse negata la possibilità di convertirmi mi resterà, alla fine di quest'esperienza, la conoscenza approfondita di un mondo e di una cultura che sento molto vicini alla mia sensibilità, alla mia religiosità e a ciò che voglio essere.

Il tuo utilizzare la parola "nemico" mi ha addolorata molto: pensi davvero che un antisemita (parola che per me ha sempre sottinteso una profonda ignoranza della storia) abbia voglia di studiare la cultura, le usanze e le vicende storiche di un popolo che ha imparato a odiare a causa di sciocche propagande, revisionismo storico da due soldi e slogan che possono sortire effetto solo in mezzo a una massa di pecore? Io credo di no, anche e soprattutto perché una volta conosciuto il "nemico" (per usare le tue parole) non sarebbe più possibile "odiarlo" e quindi "combatterlo".

Mi sono dilungata e me ne scuso.

Saluti,

Francesca