— (Mt. Avot 1:1) Moshe ricevette la Torah dal Sinai e la trasmise a Yehoshua, e Yehoshua agli anziani e gli anziani ai profeti e i profeti la consegnarono agli uomini della Grande Sinagoga. Essi erano soliti dire tre cose: "Siate cauti nel giudizio, allevate molti allievi, fate siepe intorno alla Torah". —

L. lesse in ebraico e tradusse perché tutti intendessero.

Poi disse: Moshe Maimonide (Rambam) commenta l'inizio del Pirqe Avot in tre modi. Ne riportiamo il primo: — Sappi che l'anima dell'uomo (Adam) è una e essa ha molteplici opere, livelli di dignità distinta; queste opere sono le molteplici anime (Nafshot). Sono considerate in questo passo sei anime per uomo, così come i medici considerano unitamente le parti del capo; i medici contano le porte dell'anima in numero di tre. — (Rambam, Shemonah Peraqim)

La traduzione è approssimativa, ma rende l'idea. Notate che l'anima a cui si riferisce il Rambam è l'anima umana in generale, così come fa Yehuda Ha-Levi nel Kuzari. Le generazioni descritte dai primi passi di Avot sono generazioni di Israele. Per il Rambam, non l'anima è triplice, ma le porte dell'anima unica. Ogni individuo, ogni popolo, o anche l'intera umanità sono porte di un'anima unitaria del mondo.

C. notate che nel primo passo del Pirqe Avot ogni nome è ripetuto due volte:

  • Yehoshua ve-Yehoshua
  • Zaqenim ve-Zaqenim
  • Neviim ve-Neviim

Che significato ha? Il Midrash Rabbah dice: — Finché Adamo stava come golem informe, davanti a Colui che parlò e tutto fu, questi gli mostrò le generazioni e i loro dottori, le generazioni e i loro sapienti, le generazioni e i loro Soferim, le generazioni e i loro dirigenti, come è detto: "I tuoi occhi mi videro golem"; coloro che i tuoi occhi videro golem già furono scritti nel libro di Adamo come è scritto: "Questo è il libro delle generazioni di Adamo" (Ber. Rabbah 24:2). — Come dice un altro Midrash, ogni uomo il cui nome sia ripetuto due volte esiste in questo mondo e nel mondo a venire.

D. mi sembra fare un torto alla seconda parte di questa Mishnah se non la spieghiamo: si tratta di una massima tramandata dagli uomini della Grande Sinagoga (Anshei Knesset HaGedolah), cioè da quei maestri che vanno da Ezra a Shimon il Giusto: — Essi erano soliti dire tre cose: "Siate cauti nel giudizio, allevate molti allievi, fate siepe intorno alla Torah". —

Rashi, che è molto attento ai singoli passaggi, commenta dicendo che la "lentezza di giudizio" è l'invito a non affrettare il giudizio, ma a riesaminare due o tre volte il problema. Metunim (cauti) viene infatti dal verbo tanah (ebr. biblico: shanah), che significa ripetere. Di ogni Mitzvah noi abbiamo infatti molti punti di vista tramandati.

Allevate molti allievi porta due volte la radice lamad (insegnare) nel passo: cosa vorrà dire? Ovadia da Bertinoro riporta una Haggadah in cui Rabban Gamliel invita gli allievi a insegnare la Torah a ogni uomo.

Fate siepe è scritto senza articolo. Significa "fate una siepe"? Così viene generalmente tradotto e attribuito agli insegnamenti che ci evitano di violare uno dei precetti della Torah. Ad esempio il divieto di parlare di affari di Shabbat, che può trasformarsi in lavoro; oppure l'invito a non giurare, perché potrebbe trasformarsi in un giuramento vano, anche contro le aspettative.

C. notate che la parola Torah è ripetuta due volte, all'inizio e alla fine della nostra Mishnah. Potrebbe indicare le due Torot: quella scritta e quella orale. Perché tre Devarim (cose)? È un quesito che vi lasciamo per la prossima volta.

Napoli, 18 Nissan