Cosa pretendi, ebreo? Che noi occidentali progrediti e universali ti amiamo e ti difendiamo? Tu, che per più di cinquemila anni ti sei sempre rifiutato di convivere e di dividere con noi i nostri concetti!
Prima ti sei creato, in quel fazzoletto di terra tra il Mar Morto e il Mediterraneo, una religione basata su un solo Dio! Mentre noi pagani eravamo di più larghe vedute e credevamo in tanti dei e divinità. I nostri dei avevano un aspetto fisico, sembianze umane; potevamo crearne delle effigi da idolatrare nei nostri templi; mentre tu credevi in un'essenza puramente spirituale, invisibile.
Ti castigammo per questo, una prima volta, mandandoti in esilio in Egitto come schiavo. Poi sfrontatamente sei andato dietro a quel tuo Mosè che per 40 anni ti portò in giro per il deserto, riconducendoti così nel tuo fazzoletto di Terra Promessa.
Hai poi permesso che nascesse nel tuo grembo quel tal Gesù di Nazareth, il quale voleva solo essere l'incarnazione sulla Terra di quel tuo Dio. Così ti punimmo una seconda volta, tramite quel romanaccio di Tito. Il quale ti distrusse per la seconda volta il Tempio e ti disperse ai quattro venti.
Tu, testardo, sì! proprio testardo, avesti la sfrontatezza di disperderti, ma non di disintegrarti, annullarti. Continuasti a credere nel tuo Dio, a non volerti assimilare, mantenendoti diverso. Testardamente chiedevi di essere lasciato in pace, nelle tue sinagoghe, nei tuoi Shabbat, pregando ancora, dopo duemila anni, nell'antica lingua dei tuoi Padri. Da testardo e incomprensibile quale sei, non tentasti di imporre la tua fede ad altri; non come noi cristiani e musulmani, che tentammo di farlo in ogni modo, spinti da un invincibile amore fraterno. Un amore fraterno, tanto forte, che ci indusse a usare ogni mezzo pur di propagare la nostra fede.
E tu, ebreo ignobile, non organizzasti le Crociate, non inventasti l'Inquisizione, non scatenasti Guerre Sante (Jihad) contro i popoli non musulmani. Tu, ebreo, ti sei sempre rifiutato di mandare i Frati Francescani e i Gesuiti in giro per il mondo a insegnare agli stolti Incas, neri e cinesi il Verbo che predica solo amore e rispetto per il diverso... — Non fare al prossimo tuo ciò che non vorresti fosse fatto a te! —
Tu, ebreo, ti sei sempre rifiutato di invadere mezza Europa, il Nord e il Centro dell'Africa, per insegnare a quei disgraziati la Parola Santa d'Allah e del suo Profeta Maometto, i quali nella loro magnificenza e bontà misericordiosa insegnavano la legge dell'"Occhio per occhio" e il taglio della mano. Invasione che oggi, a distanza di secoli, essi tentano di ripetere, inondando l'Europa con i loro eserciti d'immigranti; e noi europei ciechi e sordi li accogliamo nel nostro grembo, permettendo loro di costruire, a ridosso delle nostre chiese, e in pieno diritto d'umanità e tolleranza, le loro Moschee e i loro Minareti. Diritto d'umanità e tolleranza che permette loro di fare in terra altrui, ciò che mai sarebbe permesso nella loro terra.
Mentre noi profondevamo tutto questo bene, tu, ebreo meschino, t'incaponisti a voler vivere nei tuoi ghetti che noi, umanitariamente, a partire dalla Serenissima Venezia, ti abbiamo imposto. T'intestardisti nel continuare a sviluppare l'intelletto, il pensiero e la mente. Gli unici beni che non siamo mai riusciti a razziarti e a distruggere.
Tu ebreo, con malefica caparbietà, hai sempre voluto portare nell'intimo quel raggio di luce e di fede che da sempre ti ha legato a Gerusalemme e che ti ha permesso di sopravvivere, di non dissolverti nell'oblio della storia. Per quella tua fede, per noi inammissibile, per duemila anni ti sei fatto razziare, stuprare, trucidare nei Pogrom; ti sei fatto trascinare, come un gregge di pecore inermi, in quegli stupendi e ingegnosi macelli che, con tanto amore per l'umanità, abbiamo costruito ad Auschwitz, Dachau, Mauthausen, ecc. Ma tu no! No! Sei sempre voluto sopravvivere, continuare a coltivare la vita; siete stati grandi filosofi, scienziati, musicisti e uomini di pensiero... Che orrore!
Un bel dì, non pago di tutta questa bontà umana, te ne tornasti in quel lembo di terra arida, a ridosso del Mar Morto, per costruirti (per l'ennesima volta) una casa. La tua CASA! Ma come osi? Vile ebreo: vorresti sottrarci l'unico bene che abbiamo? Come potremo noi esprimerti il nostro amore, la nostra magnanimità deridendoti, perseguitandoti e massacrandoti? Per fortuna i Palestinesi possono farlo per noi! Con i loro santi martiri, gli Shaid; con sante bombe e gloriosi martiri, essi sanno come dilaniarti nelle scuole, nelle strade, nei ristoranti, autobus e mercati; magari — perché no? — nella santità della tua Pasqua.
Ma tu vile ebreo, osi difenderti, proteggerti e dire: Ora basta! Allora ti dico: ti sta bene! Meriti tutto ciò per la tua irriconoscenza!
Signore! Ti ringrazio per avermi fatto ebreo. Grazie di avermi fatto irriconoscente dell'amore soffocante dell'umanità.
Daniel Sgnaolin / Israel