Non saranno, per una volta, i teenager con i capelli impregnati di colori psichedelici in attesa di assistere ad un'esibizione degli U2, non saranno i rudi tifosi delle discipline sportive americane a popolare domenica gli spalti del Madison Square Garden di Manhattan. Non sarà un vulcano di t-shirt e sciarpe variopinte, ma una composta marea di bianco e di nero ad occupare i 26 mila posti di una delle più grandi sale del mondo.
Non sarà la passione per i divi, né per la competizione a tenere il pubblico col fiato sospeso, né il gusto per i cibi raffinati ad attirare i presenti al sobrio pasto festivo promesso dagli organizzatori e compreso nel prezzo del biglietto.
Quello che metterà assieme i partecipanti del decimo Siyum HaShas (la festa riservata a chi ha completato lo studio dell'intero Talmud) sarà piuttosto il fatto di aver studiato giorno dopo giorno, sparsi in tutto il mondo, la stessa pagina del testo sacro ebraico, per concludere, in sette anni e mezzo, la revisione completa dei 2711 fogli (recto-verso) che compongono l'opera fondamentale dell'ebraismo post-biblico. Collegati via satellite con analoghi raduni programmati in tutto il mondo, i partecipanti alla manifestazione voluta dall'Agudath Israel (l'organizzazione politica degli ebrei ortodossi noti come Haredim) daranno vita a quello che si annuncia come il più importante avvenimento culturale ebraico di questo secolo. Circa 100 mila ebrei ortodossi (di cui almeno 70 mila negli Stati Uniti) dopo aver studiato giorno dopo giorno contemporaneamente la stessa pagina di Talmud ripeteranno assieme le stesse parole:
Torneremo a te e tu tornerai su di noi. Porteremo la nostra mente su di te e tu la tua conoscenza su di noi. Non ti abbandoneremo. Né in questo mondo, né in quello a venire.Parole struggenti ripetute al termine di ogni capitolo dell'immenso commento biblico e riservate non alla divinità, ma alle pagine appena studiate.
L'onore di pronunciarle, di fronte a ciò che si preannuncia il più vasto uditorio ebraico dopo quello descritto nel libro biblico dell'Esodo raccolto ai piedi del monte Sinai, toccherà a un rabbino quasi sconosciuto, Michael Silber. Se il suo volto a molti risulterà nuovo, non altrettanto potrà dirsi della sua voce. Senza poterli incontrare personalmente, Silber guida infatti giorno dopo giorno un numero imponente di studenti nello studio del Talmud. Le sue spiegazioni su ogni aspetto dell'opera sono a disposizione negli Stati Uniti, in Canada e in Israele con una semplice telefonata urbana, selezionando poi sulla tastiera ogni paragrafo che si desideri approfondire. Chi lo preferisce può acquistare le stesse lezioni su nastro registrato e ascoltarsele mentre attraversa il traffico cittadino. La società Dial-a-Daf (seleziona una pagina) riceve circa 60 mila chiamate al giorno, soprattutto da parte di persone isolate, che non hanno la possibilità di iscriversi in uno delle migliaia di gruppi di studio che si riuniscono ogni giorno e si lasciano accompagnare dalla voce senza volto di Silber. Proprio per dare un corpo a questo fantasma e ribadire la concretezza dello studio talmudico, che secondo la tradizione ebraica non può mai essere un percorso solitario, i grandi rabbini del Consiglio dei Saggi della Torah dell'Agudath Israel (il più autorevole consesso di autorità ebraiche ortodosse) assisteranno all'evento senza intervenire.
Ma se la voce di Silber costituisce un'esperienza del tutto particolare per i suoi seguaci sparsi in tutto il mondo, la stragrande maggioranza dei partecipanti al programma del Daf Yomi (la pagina del giorno) restano legati al sistema di studio tradizionale, che prevede un costante confronto con il maestro e soprattutto il dibattito, talvolta aspro, con un compagno di strada. Sera dopo sera, per sette anni e mezzo, molti dei partecipanti alla manifestazione di domenica si sono trovati di fronte alla stessa persona per attraversare l'oceano di interpretazioni mai univoche contenute dal Talmud (o forse sarebbe meglio dire lasciarsi attraversare da esso).
Gli incontri quotidiani durano a seconda della preparazione degli studenti e del tempo a disposizione dai 45 ai 90 minuti. Alcuni si ritrovano alle 5.30 del mattino, prima di andare al lavoro, altri a tarda notte, come un gruppo di 200 giovani padri di Brooklyn, che studiano dopo aver visto addormentati i figlioletti.
Molti di loro hanno comprato i biglietti d'ingresso già da mesi (la prevendita era cominciata nello scorso gennaio e i posti del Metropolitan erano esauriti già dopo poche settimane). Dopo aver occupato il Nassau Coliseum (Long Island), che può contenere al massimo altre 18 mila persone, aver preso d'assalto altre 33 grandi sale tutte collegate via satellite, nelle principali città statunitensi e canadesi, oltre che in Israele, in Australia e in Europa, chi non è riuscito a procurarsi un biglietto dovrà accontentarsi di soluzioni di fortuna.
La partecipazione massiccia a un evento che alle apparenze appare del tutto spogliato di spettacolarità costituisce la più forte affermazione dell'Agudath Israel. Senza televisione, senza radio, senza controllo sui principali mezzi di informazione e senza nemmeno un sito internet, l'organizzazione ha impegnato un budget da un milione e mezzo di dollari interamente ricavato con la vendita dei biglietti e le sponsorizzazioni.
"Gli ebrei?" commenta il dentista Isaac Perle, che ha organizzato un collegamento via satellite cui assisteranno mille persone nell'auditorium della Boston University, "in ogni epoca hanno considerato l'educazione e lo studio il motivo centrale della loro esistenza. Il fatto che tutti i partecipanti al Daf Yomi si sentano uniti dall'esperienza di studiare la stessa pagina nello stesso giorno costituisce una forza enorme".
"Il Siyum HaShas," commenta Shlomo Gertzulin, che lavora da oltre un anno per organizzare la manifestazione, "costituisce la dimostrazione che nonostante Hitler e gli attacchi della cultura contemporanea ai valori della vita ebraica tradizionale, centinaia di migliaia di ebrei in tutto il mondo sono oggi pronti a riprendere il dibattito sulla stessa pagina di legge e di cultura ebraica".
"È una risposta," riprende il rabbino Moshe Sherer, che presiede l'Agudath Israel statunitense da oltre 40 anni, da quando l'organizzazione agonizzante raccoglieva solo uno sparuto gruppo di sopravvissuti all'Olocausto, "a tutti quei profeti di sventura che avevano predetto la fine di una società ebraica legata ai valori tradizionali dello studio. Le statistiche dimostrano che un ipotetico gruppo di 200 ebrei riformati darà vita a 27 pronipoti ebrei, e lo stesso numero di 'conservative' a 48. Mentre 200 ebrei ortodossi non avranno meno di 5000 pronipoti. Solo un gran numero di persone impegnate nello studio quotidianamente può sperare di vincere la scommessa della sopravvivenza ebraica in una società ostile".
Amos Vitale