— Al Signore appartiene la terra e tutto quanto è in essa, l'universo e i suoi abitanti... Chi salirà sul monte del Signore?... L'uomo dalle mani pulite... Costui riceverà benedizione (berakhah) dall'Eterno e giustizia (zedakah) dal D-o della sua salvezza. — (Salmo 24)

Numerose sono le Mitzvot della Torah che si propongono di creare una maggior giustizia all'interno della società. Fra queste vi è quella della zedakah, che viene spesso interpretata erroneamente come un atto puramente volontario, dovuto alla benevolenza del donatore. In realtà le cose sono ben diverse.

Nel Salmo 24 i concetti di berakhah (benedizione) e zedakah (giustizia equilibratrice, equità) vengono messi in stretto rapporto tra di loro: la berakhah è rivolta generalmente dall'uomo verso D-o e la zedakah dall'uomo verso un altro uomo.

L'uomo, tuttavia, per ricevere a sua volta berakhah e zedakah deve compiere Berakhot e atti di zedakah. La berakhah è l'atto con cui l'uomo riconosce che non ha diritto di mangiare alcun alimento se prima non ha recitato la relativa benedizione: — Chi gode di questo mondo senza dire la benedizione, è come se commettesse un furto. —

Così si può dire che: — Chi gode dei propri averi senza prima aver fatto opera di zedakah è come se commettesse un furto. — Riconoscere i limiti del potere dell'uomo, dare ad altri più bisognosi qualcosa da lui prodotto e di cui egli si considera il legittimo proprietario, è uno degli scopi educativi fondamentali di tutte le Mitzvot. Per questo è scritto: — Grande è la zedakah perché porta la redenzione nel mondo. —